CHIARAVALLE (MI) – L’ABBAZIA DI CHIARAVALLE /Qui ha vissuto Guglielma, la donna simbolo della più grande eresia femminile del Medioevo. Fu figlia del re di Boema e raggiunse Milano nel 1260 con un figlio. Lavorò presso l’abbazia di Chiaravalle fino a quando divenne il punto di riferimento per molta gente, attirando l’attenzione di tutti, anche della Santa Inquisizione…

LA TOMBA DI UNA PAPESSA MOLTO AMATA

ARTICOLO E FOTOGRAFIE / Isabella Dalla Vecchia

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FEMMININO SACRO
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Qui ha vissuto Guglielma, la donna simbolo della più grande eresia femminile del Medioevo. Fu figlia del re di Boema e raggiunse Milano nel 1260 con un figlio. Lavorò presso l’abbazia di Chiaravalle fino a quando divenne il punto di riferimento per molta gente, attirando l’attenzione di tutti, anche della Santa Inquisizione…
Era difficile passare inosservata, profetizzava un nuovo modo di pensare e cioè che Dio poteva essere trovato in se stessi, senza l’obbligato passaggio ecclesiale, inoltre per arrivare di fronte a Dio non era essenziale attendere il giudizio universale.

Già questa forma di pensiero era altamente pericolosa per i tempi, se poi veniva espresso anche da una donna, si può tranquillamente immaginare la reazione del Vaticano.
E invece no. Contrariamente alle aspettative, questa volta l’inquisizione arrivò tardi, perché Guglielma fece in tempo a morire di morte naturale e ad essere seppellita proprio nel cimitero dell’abbazia di Chiaravalle.
Ebbe molti seguaci che cercarono di proseguire il suo messaggio, tra cui Maifreda che addirittura tenne messa nella Pasqua del 1300 in zona Brera con altre due donne diacone. In una successiva messa nella Chisa di S. Maria Maggiore venne investita al ruolo di papessa.
Questa volta il sant’Uffizio non solo non perdonò quest’affronto, ma ne approfittò per punire anche Guglielma che gli era sfuggita per poco. Il Vescovo Guido da Cocconato fece riesumare il cadavere di Guglielma e lo fece bruciare, insieme ai corpi vivi di Maifreda e dei suoi seguaci, in P.zza Vetra a Milano, di fronte a Sant’Eustorgio, dove si trovava allora le sede della Santa Inquisizione.

“Guglielma è già in cielo e non nuoce alla sua gloria questa sentenza” si sentiva mormorare tra i monaci di Chiaravalle, fedeli a questa grande donna.
Ancora oggi a Chiaravalle si trova la cappella dedicata a lei.