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Luogo: Località Montegiove, 05010 Montegabbione TR

Questo luogo appartiene al gruppo:
Alchimia (aria)
Femminino sacro
Percorsi iniziatici

Regione:
Umbria

I SIMBOLI DELLA SCARZUOLA


4 / La Grande Madre

L’Opera di Tomaso Buzzi continua anche al di la’  della Nave. Un sentiero laterale rispetto all’Anfiteatro permette di girare intorno alla Città Ideale e, proprio all’angolo, si erge una figura gigantesca femminile priva di testa. La nudità della scultura e la prominenza delle curve sottolineano la volontà dell’alchimista di inserire nell’Opera il simbolo ancestrale della Grande Madre, presente nelle culture di tutto il mondo come archetipo della natura e della creazione, e venerata molto prima della nascita dei Pantheon sumero, hindu, egizio, greco e delle culture precolombiane.
In ogni luogo del mondo la figura di una donna dalle enormi proporzioni, spesso priva del capo, è stata rinvenuta all’interno di templi preistorici decorati con simboli quali la spirale, il sole o la croce. Tutti elementi presenti alla Scarzuola. Le origini di questo culto, definito “della Grande Madre”, sono tutt’ora oggetto di dibattito tra studiosi e ricercatori, e la sua presenza all’interno della Scarzuola conferma la nostra opinione che Buzzi abbia voluto si costruire un “Testamento su pietra” (come lo ha definito Marco Solari), ma non di se stesso, bensì dell’intera umanità. 

Prendendo il sentiero adiacente alla Grande Madre la parete esterna della Nave mostra un ingresso. Entrando, ci si trova di fronte ad un cortile circolare abbastanza ampio, con al centro un albero alto e diritto come un obelisco, privo di rami e annerito in punta come se colpito da un fulmine. L’ “obelisco” naturale si trova sulla direttrice della Grande Madre, alle sue spalle.
Cortile circolare e obelisco sono anch’essi due concetti che richiamano alle culture antiche e ai loro simboli, laddove il cortile rappresenta il grembo materno all’interno del quale la vita si alimenta e cresce; l’obelisco è invece l’energia maschile, il “medium” che permette la riproduzione della vita stessa. Ponendo questi due elementi accanto alla Grande Madre, Buzzi potrebbe aver voluto coniugare arte e natura in una combinazione di forte impatto estetico e simbolico. Sulla cima della muratura si notano una serie di soli che rappresentano l’ “angolo” di realizzazione di tutta l’Opera – Marco Solari ci ha ripetuto più volte che La Scarzuola è un’opera “solare” – e l’elemento fondamentale per la nascita e la perpetuazione della vita.

La stanza circolare comunica con un altro ambiente caratterizzato da una struttura modulare di tubi o colonne metalliche simili alle canne di un organo. Questa stanza è posta sul retro delle carceri possiamo collegarla agli ingranaggi di un motore o alle cellule di una “mente” meccanica. E’ in questa stanza che abbiamo avuto la forte sensazione dell’Opera come “Macchina Alchemica” voluta da Tomaso Buzzi per connettersi al forte campo energetico che esiste da sempre in quest’area.
Se quindi la stanza circolare rappresenta la creazione naturale, la stanza “meccanica” potrebbe indicare la creazione del futuro (cioe’ del nostro presente attuale), cioè l’avvento della tecnologia dell’Intelligenza Artificiale.

Torniamo nella stanza circolare e ne usciamo attraverso una terza apertura che dà su un bellissimo stagno sul quale la Nave si specchia con un gioco di simmetrie che ricorda moltissimo il tempio di Angkor Wat in Cambodia, gioello della perduta civiltà Khmer.
L’uso dell’acqua come specchio naturale per gli oggetti di superficie rappresenta il collegamento tra la dimensione del reale e quella onirica del sogno, che riflette in modo più o meno fedele ma in modo dinamico a causa del comportamento delle molecole liquide che non sono mai immobili.
E’ nell’acqua che la Nave di Buzi compie il suo viaggio; è attraverso l’acqua che essa trascende verso mondi diversi da quello di partenza. E’ all’acqua, infine, che l’Opera affida la memoria del “passaggio” da uno stato all’altro dell’essere...

[CONTINUA]

 

LEGGI LE ALTRE TAPPE DEL PERCORSO INIZIATICO DELLA SCARZUOLA

1) Un magico giardino

Montegabbione (TR) - La Scarzuola
Nel giardino della Scarzuola la nave partirà quando si muoverà l'ala posta sulla cima, perchè quello è il motore, e l'iniziato è rappresentato dal putto che soffia proprio sull'ala.

2) I simboli della Scarzuola

Montegabbione (TR) - La Scarzuola
Le immagini della luna e del sole sono le prime che si presentano nell’anfiteatro. Sono disegnate al centro di due colonne e sembrano specchiarsi sulla volta celeste. Quando la luna si trova in alto nel cielo, infatti, illumina la Scarzuola dalla direzione opposta rispetto a quella posizionata a terra. Allo stesso modo il Sole, nel suo arco discendente, si trova di fronte al sole posto da Buzi nella seconda colonna.

3) La nave

Montegabbione (TR) - La Scarzuola
E’ a questo punto che Tomaso Buzzi ci fa trovare il fulcro della sua Opera, la Nave o Galeone. Si tratta di una struttura imponente che va da ovest a est e si pone come una barriera tra la dimensione del reale e quella dell’ “oltre”. Solo salendo a bordo, navigando con essa lungo le calme acque dell’esistenza è possibile essere traghettati in dimensioni diverse, in realtà distanti eppure presenti simultaneamente alla nostra.

4) La Grande Madre

Montegabbione (TR) - La Scarzuola
La nudità della scultura e la prominenza delle curve sottolineano la volontà dell’alchimista di inserire nell’Opera il simbolo ancestrale della Grande Madre, presente nelle culture di tutto il mondo come archetipo della natura e della creazione, e venerata molto prima della nascita dei Pantheon sumero, hindu, egizio, greco e delle culture precolombiane.

 



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