LUOGO: Piemonte, San Nazzaro Sesia (NO), abbazia / Ecco che esistono due tipologie di santi, coloro che si dedicano a Dio nell’umiltà e nella preghiera e coloro che Lo ricercano attraverso azioni più concrete, magari anche violente ma volte verso il bene.

LA CROCE TEMPLARE E IL CONCETTO DI “SANTO CAVALIERE”


ARTICOLO E FOTOGRAFIE
 / Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu

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Provincia di Novara
Cavalieri
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Templari

 

L’abbazia fu costruita per volere del Vescovo di Novara, Riprando e dei suoi fratelli Adalberto e Guido conti di Biandrate insieme al nipote Ottone, tra il 1040 e il 1053 risultando una delle chiese romaniche più belle e significative del novarese e del vercellese. Fu costruita laddove già sorgeva un antico monastero, nei pressi del fiume Sesia e delle importanti strade Via Bianchina e Via Regia dirette verso le Gallie.
Il monastero venne fortificato nel XIII secolo con un fossato oltre che con mura difensive come difasa dalle lotte sanguinose tra Milano, Novara e Vercelli, che coinvolsero l’abbazia in saccheggi e furti. Tutto questo durò fino alla tregua del 1492 quando venne nominato abate Antonio Barbavara che ristrutturò in buona parte l’edificio.

le mura esterne di difesa

Il documento di fondazione riporta la regola di San Benedetto, incentrata sulla devozione divina a cui ci si deve totalmente dedicare, tanto la vita umana è breve e inutile se volta a sé stessi. E lo stesso San Benedetto è il protagonista delle storie illustrate nel chiostro.

La chiesa è un esempio di stile gotico-lombardo, di romanico restano soltanto il campanile e l’atrio distribuito su due piani.

L’atrio

L’esterno presenta una curiosità. Per accedere all’entrata è necessario percorrere un lungo “corridoio” delimitato da due portici laterali. E’ l’atrio scoperto della chiesa da percorrere completamente prima di giungere all’entrata vera e propria.
Tutto questo crea un’atmosfera surreale dovuta all’ambiente stretto e chiuso, che produce una sorta di silenzio statico e rimbombante.

Il campanile a 7 livelli

Il campanile romanico (1055-1075) è un ex torre difensiva utilizzata prima per la difesa dai nemici, poi come scala di elevazione verso Dio.
E’ massiccio e alto quasi trentacinque metri.
E’ diviso in sette ripiani, sette livelli per raggiungere il cielo, il paradiso e Dio.

L’interno dell’abbazia

L’interno è a tre navate con abside pentagonale.
E’ possibile entrare nella chiesa attraversando un portale di legno con al centro una testa di leone longobarda.

I Santi cavalieri

All’interno vi sono dipinti i protagonisti del complesso San Nazario e San Celso.
Costoro vengono rappresentati come santi guerrieri, sempre in coppia, perché Celso accompagnava Nazario, infatti fu battezzato da quest’ultimo all’età di 9 anni. Sono cavalieri, l’uno è a cavallo e l’altro ne porta la spada, segno del loro valore nelle imprese guerriere-missionarie e nel martirio. San Nazario ha in mano invece una ferula, ovvero un’asta con la croce.

Questo affresco è stato realizzato nel 1480 ed attribuito a Giovanni Antonio Merli, commissionato dall’Abate Antonio Barbavara e raffigura San Nazzaro a cavallo fra Santa Caterina e San Rocco (a sinistra dell’osservatore) e San Celso con un martire a destra e con in mano la spada.

La particolarità è sapere che qui vi è rappresentato un santo cavaliere, Nazario e il suo scudiero, Celso dimostrato dal fatto che, a piedi, ha in mano una spada. Il suo volto è stato cancellato misteriosamente insieme alla donna a sinistra, definita come “martire” senza conoscerne il reale nome. Forse qualcuno ha voluto celarne in questo modo l’identità. Ciò dimostra ancora una volta quanto la disciplina della spada veniva considerata spirituale, quanto il guerriero poteva essere nobile nell’anima, mai violento come si potrebbe pensare, una ferma presenza per la difesa dei poveri e dei bisognosi. Azioni che nobilitavano l’uomo avvicinandolo a Dio.

La Madonna con Bambino

In questo affresco la Madonna in trono con Bambino con ai lati angeli musicanti, sono stati inseriti all’interno di una strana architettura e si trovano fra San Sebastiano a sinistra e Sant’Agata a destra.

La croce templare e il concetto di “santo cavaliere”

Ecco che esistono due tipologie di santi, coloro che si dedicano a Dio nell’umiltà e nella preghiera e coloro che Lo ricercano attraverso azioni più concrete, magari anche violente ma volte verso il bene. Ecco che se da un lato vi è una sorte di “porgi l’altra guancia” dall’altro abbiamo l’opposto, mai condannato perché necessario per la difesa degli umili. Il nobile cavaliere che diventa santo dopo aver completato la sua missione sulla terra, dopo aver completato la sua ricerca del Graal.

anche qui è presente una croce templare
in questi luoghi vi sono diverse testimonianze del passaggio dei templari

La differenza sta nel fatto che mentre i monaci erano completamente dedicati alla preghiera e all’incontro con Dio dopo aver raggiunto l’estasi spirituale e l’abbandono del corpo, i monaci guerrieri lottavano per conquistare la propria anima, spesso persa per via di vite dissolute o uccisioni di innocenti. I cavalieri vengono mostrati sempre in viaggio, alla ricerca di Dio, della propria anima, riconquistata solo dopo aver superato dure prove. Il premio per entrambe queste figure mistiche è lo stesso: l’eternità dell’anima, la trasformazione alchemica dell’anima mortale in anima immortale.
Tutti noi nasciamo come uomini, ma per divenire divini occorre la fatica di un’intera vita volta alla conquista dell’immortalità del Graal. Due percorsi diversi, uno statico, fermo e uno dinamico, sempre in viaggio. Ma la strada percorsa da entrambi è la stessa! E allora perché viene scelta l’una o l’altra?

Il chiostro

Nel chiostro quattrocentesco è raffigurata la vita di San Benedetto secondo un racconto in volgare italo-lombardo.