LUCCA / Lucca è nota per essere la città delle 100 chiese.
Mito o realtà, poco importa. Osserviamo questi edifici sacri e le mura secentesche che “abbracciano” il centro storico.

LUCI E OMBRE DI LUCCA: QUANDO I PARTICOLARI DIVENTANO UN CAMMINO PER L’ANIMA
Articolo e fotografie / FEDERICO MARRUCCI
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Percorsi Iniziatici
mascherone

Lucca è nota per essere la città delle 100 chiese.
Mito o realtà, poco importa. Osserviamo questi edifici sacri e le mura secentesche che “abbracciano” il centro storico.
Sono proprio loro (le chiese e le mura) le reali protagoniste di questo nostro breve viaggio “fotografico”, che potrebbe trasformarsi, passo dopo passo, in un percorso iniziatico grondante di oscure simbologie da decifrare e di depistaggi, la cui nascita si perde nella notte dei tempi.
Affermava, Alice nel Paese delle Meraviglie: “Se avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo, niente sarebbe com’è perché tutto sarebbe come non è. Se vedi un qualcosa come appare, non dovrebbe essere… ciò che è”.
1) La maschera (Lucca, decorazione esterna delle mura all’altezza de “Il Baluardo La Libertà”)
I baluardi delle mura di Lucca furono costruiti – appunto – per difendere il cuore della città dagli estranei, dai profani.
Questo strano volto, caratterizzato da lunghi denti, corna appuntite, ha lo sguardo irritato o spaventato
rivolto verso l’alto.
A difesa della città si trova questa enigmatica figura la cui attenzione (o preoccupazione) sembra quasi maggiormente rivolta per tutto ciò che possa provenire dell’alto.
Probabilmente l’entità proviene dal basso, dalle viscere della terra ed intende proseguire il suo percorso verso l’alto, come una sorta di viaggio di crescita personale.
2) Il leone e il grifone (Lucca, facciata principale di S. Maria Bianca Forisportam)
Una sfida. Sembra rappresentare un duello eterno quello scolpito sulla facciata della Chiesa di S. Maria Bianca.
Da un lato il leone (l’animale che simboleggia la forza, l’energia, la stabilità) e dall’altro un grifone, da sempre rappresentato con testa e petto di aquila e corpo di leone.
Dunque lo scontro tra i due soggetti costituisce il passaggio di un’evoluzione dal leone al grifone, dell’uno verso l’altro. Nell’immagine sembra che la posta in gioco (della loro sfida senza tempo) sia il fiore collocato al centro, al quale entrambi tendono.
3) Le buone intenzioni di San Pietro (Lucca, decorazione esterna di Porta S. Pietro)
San Pietro, il primo Papa della Chiesa Cattolica. Tuttavia, osservando con maggiore attenzione la raffigurazione del “primo” pontefice, collocato in alto della porta omonima di Lucca, si nota una presenza angosciante che sovrasta e domina le azioni del santo, occhi incavati, orecchie appuntite, con un copricapo (come se il Pontefice fosse lui) munito di corna.
E, in tutto questo, le sua urla. E’ il primo elemento, che andremo ad analizzare in questo nostro percorso fotografico, contrastante ed incomprensibile, in costante bilico tra le luci e le tenebre.
4) L’ultimo fedele (Lucca, affresco abbandonato di Via dell’Arcivescovado)
Nascosto e dimenticato dai lucchesi e dai turisti. Nella parte iniziale di Via dell’Arcivescovado (imboccando la strada da Via S. Croce) si può osservare un affresco dei primi del Novecento.
Ormai l’usura del tempo ha preso il sopravvento. In tutto questo, l’unico personaggio ben saldo sulle proprie idee “pure” è il fedele raffigurato a destra della croce. Ma, probabilmente, è rimasto solo, nell’attesa che anche la sua immagine venga travolta dal disinteresse dilagante.
5) Siamo tutto (Lucca, particolare della porta laterale della Chiesa di S. Romano)
Gli esseri umani sono capaci di tutto: luci ed ombre nello stesso istante, nella stessa esistenza.
Ancora contrasti scolpiti (e un po’ occultati) sulla parte laterale della Chiesa di San Romano.
Forse la netta divisione tra il bene ed il male è solamente un’illusione, forse – in realtà – siamo capaci di tutto, forse siamo angeli caduti che hanno la possibilità di rialzarsi per spiccare un nuovo “volo” con lo sguardo verso l’alto, come la maschera del Baluardo “La Libertà” (foto 1).
6) Il labirinto è un vicolo cieco (Lucca, facciata laterale della Cattedrale di San Martino)
Siamo giunti al termine del nostro “viaggio” che termina con il famoso “labirinto” del Duomo della città.
Stavolta in questa sede vi poniamo di fronte solo la metà del labirinto, perché – probabilmente – in questa singola ed attuale esistenza terrena non avremo il tempo per completare il nostro percorso iniziatico verso il centro. Dunque potremo beneficiare unicamente della metà del viaggio, non possiamo ottenere tutto subito, altrimenti non ci sarebbe crescita verso l’alto.
Anche nella foto il passaggio da oscurità (in basso) a candida luce (in alto) suggerisce l’eterna tensione di elevazione, la base per una crescita verso l’altro.
Ma il centro, proprio il centro non è completo, si può vedere solo la metà. Buon viaggio e buona ricerca.
Federico Marrucci
Il sito dei misteri
www.luoghimisteriosi.it – info@luoghimisteriosi.it

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 Il leone e l'aquila (medium).jpg)
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