Bibbona (LI) / Si chiamano Grotte Gialle e sono delle cavità scavate nella roccia giallastra, che crea un’atmosfera quasi surreale. Pare siano state formate da antichi depositi di sabbia marina responsabile del caratteristico colore, un ambiente non convenzionale che l’uomo avrebbe ulteriormente riadattato per uso cultuale.
Le grotte gialle


FOTOGRAFIE E VIDEO / Mirko Urso
VOCE E ARTICOLO / Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu
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Si chiamano Grotte Gialle e sono delle cavità scavate nella roccia giallastra, che crea un’atmosfera quasi surreale. Pare siano state formate da antichi depositi di sabbia marina responsabile del caratteristico colore, un ambiente non convenzionale che l’uomo avrebbe ulteriormente riadattato per uso cultuale.
Un fatto questo dedotto dalle aperture che ricordano portali iniziatici di passaggio e da piccole nicchie adibite a contenere candele o liquidi infiammabili, oltre a simboli antichi (che in alcuni casi si mescolano a quelli moderni), elementi che indicano il luogo come spazio iniziatico per culti legati al sole e alla madre terra. Qui infatti, avviene un perfetto sposalizio tra l’elemento maschile, il giallo del Sole e l’elemento femminile, la terra, fatto che deve certamente essere stato notato dagli antichi abitanti di Bibbona. La cavità arrotondata che ricorda l’utero della donna questa volta non è rosso come in altri contesti in cui viene richiamato il sangue, ma giallo, luminoso e confortante, una via di trasformazione dal buio all’illuminazione.
All’entrata sono presenti dei mascheroni, certamente dei guardiani con il compito di spaventare spiriti maligni e malintenzionati da quello che era un prezioso luogo sacro

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