Il monastero di San Bruzio si trova nella campagna a sud-est di Magliano in Toscana, lungo la strada che conduce a Sant’Andrea, a circa due chilometri dal capoluogo / Il suggestivo monastero di San Bruzio si trova a sud est di Magliano, ad oggi ormai non rimane più nulla se non alcune rovine che rendono il tempio quasi surreale.

QUI AVVIENE L’INCONTRO CON IL DESTINO


Articolo e montaggio video di: Isabella Dalla Vecchia – info@luoghimisteriosi.it
Voce narrante di: Sergio Succu – info@luoghimisteriosi.it
Fotografie e video: Mirko Urso, Francesco Vannucci e Alberto Bargellini

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Il suggestivo monastero di San Bruzio si trova a sud est di Magliano, ad oggi ormai non rimane più nulla se non alcune rovine che rendono il tempio quasi surreale.

L’edificio fu costruito dai monaci camaldolesi nell’anno Mille ma l’edificio venne realmente terminato nel XII secolo. Rimane solo l’abside che esce dalle pareti del transetto orientale e alcuni archi che sostengono la cupola da cui si sviluppa l’imponente cupola ottagonale.

Poche le incisioni superstiti o i motivi decorativi. Accanto a una nicchia, un dipinto rosso richiama l’alquerque, la pianta di un gioco molto antico, a volte riprodotto su punti piani o verticali come accade per la triplice cinta. Rimangono eterni alcuni bellissimi capitelli in cui sono incisi motivi vegetali, mascheroni, teste di tori, fiori.

E’ davvero un luogo che toglie il respiro, esattamente come la sua stessa leggenda. Si dice che qui appaia il Destino e quando si ha la fortuna di incontrarlo ogni desiderio verrebbe esaudito. Ma cos’è effettivamente il destino?

Deriva dal latino “fatum” ovvero “ciò che è detto” che anticamente rappresentava la decisione di un Dio. Nell’antica Grecia il Fato era un Dio in grado di cambiare le sorti senza una regione precisa. Il suo potere era tale che persino gli dei dovevano sottostare alle sue decisioni.

Secondo tradizione il Destino apparirebbe solo ad un cuore puro, un’anima meritevole di ricevere il suo dono, quello di mutarlo se esso appare infausto. E il Destino si sarebbe mostrato ad una fanciulla che lo avrebbe implorato di salvare il proprio innamorato che stava morendo. Il suo desiderio venne esaudito perché la richiesta era sincera e fatta col cuore.

E la ragazza era così onesta da chiedere dopo qualche tempo, tornando a san Bruzio, di morire dando la sua vita in pegno a quella del ragazzo che nel frattempo si era salvato. Il Destino accontentò anche questa macabra richiesta, facendo pagare il prezzo per aver cambiato il fato che per legge divina dovreste essere immutabile.

Una storia molto triste insomma, forse dettata dalla vena sinistra del luogo che ispira oscure leggende e altri sono i fatti tristi che lo vedono protagonista. Si dice infatti che qui venissero a partorire le suore che restavano incinte forse violentate o forse coinvolte in rapporti clandestini con diversi uomini. Era questo l’unico luogo in cui, dopo aver tenuto nascosta la gravidanza sotto grosse tuniche, nessuno avrebbe sentito le urla del travaglio.

Alcune lasciavano il bambino alla cura di famiglie discrete che avrebbero mantenuto lo scomodo segreto, altre monache furiose o spaventate per quel destino infausto lo abbandonavano lì. E’ per questo che in alcuni momenti è perfino possibile sentire le anime di quei neonati che piangono in eterno perché nessuno li ha mai voluti. Alcuni dichiarano di aver visto il volto di un bambino tra le ombre del tempio e altri ne hanno sentito il richiamo spesso confuso con il vento, un’aria gelida che fa tremare il corpo e l’anima.