NAPOLI – Santa Maria delle Anime del Purgatorio / Questa chiesa è dedicata all’insolito culto per le anime purganti o “anime pezzentelle”, spiriti rimasti “incastrati” tra Terra e paradiso, sospesi tra la tomba e l’oltretomba.

Il culto delle anime pezzentelle di Napoli è davvero affascinante, non tanto per il folklore e la superstizione, quanto per la sensazione di poter toccare con mano quell’anticamera dell’aldilà indicata come Purgatorio. Il culto riguarda il fatto di curare e “adottare” uno dei tanti teschi contenuti all’interno dell’ipogeo della Chiesa di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco. L’anima pezzentella (dal latino petere, ovvero “chiedere per ottenere”) corrispondente a un’anima anonima o abbandonata, cerca essa stessa un legame con il mondo reale, affinché le venga “alleviata” la pena grazie al sollievo di colui che ha deciso di adottarla. Dovrà però dare qualcosa in cambio per evitare di essere ulteriormente abbandonata anche dal suo adottante. L’atmosfera che si respira è quella del “confine” tra questo mondo e l’altro.

Conviene per una donna “morire sposa”?

“Con questa mano io dissiperò i tuoi affanni. Il tuo calice non sarà mai vuoto perché io sarò il tuo vino. Con questa candela illuminerò il tuo cammino nelle tenebre. Con quest’anello io ti chiedo di essere mia”.

Questa è la celebre frase del film “la sposa cadavere” di Tim Burton, dove nel “mondo di sotto” abitano scheletri e anime spensierate, che fanno una gran festa. Dopotutto che altro possono fare?

Victor, vivente, fa amicizia e quasi si innamora di una sposa cadavere, da lei corrisposto, ma che alla fine rinuncerà a sposarlo sacrificandosi in nome dell’amore, lasciando l’amato a Victoria, la sua promessa sposa e raggiungendo così il paradiso. Già, perché quel mondo di sotto non è l’Eden, ma un “luogo di mezzo”, un’anticamera, una sorta di purgatorio abitato da fantasmi che non riescono ad abbandonare la Terra perché hanno ancora qualcosa da fare.

Sembrerà assurdo eppure questo mondo esiste veramente, è perfino possibile visitarlo e si trova nei sotterranei di alcune chiese, come a Santa Maria delle Anime del Purgatorio di Napoli, che “vanta” ambienti ricoperti da ossa, crani e femori. Questa chiesa è dedicata all’insolito culto per le anime purganti o “anime pezzentelle”, spiriti rimasti “incastrati” tra Terra e paradiso, sospesi tra la tomba e l’oltretomba. Uomini e donne spesso senza nome, cadaveri rinvenuti per le strade in seguito ad epidemie di peste, che venivano raccolti insieme a persone ancora agonizzanti e scaricati in queste grotte per evitare la diffusione del contagio. Provate ad immaginare quei poveri malati costretti ad esalare l’ultimo respiro già nella tomba! Eppure, non c’era altro da fare, uomini e donne ormai morti, venivano accompagnati a chi la morte la stava per incontrare. Salme rimaste qui nel corso di innumerevoli anni, che nel tempo venivano progressivamente riconosciute da chi aveva perso i propri cari, o semplicemente “adottate” da chi ci si affezionava.

Affezionarsi ad uno scheletro?

Sì, perché chi non trovava un lontano avo, per non tornare a mani vuote, ne sceglieva uno tra gli innumerevoli lì presenti, nella convinzione che …

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