ARZACHENA (OT) – TOMBA DEI GIGANTI LI LOLGHI / Per la sua maestosità e l’isolamento in cui è ubicato questo antico sepolcro, è impossibile non avvertire una sensazione intensa di sacro e mistero, osservandola non si può che provare rispetto per una cultura che di “preistorico” aveva ben poco.


ARTICOLO E FOTOGRAFIE
 / Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu

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L’energia tellurica della Tomba dei Giganti

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Cosa sono le Tombe dei Giganti?


Sotto la crosta terrestre scorrono energie telluriche e forze magnetiche che fanno del nostro pianeta un autentico “organismo vivente”. L’uomo, creatura figlia della Madre Terra, ha facoltà di interagire ed essere molto sensibile a questi “movimenti”, e, in particolari situazioni, di assorbirli inconsciamente.

Queste energie sono più intense in certi ambienti piuttosto che in altri e recenti studi hanno rilevato che antichi luoghi sacri sono stati costruiti lungo questi canali energetici. Baluardi accumulatori di tali energie sarebbero proprio le Tombe dei Giganti, quelle strane costruzioni che ricoprono il territorio sardo, ma le possiamo trovare solamente in questa regione e in nessun’altra parte del mondo, motivo sufficiente per considerarle di importanza senza pari…
Leggi l’approfondimento: Le Tombe dei Giganti

Un luogo sacro e misterioso


Questa tomba è tra le più grandi della Sardegna con i suoi 27 metri di lunghezza. L’ingresso è a SUD/SUD-EST ed è composta da quindici lastre ortostatiche  infisse nel terreno, sette da un lato e sette dall’altro con le stele al centro alta 3,75 metri. Quest’ultima presenta una decorazione intorno al suo perimetro, una cornice in rilievo che divide  in due parti lo stesso monolite. Subito dietro vi è un lungo corridoio costituito da lastre infisse nel terreno con muratura a secco, al cui termine vi è una zona riservata al deposito di offerte e oggetti di culto su due piani. Il recinto ellissoidale attorno alla tomba accerta che essa doveva avere una prima forma di utilizzo, in cui era ricoperta di terra proprio come i circoli di Li Muri, che si trovano a soli 200 metri di distanza (lo stesso nome “Li Lolghi” in gallurese significa proprio “cerchi”).

Per la sua maestosità e l’isolamento in cui è ubicato questo antico sepolcro, è impossibile non avvertire una sensazione intensa di sacro e mistero, osservandola non si può che provare rispetto per una cultura che di “preistorico” aveva ben poco. Un popolo che ha saputo lasciarci tanti interrogativi ai quali ancora oggi non siamo riusciti a rispondere, ma solo a rimanere in un rispettoso silenzio, bloccati a guardare verso il sole nascosto dietro l’enorme stele di quattro metri che proietta su di noi un’ombra scura e misteriosa.

Le false porte


L’entrata è formata da una grossa e alta lastra di pietra con una porticina che collegherebbe l’esterno con l’interno della tomba. Essa aveva il valore simbolico di unione tra il mondo dei vivi e l’oltretomba,  alla cui base vi era un bancone sul quale venivano lasciate le offerte.

Tutto questo ricorda la funzione della “falsa porta” egizia, elemento che in Sardegna si ritrova spesso anche nelle “domus de janas” (tombe scavate nella roccia). La falsa porta è il punto di contatto tra il mondo dei vivi e l’aldilà. Dinnanzi a questa finta apertura venivano poste le offerte di cui ne usufruiva la persona cara che da qui si sarebbe “affacciata” sulla Terra.

L’energia tellurica della Tomba dei Giganti

Mauro Aresu, il più importante studioso sardo di questo argomento, dopo aver a lungo studiato questa tipologia di monumenti, afferma che  le tombe dei giganti costituiscono i punti più importanti di emanazione energetica al punto tale da avere la facoltà di “guarire” chiunque si rechi o si distenda al loro interno.

La loro disposizione a semicerchio seguirebbe le linee energetiche telluriche catturandone il flusso di cui si impregnerebbero le stesse pietre (ecco perché per guarire è necessario distendersi sulla pietra, rituale presente in molte parti d’Italia) le quali, dopo averlo assorbito, lo avrebbero condotto come un filo elettrico verso la stele più alta che sarebbe così divenuta un autentico accumulatore di energia. Il corpo del defunto posizionato all’interno della tomba,  avrebbe ricevuto un’energia tale da strappare la sua anima dal corpo, ricolma di nuova vita, quella della Madre Terra. Sarebbe insomma  così risorta, tornando alla sua origine.

Ma mi permetto di evidenziare un’altra ipotesi personale. Una stele così alta avrebbe potuto infine lanciare l’anima verso il cielo, verso il ritorno a casa, culto non differente da quello egizio, ma non unico in Sardegna, regione da tempo immemore custode di altre simbologie correlate, come le false porte, la piramide di Monte D’Accoddi, le tombe accessoriate di oggetti di vita quotidiana, il culto per il dio Toro. Dopotutto la forma della Tomba dei Giganti potrebbe ricordare neanche troppo alla lontana, una rampa di lancio verso l’alto. La linea dei menhir è curva, procede inizialmente con poca inclinazione per terminare la sua corsa verticale con grande slancio. Presso le tombe dei giganti si presume che venissero svolti rituali legati al richiamo della vita e della rinascita, proprio nell’esedra ove vi era la presenza di sedili. Si cadeva in un sonno-trance con il quale si entrava in contatto con la divinità (rituale molto diffuso nella cultura greca) di cui se ne potevano ascoltare le volontà…
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