CONCORDIA SAGITTARIA (VE) – IL BATTISTERO / Molto bella la raffigurazione di San Giorgio e il drago nell’abside destra. Questo santo cavaliere è molto più famoso nel cristianesimo ortodosso orientale (quello più legato alle origini rispetto al nostro profondamente modificato nei secoli) perchè diffuso praticamente ovunque e non vi è chiesa russa, romena, greca, egiziana che non lo riporti sempre fedelmente al suo interno.
SAN GIORGIO, IL DRAGO E LA MADDALENA

ARTICOLO E FOTOGRAFIE / Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu
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PERSONAGGI
INFO UTILI
• Come arrivare: Il battistero è nel centro cittadino
• Siti ufficiali:
http://www.comune.concordiasagittaria.ve.it/
http://www.prolococoncordia.it/
• Pro Loco Concordia Sagittaria (Venezia):
Via 1° Maggio, 51 Tel. 0421.271930 – info@prolococoncordia.it
Felice destino ebbe chi fu sepolto qui, poiché ottenere l’editto del 313 costò morte e sangue di tanti martiri che sacrificarono la loro vita in nome di Cristo.

I capitoli di questa scheda sono:
• I santi sopra i monti
• L’offerta di Melchisedec
• San Giorgio, il drago e la Maddalena
• I terribili serafini
Il battistero venne costruito nel 1168 su volere del vescovo Regimpoto, la cui tomba è nell’atrio destro, addossata alla parete.
E’ in stile romanico con influssi bizantini, con mattoni a vista, a croce greca, triabsidata (una “trichora” in miniatura).

A: Tomba di Regimpoto
1: Santo
2: San Pietro
3: San Paolo
4: San Giovanni Evangelista
5: Il sacrificio di Abramo
6: L’offerta di Melchisedec

La sua struttura architettonica interna è costituita da 4 pilastri che reggono tamburo e sovrastante cupola. Conserva ancora gli splendidi affreschi della fine del XII secolo/inizio XIII d’ispirazione bizantina che arricchiscono tutte le pareti.
I santi sopra i monti
Nella nicchia dell’abside frontale sono rappresentati San Pietro con le chiavi e San Paolo con in mano il rotolo della legge, un santo e San Giovanni Evangelista con un libro in mano. Ogni santo si trova su di un monte come simbolo di superiorità rispetto al mondo terreno.
L’offerta di Melchisedec

Ai lati abbiamo una rara rappresentazione dell’offerta di Melchisedec, Re di Salem, di grande importanza perché 4000 anni fa fu precursore di Gesù, offrendo pane e vino ad Abramo e a sua moglie Sara che lo ricevettero inginocchiati.
Non a caso molti sacerdoti seguirono l’Ordine di Melchisedec. Accanto, al lato dell’arco, il sacrificio di Abramo, anch’esso simbolo del sacrificio di Gesù.
San Giorgio, il drago e la Maddalena

Molto bella la raffigurazione di San Giorgio e il drago nell’abside destra. Questo santo cavaliere è molto più famoso nel cristianesimo ortodosso orientale (quello più legato alle origini rispetto al nostro profondamente modificato nei secoli) perchè diffuso praticamente ovunque e non vi è chiesa russa, romena, greca, egiziana che non lo riporti sempre fedelmente al suo interno.
Questo dimostra quanto il cristianesimo delle origini, quello che più si avvicina a una verità spirituale, è legato alla figura iniziatica del cavaliere che sconfigge il male per liberare il drago, il bene che sovrasta le tenebre per liberare la principessa, la nostra anima tenuta prigioniera dal malvagio. Il corpo è la parte maschile dell’uomo e l’anima la parte femminile.
Maschio e femmina, corpo e anima, costituiscono l’essere assoluto, l’uomo consapevole di queste realtà. Dinnanzi al cavaliere vi è Santa Maria Maddalena in vesti benedettine e delle sue stesse dimensioni. E’ vero che piccola, quasi impercettibile si scorge in lontananza la principessa, ma spicca all’occhio la Maddalena e sembra che San Giorgio si stia rivolgendo proprio a lei mentre sovrasta il drago. Che sia davvero allora lei la principessa che viene salvata dal cavaliere? Che sia lei l’anima pura ad essere liberata dal male che la imprigiona?
Nel catino dell’abside vi è l’immancabile Battesimo di Gesù con San Giovanni Battista. Accanto 3 angeli portano degli asciugatoi.
Nei pennacchi vi sono i 4 Evangelisti. Nelle arcate cieche alternate alle finestre del tamburo vi sono i sette profeti. Tutti indicano l’agnello presente nell’ottava arcata cieca sopra il monte da cui sgorgano i 4 fiumi del paradiso.
I terribili serafini

Sulla cupola abbiamo Cristo benedicente con un libro aperto in mano all’interno della mandorla con in capo la colomba. Speculare un angelo con in mano una sfera e uno scettro, il tutto a rappresentazione della Trinità.
Ai lati vi sono due serafini con sei ali ciascuno piene di occhi. Poggiano sopra delle ruote che simboleggiano insieme alle ali la rapidità, ma anche il movimento divino dell’intero Universo. Sono figure fantastiche che sanno intimorire, probabilmente un effetto voluto dato che dovevano saper trasmettere un’immagine di onnipotenza e onniscienza dei mondi ultraterreni superiori al nostro. Si veniva battezzati di fronte agli occhi di tutti dopotutto … e di certo non si poteva più tornare indietro!
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