LENTATE SUL SEVESO (MI) – CHIESA DI SANTO STEFANO / Questa antichissima chiesa riserva molti misteri e particolari rari e inspiegabili tra cui i serafini con i capelli che prendono fuoco

GLI ANGELI CON LE TESTE DI FUOCO


ARTICOLO E FOTOGRAFIE
/ Isabella Dalla Vecchia

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CATEGORIE

Provincia di Milano

 Alchimia / fuoco
Angeli

Dipinti misteriosi

 

L’angelo ha qualcosa di strano, dalla sua testa sembrano uscire delle fiamme. La testa raggiante la troviamo in moltissimi contesti, dalle incisioni rupestri, all’iconografia del Sol invictus, alle aureole dei santi, nelle dimore filosofali gli stessi capelli vengono mostrati come se emanassero luce ma una testa che prende fuoco è davvero rara. Nell’iconografia cristiana il fuoco è legato ai Serafini e ai Cherubini, gli esseri celesti più vicini a Dio, associati alla luce divina che non si estingue mai.
Troviamo inoltre la fiammella sul capo nelle scene della Pentecoste ma ci troviamo all’oratorio di Santo Stefano a Lentate sul Seveso in questo affresco gli angeli sembrano porsi su un livello superiore agli altri, in una posizione gerarchicamente alta così come erano del resto i serafini e i cherubini.
Apparentemente pare abbiano solo 2 ali, in realtà ne hanno 6, perché 2 coprono il corpo e altre 2 escono dalle fiamme
2 a protezione del corpo – 2 aperte per muoversi – 2 che nascono dal fuoco come una creatura nuova che sta per nascere dal fuoco divino.
Il libro di Isaia parla di serafini e cherubini come creature che ardono di un fuoco che non è possibile spegnere, la stessa che giunge da Dio e per questo così vicini. «Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali: con due si copriva il volto, con due si copriva i piedi e con due volava.» Isaia 6,2
Ne parla anche lo Pseudo Dionigi ne la gerarchia celeste dicendo “la caratteristica simile alla luce e diffusiva di luce, che non può mai essere nascosta né consumata.” E che “distrugge e disperde ogni sorta di oscura tenebra.”
In sostanza un fuoco divino che noi non potremmo reggere e neppure guardare, qualcosa di estremamente simile al corpo di luce ottenibile solo dopo una trasformazione.
Ecco il perché delle ali che escono dal fuoco, perché ricordano la nascita di un nuovo essere, come accade per la fenice. Insomma la composizione non fa che ricordare ciò che ritroviamo anche in altri contesti, la questione della testa raggiante, l’illuminazione, la kundalini, là dove dovrebbe avvenire anche la nostra trasformazione.