Piazza della Repubblica, Mazzè (TO) / La pietra è un blocco di gneiss, con presenza di mica, feldspati, quarzo; la composizione è caratteristica delle rocce di ambiente alpino nord occidentale
LA STELE FUNERARIA DI MAZZE’

ARTICOLO DI MARI MANFRE’ (Antroposofa)
FOTO DI FRANCESCA MONDINO (Archeologa. Laureata presso Università degli Studi di Torino)
__________________________
CATEGORIE
menhir
megalitismo
preistoria
Nel Comune di Mazzè, piccolo paese del Canavese situato sul pendio di una collina morenica di origine glaciale, troviamo un importante e misterioso reperto archeologico risalente, pare, all’età del ferro, detto appunto “Stele dell’età del ferro”.
Il manufatto, ora posizionato in Piazza della Repubblica, fu rinvenuto nel 1988 durante i lavori di svasamento del bacino artificiale a monte della diga di Mazzè, sulle sponde della Dora Baltea, dove era adoperato come argine, dopo essere verosimilmente scivolato a valle dal tumulario detto “la Bicocca”, adiacente al fiume.
Le ipotesi sul suo originario utilizzo variano; sicuramente la stele, eretta come spesso accadeva per i culti pagani in un “alto luogo”, potrebbe, data la forma particolare, essere associata a culti della fertilità, oppure usata per pratiche occulte legate all’evocazione degli antenati, o anche, come riferisce l’Associazione Archeologica “F.Mondino” di Mazzè, essere una “stele funeraria” situata in un luogo di sepoltura.
















