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Luogo: Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio - Piazza della Signoria, 2, 50122 Firenze FI

Questo luogo appartiene al gruppo:
iscrizioni misteriose
personaggi (Leonardo Da Vinci)

Regione:
Toscana


IL MISTERO DEL " CERCA TROVA"


Anonimo del XVI secolo, rielaborato da Peter Paul Rubens agli inizi del XVII secolo
Copia della Battaglia di Anghiari Disegno, Parigi, Louvre

Conosci ciò che ti sta davanti, e ciò che ti è nascosto ti verrà rivelato; poiché non vi è nulla di nascosto che non venga un giorno rivelato. (Vangelo di Tommaso ver. 5)

DAN BROWN NEL SUO THRILLER ”INFERNO” INSERISCE LA FAMOSA FRASE “CERCA TROVA” QUAL’E’ IL SUO VERO SIGNIFICATO? E’ DAVVERO COLLEGATA AL FAMOSO DIPINTO LA BATTAGLI DI ANGHIARI DI LEONARDO?

Il 13 ottobre di quest’anno a Firenze, c’è stata la Prima del film “Inferno”, diretto da Ron Howard con Tom Hanks, tratto dall’omonimo libro di Dan Brown. Il professor Langdon (Tom Hanks), si accorge che nella sua giacca, è stata nascosta una capsula al titanio per materiale biologico, contenente qualcosa di molto prezioso e programmata per essere aperta da lui solo. Al suo interno, si trova un cilindro medievale di osso, usato per comporre delle stampe, all'interno del quale è stato inserito un proiettore ad alta tecnologia.


L'immagine, che esso proietta è la Mappa dell'Inferno dantesco di Sandro Botticelli, su cui sono state inserite delle lettere, che compongono la parola “CATROVACER” .
( il cui significato esoterico non spiegato sia nel film che nel libro Dan Brown lo lega alla coprotagonista la dottoressa Sienna Brooks che ama i gatti infatti nel capitolo 6 del libro si accenna ad un gatto di cui si prende cura CAT+ROV+ACER cat GATTO, rov dal medio basso tedesco PREDAZIONE, PREDA, RAPINA, acer m (femminile ACRIS , neutro Acri ); terza declinazione AFFILATO, ASPRO, AMARO, APPASSIONATO cioè IL GATTO PREDA APPASSIONATAMENTE riferimento appunto alle caratteristiche caratteriali, determinazione e coraggio che contraddistinguono la dottoressa Sienna che accompagnerà il professor Langdon aiutandolo a risolvere l’enigma), anagramma di CERCA TROVA, frase presente nel dipinto, che Giorgio Vasari inserì nella Battaglia di Marciano, che si trova nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, che fu individuata, sembra per la prima volta, dallo storico dell’arte Lionello Giorgio Boccia nel 1969, che analizzeremo, svelandone così, il suo vero significato e scoprendo anche, se è determinante, nella ricerca del dipinto nascosto di Leonardo.


Autoritratto di Giorgio Vasari

Se nel film, la frase Vasariana viene collegata all’inferno di Dante e permette di risolvere così un tremendo mistero, legato ad uno scienziato pazzo, che crea un virus letale simile alla Peste nera, nella realtà il “Cerca Trova” sembrerebbe un invito da parte del Vasari a ricercare la famosa Battaglia di Anghiari, realizzata da Leonardo da Vinci, che con molta probabilità, egli stesso ricoprì con un intercapedine per preservarlo, creando poi gli splendidi dipinti che abbelliscono il Salone dei Cinquecento, la più grande e importante sala, sotto il profilo storico-artistico, di Palazzo Vecchio a Firenze.

La storia ci racconta, che la battaglia di Anghiari, iniziata nel giugno del 1505, fu commissionata a Leonardo, dal gonfaloniere a vita Pier Soderini, che fu il primo a preoccuparsi della decorazione della sala, riuscendo ad accordarsi con i due più grandi artisti fiorentini dell'epoca, Leonardo, appunto, e Michelangelo Buonarroti, per la realizzazione di due grandi affreschi (circa 17x7 metri) per decorare le pareti della sala, con scene di battaglia che celebrassero le vittorie della Repubblica (1503).


Immagine tratta dallo sceneggiato televisivo Rai a sfondo biografico sulla vita di Leonardo da Vinci del 1971, scritto e diretto da Renato Castellani ed interpretato da Philippe Leroy

Leonardo, iniziò a realizzare la Battaglia di Anghiari, mentre a Michelangelo, venne destinata, un'altra porzione di parete, per la Battaglia di Cascina. I due affreschi monumentali (si parla di misure che vanno dai 5 ai 7 metri in altezza e dai 18 ai 17,5 in larghezza), si dovevano trovare sul lato maggiore a est, ai lati del seggio del gonfaloniere, Michelangelo a sinistra e Leonardo a destra, mentre sul lato opposto doveva trovarsi un altare, quindi inadatto alla rappresentazione profana.


Cappella Bardi (Santa Maria Novella) Madonna del Rosario di Giorgio Vasari del 1569

I due geni del Rinascimento, avrebbero avuto così, modo, di lavorare per un certo periodo faccia a faccia, ma nessuna delle loro opere, fu però mai completata. Leonardo, volle sperimentare la tecnica dell'encausto, che si rivelò disastrosa, sciupando irrimediabilmente l'opera, mentre Michelangelo si fermò al solo cartone perché chiamato a Roma da Papa Giulio II. Entrambe le opere originali, sono andate perdute e ci sono pervenute solo delle copie e dei disegni preparatori, famosa è, la riproduzione del Rubens, che si pensa sia la più vicina al disegno originale. Una prova, che confermerebbe l’operato del Vasari, a cui fu dato incarico di decorare la sala, con suoi dipinti circa sessant'anni dopo, riguardo all’encausto di Leonardo, sarebbe, il ritrovamento di un altro affresco, nella chiesa di santa Maria Novella, dove la Pala d’altare raffigurante "La Madonna e i misteri del rosario", era posta davanti ad occultare, un'altra opera, creduta scomparsa da secoli, la Trinità che il Masaccio, che affrescò in Santa Maria Novella tra il 1424 e il 1425. Il ritrovamento dell’opera, avvenne in due momenti differenti, il primo attorno al 1860 a seguito di lavori di restauro, venne rinvenuto l’affresco, nella parete di sinistra, della terza navata, di Santa Maria Novella, parete alla quale, era stata addossato, un altare con una pala , La madonna e i misteri del rosario del Vasari, durante il restauro, diretto da quest’ultimo, nel 1570, la seconda parte dell’affresco invece, fu rinvenuta durante un secondo restauro, avvenuto nel 1952.


La Trinità di Masaccio, basilica di Santa Maria Novella 1426-1428

A confermare ulteriormente, che il Vasari, ha occultato l’encausto della Battaglia, l’utilizzo da parte dello stesso, di un termine celato (come ben spiega la ricerca dell’ ing. Pierluigi Carnesecchi di La Spezia che ho trovato navigando su internet), all’interno del dipinto, nei grani della corona, donata dal santo a sinistra della madonna, ad una mano protesa, troviamo la scritta SIGNAL, che si legge dall’alto verso il basso, ripropongo qui LA MIA ELABORAZIONE fotografica che conferma quanto asserito dal Carnesecchi. A questo punto, si può, quindi supporre, che Vasari abbia, in qualche modo, cercato di mantenere il dipinto, forse ricoprendolo. Indagini termografiche, hanno rivelato, che sulla parete ovest, quella che rappresenta la sconfitta dei Pisani, un tempo dovevano esserci quattro enormi finestre, oggi murate: alcuni studiosi, quindi, ritengono che Leonardo, non avesse potuto dipingere su questa parete, date le dimensioni, ma piuttosto sulla parte est dove, invece, le aperture erano solo due e ciò sarebbe confermato anche dal mio studio esoterico di cui parleremo più avanti basato proprio sull’analisi della frase CERCA TROVA. Infatti il Vasari, è molto chiaro nei suoi scritti: il lato sinistro della parete era riservato a Michelangelo, quello destro a Leonardo e considerando tutte le modifiche che ha subito la sala, alcuni studiosi ritengono che il nucleo del dipinto probabilmente, si trova nella zona sopra la porta di sud-est.


Momento del sondaggio esplorativo effettuato dall’equipe del professor Seracini

Su questa zona della parete sono stati fatti dei saggi esplorativi ed è emerso, al suo interno, un secondo muro. I sondaggi però, non hanno ancora permesso di sapere se le due pareti, sono appoggiate l'una all'altra oppure se è stato lasciato un piccolo spazio vuoto, un'intercapedine, che tutelerebbe e proteggerebbe il dipinto leonardiano. I risultati dell'indagine compiuta dall’equipe del National Geographic, guidata dall'ingegner Maurizio Seracini, direttore del Center of Interdisciplinary Science for Art, Architecture and Archaeology di San Diego, i cui risultati sono stati resi pubblici nel marzo 2012, hanno rivelato tracce di pigmenti sottostanti l'affresco vasariano, compatibili con colori usati da Leonardo in altre opere. Tuttavia, molti studiosi sono ancora scettici a riguardo e ritengono che si debba procedere ad analisi più approfondite. Ovviamente l'ipotesi, che una così grande opera, anche se incompleta, ma così carica di storia, sia ancora lì e che magari si trovi solo a poche decine di centimetri dall'osservatore, scatena le fantasie di molte persone.

Che l’encausto della Battaglia di Anghiari, esista e che nel realizzarlo Leonardo abbia avuto dei problemi è lo stesso artista che ce lo dice Addì 6 di giugno 1505 in venerdì, al tocco delle 13 ore, cominciai a colorire in Palazzo. Nel qual punto del posare il pennello, si guastò il tempo e sonò a banco, richiedendo li omini a ragione. Il cartone si stracciò, l’acqua si versò, e ruppesi il vaso dell’acqua che si portava. E subito si guastò il tempo e piovve insino a sera acqua grandissima. E stette il tempo come notte.

Altro importante riscontro, questa volta, sulla protezione del dipinto, la troviamo nella lettera, inviata da Pier Soderini a Iafredus Kardi , probabilmente un provveditore del comune di Firenze, il 9 ottobre del 1506, che è la nota delle spese sostenute da Leonardo e collaboratori, proprio per eseguire la Battaglia di Anghiari e davvero importante è l'ultima voce, datata 30 aprile 1513, in cui viene indicato, il pagamento del lavoro di un falegname, che ha costruito una armatura per proteggere il dipinto. Tratto da Carteggio inedito d'artisti dei secoli XIV, XV, XVI. A questo punto, pare evidente che le prove a carico della esistenza dell’encausto di Leonardo, dietro l’affresco del Vasari, siano piuttosto concrete, i rilevamenti fatti con le sonde, però non hanno dato certezza, anche perché il punto esatto, in cui si troverebbe il centro del dipinto originale, dovrebbe essere collocato in un punto diverso, da dove invece è stata fatta entrare la sonda, uno studio esoterico, questa volta della frase CERCA TROVA, potrebbe condurci al punto esatto o comunque donarci nuove ipotesi su cui studiare. La scritta, che è difficilmente leggibile, da un osservatore perché si trova molto in alto, è contemporanea al dipinto, e ciò fa presupporre che sia stata apposta appunto dallo stesso Vasari, e stranamente non segue le pieghe della bandiera.


C’è ovviamente, chi come i due storici, Alfonso Musci (Istituto Nazionale di Studi Momento del sondaggio esplorativo effettuato dall’equipe del professor Seracini sul Rinascimento di Palazzo Strozzi) e Alessandro Savorelli (Scuola normale superiore di Pisa), non sono d’accordo con la tesi, che vede la frase essere il tramite per la scoperta del lavoro di Leonardo, ma bensì spiegano che il «CERCA TROVA» è un’allusione 'morale' al verso dantesco «Libertà va cercando, ch'è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta» (Purgatorio I, vv. 70-72). "che si rifà al destino infausto dei repubblicani. Le bandiere triangolari di color verde di "libertà", erano state donate da Enrico II di Francia, alle truppe del banchiere repubblicano Bindo Altoviti, guidate da Piero Strozzi e da Giambattista Altoviti. Dopo la disfatta dei repubblicani e delle truppe francesi, le insegne cadute nelle mani dei vincitori e consegnate al Granduca Cosimo sarebbero state poi esposte, nella navata centrale della basilica di San Lorenzo. Iniziamo ora, l’analisi esoterica della frase Vasariana, come prima cosa “giochiamo” con gli anagrammi come fa Dan Brown e scopriamo che uno degli oltre 400 anagrammi possibili è di nuovo una frase:

TORRE VACCA
Che guarda caso è il nome della Torre inglobata al momento, della costruzione di Palazzo Vecchio e comprenderemo in conclusione di analisi cosa centra la con l’encausto di Leonardo. La torre di Palazzo Vecchio, fu costruita verso il 1310, quando il corpo del palazzo era quasi terminato.

Posta sulla facciata (ispirandosi probabilmente al Castello dei Conti Guidi a Poppi), si appoggia solo in parte alle murature sottostanti, presentando il lato frontale costruito completamente in falso (cioè sporgente rispetto alle strutture sottostanti) con una soluzione architettonica insieme audacissima ed esteticamente soddisfacente. Alta circa 94 metri, la torre non è centrata sulla facciata ma è decentrata verso il lato sud della stessa (verso destra per chi guarda frontalmente il palazzo) perché poggia su una casa-torre preesistente appartenuta ai Foraboschi detta "della Vacca" a causa del nomignolo affibbiato dai Fiorentini alla grossa campana che la sormontava (la vicina via che congiunge piazza della Signoria a via Por Santa Maria si chiama via Vacchereccia sempre a causa di tale campana). La presenza della torre è ancora oggi distinguibile dalle finestre murate presenti sulla parte di facciata sottostante la torre di Arnolfo. Iniziamo con l’analisi numerica della frase CERCA TROVA formata da
4 VOCALI : E A O A e 6 CONSONANTI: C R C T R V le VOCALI 4 + CONSONANTI 6 = 10 il risultato ottenuto è 10 numero che esotericamente rappresenta il numero del “TUTTO” simboleggia la perfezione, come anche l’annullamento di tutte le cose. 10 = 1+0 = 1 illustra l’eterno ricominciare. Il Dieci è il totale dei primi quattro numeri e perciò contiene la globalità dei principi universali e rappresenta inoltre la torcia come oggetto che irradia luce e speranza, il fare luce a chi è in difficoltà e quindi alla scoperta.


La somma dei numeri corrispondenti alla posizione delle vocali all’interno dell’alfabeto ci consente di ottenere il numero 22
E= 5 + A=1 + O=15 + A=1 = 22
Mentre la somma delle consonanti il numero 84
C=3 + R=18 + C=3 + T= 20 + R=18 + V=22 =84
Ghematricamente i due numeri saranno scomposti in 20 e 2, 80 e 4, corrispondenti alle seguenti lettere ebraiche כב
kaf, bet e פד phe, dalet
KAB Contrazione di kapab , dal francese: in grado, CAPACE
PHED termine con il significato di BENDA
Da cui si ottiene la frase BENDA CAPACE
Infine, la somma ghematrica, dei risultati precedentemente ottenuti ci da come risultato 106, anch’esso scomposto in 100 e 6, che corrispondono alle lettere ebraiche קו kof vav KAV con i significati di LINEA, CERCHIO, dalla radice primitiva qavah che significa raccogliere, METTERE INSIEME.
A questo punto traslitteriamo in ebraico prima le consonanti
CRCTRV così da ottenere la frase CRC TRV che in ebraico è כרכ תרו KARAK TUR
AL KARAK detta anche Karak o Kerak (in arabo: الكرك ) è una città della Giordania, nota soprattutto per il celebre castello crociato. Il primo centro abitato di al-Karak risale almeno all'Età del Ferro. Intorno al 900 a.C. divenne capitale del regno dei Moabiti, che la chiamarono Qir-Moab. È citata anche nella Bibbia col nome di Qer Harreseth, città assoggettata all'Impero assiro. Nei Libri dei Re (16:9) e nel Libro di Amos (1:5, 9:7) è menzionata come il luogo dove giunsero i Siriani, prima di stabilirsi nella regione a nord della Palestina, ed è anche il luogo dove Tiglath-Pileser inviò i prigionieri dopo la conquista di Damasco.Era conosciuta dal popolo ebraico con il none di ( קיר מואב ) MURO DI MOAB.
Mentre il termine תרו TRV è una forma di תרו TUR ed ha il significato di CERCARE, ESPLORARE
Passiamo infine alle vocali EAO la quarta non la prendiamo poiché si ripete otterremo così il termine ebraico האו
HOWE parola che deriva dal norreno : haugr, significa collina, collinetta, o/e può riferirsi a un tumulo, tuttavia, quando deriva da antico inglese : Hol, può fare riferimento ad una CAVITA’.
Infine la firma la somma ghematrica di 22 + 84 = 106 = 7 il numero corrispondente alla lettera latina G dell’alfabeto latino iniziale di GIORGIO nome del VASARI.


Non conoscendo a priori, la sequenza di criptazione, attuata dal Vasari, ho decriptato il tutto, seguendo la mia personale logica, ottenuti i vari significati a questo punto, è ora possibile comporre la frase, nella giusta sequenza che più o meno dovrebbe dire così:
CERCA LA CAVITA’ BEN COPERTA NEL MURO IN CUI E’ RACCOLTO. G.
Il secondo anagramma tra gli oltre 400 che invece ci interessa è il seguente
ARCOTRAVE C
Il cui significato risulta essere il seguente: architrave e derivati. Qualche dizionario fa l’ipotesi di "arco-trave"(= trave che ha sostituito l’arco); altri spiegano la voce col significato lessicale di "trave" e col prefisso "archi-" e si ha "trave principale" o "trave grande". Il significato di "trave grande" spiega bene il significato lessicale della voce Arcotrave o arco ribassato o trave quasi arco.
SOTTRAZIONI ANAGRAMMATICHE
A questo punto, trovati gli anagrammi più consoni alla nostra ricerca (considerando sempre che chi opera la decriptazione e non la criptazione agisce in senso inverso quindi senza sapere con quali criteri abbia operato l’artista), operiamo come segue. Trovati gli anagrammi della frase CERCA TROVA, le rimanenti lettere non utilizzate (in rosso,) ci consegneranno, una nuova frase. Nella prima sottrazione, gli anagrammi danno vita ad un vero e proprio indizio, svelando che:
cerca trova l’arcotrave c dove il carro corre così da trovarvi l’arcata cava.

CERCA TROVA
ARCOTRAVE C
1 OVE____________ARCATCR
2 CARRO_________CAVET ___________>TROVAR ARCATE CAVA
3 CORREVA_______CAT
Lettere escluse CC TT
Nella seconda sottrazione ecco un ulteriore indizio più preciso e circostanziato:
cerca trova l’arcotrave c dove c’è la croce tra carro e vacca.
CERCA TROVA
ARCOTRAVE C
1 CROCE_________ATRVA
2 TRA____________CERCAOV
3 CARRO_________ECTVA ____________>ARCOTRAVE C TROVARE AREA VARCO
4 E_______________CRCATROVA
5 VACCA_________ERTRO


Lettere escluse CC TT
Le due sottrazioni anagrammatiche oltre a consegnarci degli indizi su dove si trova l’encausto di Leonardo ci confermano che l’opera incompiuta si trova sulla parete con i due ingressi come affermato in precedenza “….sulla parte est dove, invece, le aperture erano solo due…” e il Vasari ce lo suggerisce con un semplice gioco le 2 C e le 2 T rimaste dalla sottrazione anagrammatica se contrapposte formano due porte ad arco.


Ulteriori anagrammi senza l’esclusione di nessuna lettera danno luogo ad un simpatico componimento in rima
CERCA TROVA
CERCAR VOTA
TROVAR CECA
CERTO VARCA
TORRE VACCA
Votati a cercare, trovando alla ceca, certamente devi varcare Torre Vacca.
Salone dei cinquecento, le due porte
Prima di fare le verifiche, di quanto trovato sinora, continuiamo nella nostra analisi esoterica e questa volta, traduciamo la frase CERCA TROVA in ebraico, e con l’aiuto dell’Arcano Metodo da me illustrato, nel libro “I Segreti Codici Della Gioconda” che prevede l’uso di una griglia in cui vengono inserite le sequenze di lettere, il loro sviluppo ci consegnerà per ogni riga una parola che in questo caso specifico formeranno un componimento in onore di Leonardo che ne racconta le vicende legate al dipinto perduto.
CERCA TROVA ( לחפש הוא ) pronuncia l'khapés hevè è bene specificare che questa sembra essere la frase ebraica più appropriata usata dal Vasari per la ricerca di un oggetto anche se ne esiste un’altra ( מבקש מוצא ) tradotta sempre con cerca trova.
לח פש הוא
לח
UMIDO, BAGNATO
פש
BANDA, BARRA, FASCIA, (PARETE)
הוא
EGLI, LUI, ESSO, Un'altro uomo; l'uomo, di cui si è parlato prima (TROVA)
Lui trova parte della parete bagnata (umida)
לחפש
CERCA
לחש פ
ISPIRAZIONE
ל שחפ
GABBIANO
לש פח
LARGO (IN VOLO)
לפ חש
SENTIRE
ל פ)ס(שח
Samek al posto di siin
PASSA DI SOPRA
Il gabbiano passa sopra in volo cercando di cogliere l’ispirazione
חלש פ
DEBOLE
חלפ ש
ELIMINARE
חפ לש
L’IMPASTO
חפ של
METTERE FUORI
חשפ ל
RIVELA
Eliminare l’impasto messo fuori che si rivela debole
ח של פ
METTERE FUORI
פש לח
UMIDO
פ שחל
LEONE RUGGENTE
פח לש
TRAPPOLA
פח של
RIMUOVERE
פל שח
PENSIERO

Bozza di leone ruggente di Leonardo da Vinci



I Segreti Codici della Gioconda Harmakis edizioni prefazione di Silvano Vinceti


פל חש
FRETTA
Il pensieroso Leone ruggente (arrabbiato) rimuove in fretta per l’uscita dell’umido
שפ חל
CAPO
שפל ח
DEPRESSO
שלפח
RIMUOVERE
שלח פ
INVIARE (MANDARE)
שח לפ
PENSIERO
שחפ ל
GABBIANO
Il capo depresso per la rimozione pensa al gabbiano (l’ispirazione)
הו א
LUI (EGLI)
הא ו
GUARDA
או ה
PURE
א הו
LUI (EGLI)
ואה
FARE
ו הא
GUARDA


Leonardo - Verifica del centro di gravità della macchina volante. (Codice sul volo degli uccelli, c. 15 v.)


Lui guarda e rimane a guardare
Ricapitoliamo:
Lui trova parte della parete bagnata (umida),
il gabbiano passa sopra in volo cercando di cogliere l’ispirazione,
eliminare l’impasto messo fuori che si rivela debole,
il pensieroso Leone ruggente (arrabbiato) rimuove in fretta per l’uscita dell’umido,
il capo depresso per la rimozione pensa al gabbiano (l’ispirazione).
Lui guarda e rimane a guardare
E’ evidente, senza alcun dubbio, che il componimento che ne scaturisce, è il racconto in pochi versi, di come Leonardo, abbia cercato di rimediare al danno e del dispiacere immenso, che provò non riuscendovi, vedendo così il lavoro sciogliersi davanti ai suoi occhi, testimoniato tra l’altro dagli stessi scritti dell’artista.


Leonardo pastore di pecore. L’opera, scoperta dallo studioso Luciano Buso sarebbe sempre secondo lo studioso stata eseguita da Leonardo da Vinci nell’anno 1508 su tela misura cm. 72,5x58,5 da una collezione privata non in perfetto stato di conservazione trattarsi di un probabile autoritratto in veste di pastore.

Concludiamo questa analisi esoterica con il “responso biblico”, i termini CERCA e TROVA come abbiamo visto sono composti da sei consonanti e 4 vocali, la somma delle loro posizioni è rispettivamente 3 e 4 che insieme compongono il numero 34 e… il capitolo 34 di Ezechiele contiene il versetto numero 12 (numero ottenuto dalla somma di 8+4) che riporta entrambi i termini CERCA TROVA
C = 3 + R = 18 + C = 3 + T = 20 + R = 18 + V = 22 = 84 = 12 = 3
E = 5 + A = 1 + O = 15 + A = 1 = 22 = 4
Ezechiele 34:12
Leonardo - Verifica del centro di gravità della macchina volante. (Codice sul volo degli uccelli, c. 15 v.)
Leonardo pastore di pecore. L’opera, scoperta dallo studioso Luciano Buso sarebbe sempre secondo lo studioso stata eseguita da Leonardo da Vinci nell’anno 1508 su tela misura cm. 72,5x58,5 da una collezione privata non in perfetto stato di conservazione trattarsi di un probabile autoritratto in veste di pastore.


Libro di enoch la visione del carro di Ezechiele

Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così io andrò in cerca delle mie pecore e le ricondurrò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di tenebre.
Il versetto, paragona Leonardo ad un pastore che cerca di recuperare il suo gregge disperso (l’orda di cavalli rappresentati nell’encausto). Cosi io (afferma il Vasari), ricondurrò (proteggerò), tutte le pecore (l’encausto di Leonardo), disperse in un giorno di nuvole e di tenebre.
Ezechiele non è stato scelto a caso, visto anche il possibile collegamento con il dipinto “Leonardo pastore” dipinto forse nel 1508 secondo lo studioso Luciano Buso dallo stesso Leonardo, inoltre, nell’antico testamento il profeta Ezechiele descrive (guarda caso) il Carro del Signore. L’etimologia cattolica fa risalire il termine all’ebraico יחזקאל (Yechezkel), adattato in greco come Ιεζεκιηλ (Iezekiel) e in latino come Hiezecihel ed Ezechiel, formato dalle radici hazaq ("forza", "rafforzare") ed El ("Dio"); il significato quindi è "Dio è la mia forza", "Dio rende forte", "Dio rafforzerà" oppure "forte con l'aiuto di Dio". Ma una più attenta analisi, dei termini che compongono il nome ebraico, ci consegnerà il vero etimo.

Il termine יחזקאל (Yechezkel) in realtà è composto dai termini יחזא + קלה
יחזא Yahya nome arabo يحيى • (yuḥayyī) Dalla radice ح ي ي (H-aa); حي (Hayy, "vivo"). حيا • (Hayya) II , non
passato يحيي (yuḥayyī) 1. (Transitivo) per salutare 2. (Transitivo) PER MANTENERE VIVA.
קלה Qalah termine ebraico che significa ARROSTIRE,
BRUCIARE
Con il risultato quindi che il nome יחזקאל (Yechezkel)
significa:
MANTERE VIVO CIO’ CHE E’ BRUCIATO lapalissiano il riferimento, appunto, all’encausto e all’opera di copertura effettuata dal Vasari, per salvaguardare ciò che era rimasto del lavoro di Leonardo.


cerca trova l’arcotrave c dove il carro corre così da
trovarvi l’arcata cava.

IL PUNTO ESATTO
Come risulta dall’interpretazione esoterica, il Vasari sembrerebbe fare due affermazioni ben precise, sulla collocazione dell’encausto di Leonardo; cerca trova l’arcotrave c dove il carro corre così da
trovarvi l’arcata cava. cerca trova l’arcotrave c dove c’è la croce tra carro e vacca.
I sondaggi esplorativi del 2012, furono effettuati ambedue nella parte bassa del dipinto e quindi i pigmenti prelevati, potrebbero essere relativi, solo alla colatura del colore (tale ipotesi è avallata dallo stesso Maurizio Seracini, Fondatore e Direttore del CISA3 della UCSD che afferma:Visto che gli effettivi punti d'entrata erano nella periferia dell'area su cui avevamo scelto di concentrarci, i risultati sono particolarmente incoraggianti"), che non si rapprese data l’umidità della parete. Nella prima frase, decriptata, si fa riferimento ad un carro che corre e visionando il dipinto, ci si accorge, che nella parte alta, dove sono rappresentate le colline, vi è appunto un carro o meglio una bombarda (o cannone), trainata da buoi. Ingrandendo l’immagine, si Libro di enoch la visione del carro di Ezechiele cerca trova l’arcotrave c dove il carro corre così da trovarvi l’arcata cava.


intuisce che sono presenti alcune lettere, utilizzando un programma informatico, riusciamo, agendo sull’ingrandimento e sull’alterazione dei soli colori a mettere in risalto, le lettere presenti, che formano la frase:
UL IZA VIVA
Il cui significato è il seguente:
UL dall’albanese prima persona singolare del passato ula , participio ulur, sedersi, per abbassare, piegare o inclinare verso il basso, sedersi; atterrare un aereo, a diminuire , ridurre, diminuire, ( In senso figurato ) per retrocedere; degradare, avvilire IZA spagnolo deriva dal Da Francese hisser ISSARE VIVA dal latino VIVUS m (femminile Viva , neutro Vivum ); prima / seconda declinazione, vivo , vivente, (Di cose inanimate) aventi proprietà come un essere vivente, ad esempio, in movimento , fresco , senza tagli, (Sostanziale) vivente cosa Quindi con il significato di: ISSATO DIETRO PER VIVERE palese riferimento ineccepibile al lavoro di Leonardo posto nell’intercapedine appunto per essere preservato e continuare così a vivere.


Cerca trova l’arcotrave c dove c’è la croce tra carro e vacca.

A questo punto, la prima frase nascosta, possiamo considerarla decriptata, ma è la seconda a destare più clamore, in quanto ci consegna, il punto preciso, in cui sarebbe presente il nucleo dell’encausto, realizzato da Leonardo. La frase così afferma cerca trova l’arcotrave c dove c’è la croce tra carro e vacca. Un’analisi più attenta, dell’affresco vasariano, della zona vicino al carro trainato dai buoi, mette in evidenza, l’effettiva presenza di una X (croce) cerchiata, posizionata proprio in direzione, tra le ruote del cannone e i buoi. Con un ulteriore ingrandimento, si scopre, che sotto la croce cerchiata, compare in maniera evidente il nome di LEONARDO.


In conclusione di articolo, visti anche i risultati a cui è arrivata l’equipe del professor Maurizio Saraceni, che confermano la presenza dell’encausto di Leonardo dietro l’affresco la Battaglia di Marciano di Giorgio Vasari, ritengo che l’analisi esoterica, della frase CERCA TROVA ed il rinvenimento del particolare (la x cerchiata), che indicherebbe il centro dell’opera celata, possano effettivamente aiutare ad individuare, con più precisione l’affresco Leonardiano.
Termino l’articolo con i dati raccolti dal Seraceni e il suo team a sostegno dell'ipotesi che l'opera leonardesca si trovi dietro l’affresco del Vasari:


1) Un campione contenente materiale nero è stato analizzato con SEM-EDX (microscopio a scansione elettronica con spettroscopia a raggi X a dispersione di Energia), che ha identificato Gli elementi chimici nel campione. Il materiale trovato dietro la parete del Vasari mostra una composizione chimica simile a quella del pigmento nero trovato nella patina bruna della Gioconda.
2) Ritrovati frammenti di materiale rosso. Le analisi effettuate su questi campioni sembrano identificarli come materiale organico, associabile a lacca rossa e assai improbabile che questo tipo di materiale possa essere presente nel normale intonaco di un muro.
3) Le testimonianze visive, ottenute con la sonda endoscopica ad alta definizione, indicano che il materiale colore beige, visibile sulla parete, può essere stato applicato solo con un pennello.
4) Il gruppo di ricerca ha confermato la presenza di un'intercapedine, identificata con scansioni radar effettuate nel salone, tra Il muro di mattoni su cui Vasari dipinse il suo affresco e il muro su cui ci sarebbe l’encausto di Leonardo. La scoperta suggerisce che il Vasari possa aver voluto conservare il capolavoro di Leonardo costruendovi Una parete Davanti. Questo tipo di intercapedine non e presente in nessun altro punto del salone.

"I nostri Dati Sono Molto incoraggianti", dice Maurizio Seracini, Fondatore e Direttore del CISA3 della UCSD, nonchè compagno della National Geographic Society. "Siamo Ancora Nelle FASI preliminari dell'indagine e ci Aspetta Ancora Molto lavoro, ma le Evidenze suggeriscono Che STIAMO Cercando nel posto giusto".
E ora vi lascio con una curiosità, Dan Brown rappresenta l’anagramma CATROVACER inserendolo in una spirale, una rappresentazione simile (unendo i punti si ottiene una spirale) fu creata da Leonardo ed inserita nel foglio dell’uomo vitruviano, in cui sono presenti le lettere B, O, A e il numero 1 di cui parleremo.

Chi ha scritto l’articolo, non è un critico d’arte, tantomeno un esperto nel campo della ricerca scientifica, ma solo un appassionato, che si pone delle domande a cui cerca di dare delle risposte, quindi prendete il tutto come “semplice curiosità”.
AdSA
…Io mi voglio nascondere in qualche occulto loco e lì con tranquillo riposo passare mia vita…
LdV



I Segreti Codici della Gioconda Harmakis edizioni prefazione
di Silvano Vinceti

 



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