RONCOBELLO (BG) – PORTA DELLE CORNACCHIE / In località Roncobello, nelle Valli Orobiche, sulla cima di un crinale roccioso a circa 1200 metri di altezza, è stato individuato un allineamento anomalo di massi di porfido rossiccio. La loro diposizione e soprattutto il taglio verticale quasi innaturale delle superfici, ha portato a suggerire una serie di ipotesi sulla loro origine che potrebbe non essere naturale ma derivata dalla mano dell’uomo.

MURA MEGALITICHE NELLA VAL BREMBANA?


ARTICOLO E FOTOGRAFIE
 / Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu

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Provincia di Bergamo

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INFO UTILI – cartina della posizione della Porta delle Cornacchie tratta dal sito
http://forum.valbrembanaweb.com

In località Roncobello, nelle Valli Orobiche, sulla cima di un crinale roccioso a circa 1200 metri di altezza, è stato individuato un allineamento anomalo di massi di porfido rossiccio. La loro diposizione e soprattutto il taglio verticale quasi innaturale delle superfici, ha portato a suggerire una serie di ipotesi sulla loro origine che potrebbe non essere naturale ma derivata dalla mano dell’uomo.

Lo storico trevigliese Ildebrando Santagiuliana, in un articolo pubblicato sul quotidiano L’Eco di Bergamo nel 1963, li aveva già ipotizzati come possibile struttura megalitica, modellata a scopo difensivo e/o religioso da una civiltà molto antica che popolava queste zone.

Sono 11 massi, alti da 2,5 a 3 metri, allineati nei pressi di un precipizio, nel quale ne sarebbero precipitati due formando un’apertura nella “cinta” da cui avrebbe origine lo stesso nome di ” Porta delle Cornacchie”.

Sono massi squadrati alla base e in parte ai lati, hanno una conformazione cubica anche se sicuramente anche levigati dalle intemperie di diversi millenni. Sono disposti in maniera molto regolare  e ciò che li caratterizza è il taglio netto che li divide. Ma  ancora più enigmatico è il fatto che l’intero complesso poggia su una base di arenaria , materiale questo  che nulla ha a che fare con il porfido.
E’ davvero  difficile pensare che solo la natura possa avere modellato questi blocchi.

Nell’antichità  era molto diffusa la tecnica di modificare strutture naturali per renderli veri e propri templi di adorazione, spesso, ad esempio, le colline per la loro forma piramidale venivano adibite ad ambienti rituali edificando il tempio alla loro sommità. L’osservazione del moto del sole e della luna, e la ricerca di ambienti adatti a permettere una visione d’insieme della volta celeste e delle terre circostanti, luoghi che potessero dare l’illusione di essere sempre più vicini ai moti celesti e agli Dei, portarono  svariate civiltà, differenti per epoca e lontananza, a far sorgere templi quasi indistruttibili ed eterni.

Perché non considerare il fatto che questi blocchi megalitici possano essere una porta verso il cielo e quindi anche verso il passato?
Il continuo sorgere e tramontare del sole, i solstizi, gli equinozi e la volta celeste che  ruota e muta nel corso dei millenni, sono gli stessi arcani meccanismi che hanno affascinato i nostri antichi e abili avi delle Orobiche?

Una gigantesca porta del tempo si potrebbe stagliare a Roncobello, davanti ai nostri occhi, per donare alla gente del futuro un piccolo e intrigante messaggio: dobbiamo prodeguire la linea del nostro passato, l’osservazione e lo studio degli astri dei nostri avi, gli interrogativi dell’uomo devono  mantenersi eterni e aprirci nuove affascinanti domande che forse in parte troveranno risposta anche qui, alla soglia della “Porta  delle Cornacchie’’.