Torrechiara è una frazione di Langhirano, in provincia di Parma / Entrambi già sposati, ignorarono i rispettivi legami ufficiali e vissero alla luce del sole la loro passione i cui segni sono visibili negli affreschi della Camera d’Oro, dove un nastro dipinto lega due cuori intrecciati con le iniziali degli amanti e il motto “nuct et semper” (ora e sempre). Proprio queste, narra la leggenda, sono le parole che il fantasma di Pier Maria pronuncia passeggiando sconsolato.

IL CONTE E LA DAMA DI TORRECHIARA
Articolo di Stefania Delendati – stefania1810@libero.it
Fotografie: vari autori Wikipedia
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Dono d’amore di Pier Maria Rossi per bianca Pellegrini, il castello di Torrechiara è il più spettacolare e frequentato della provincia di Parma, un felice connubio tra struttura difensiva e residenza nobile. Il maniero è di pianta rettangolare e difeso da tre cerchia di mura con quattro torri angolari delle quali una doppia e sopraelevata.
Tra le sale affrescate di cui è ricco, spicca la Camera d’Oro, opera attribuita a Benedetto Bembo che ritrae bianca Pellegrini passare in rassegna i possedimenti del suo cavaliere Pier Maria. Nel maniero di Torrechiara ben due presenze vengono segnalate dalle persone del posto che, di generazione in generazione, si tramandano storie di strani avvistamenti.
Il lato ovest della Rocca è il luogo preferito dal fantasma di Pier Maria Rossi, il nobile che nel XV secolo fece costruire questa splendida dimora nella quale morì il 1° settembre 1482. Pier Maria era molto legato a Torrechiara, il teatro del grande amore con la giovane Bianca Pellegrini.
Entrambi già sposati, ignorarono i rispettivi legami ufficiali e vissero alla luce del sole la loro passione i cui segni sono visibili negli affreschi della Camera d’Oro, dove un nastro dipinto lega due cuori intrecciati con le iniziali degli amanti e il motto “nuct et semper” (ora e sempre). Proprio queste, narra la leggenda, sono le parole che il fantasma di Pier Maria pronuncia passeggiando sconsolato.
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Di Harrie Gielen – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31533091
Chi giura di averlo visto lo descrive piuttosto anziano (morì infatti quasi settantenne, un’età ragguardevole per l’epoca), vestito con abiti civili del suo tempo, depresso e spesso piangente probabilmente per la nostalgia di un passato che non tornerà più. All’inizio dicevamo di due presenze, quindi si potrebbe pensare che la seconda sia Bianca Pellegrini, ma quando si parla di fantasmi niente è mai come si suppone. L’altro “abitante” incorporeo del castello è sì una donna, ma abbigliata secondo la moda del ‘600, due secoli dopo il periodo di Bianca. Inoltre, come tutti gli esperti ghostbusters sanno, i fantasmi non possono attraversare le acque e Bianca, essendo stata seppellita al di là del Po, vicino a Milano, non potrebbe tornare a Torrechiara.
Chi è dunque la dama di straordinaria bellezza che nelle notti di plenilunio, quando la nebbia avvolge il castello, compare nello spalto est dove una volta sorgeva il giardino delle dame? Non si conosce il suo nome ma la tradizione orale del paese vuole sia una duchessa che venne murata viva dal marito nelle cantine della Rocca. La sua presenza non ha però niente di inquietante. L’affascinante signora è allegra ed esuberante, tanto da elargire baci appassionati agli uomini che hanno la fortuna di incontrarla. E a loro poco importa che lei si comporti così per vendicarsi del marito!



















