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LOCALITA' CHIARAMONTI (SS) - CHIESA DI SANTA GIUSTA
SANTA GIUSTA E IL TESORO NASCOSTO



articolo e fotografie di Megghy Mariani - megghy11@gmail.com

I capitoli di questa scheda sono:
Chi era Santa Giusta?
La fonte miracolosa dell'altare
I 4 teschi murati e il tesoro nascosto

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Siamo in Sardegna, precisamente a Chiaramonti, un piccolo paese dell’Anglona in provincia di Sassari. Questo è un articolo al quale tengo molto, perché abbraccia in un solo argomento alcune tra le cose che amo di più: La Sardegna, la storia, la Fede, l’archeologia misteriosa e le leggende popolari. Ma cominciamo dalla protagonista assoluta di questo racconto: Santa Giusta.


La chiesetta dedicata a Santa Giusta

Le notizie che sono giunte fino a noi altro non sono che il frutto di una trasmissione orale nei secoli. Nel 1616 un canonico arborense di nome Antonio Martis scrisse in lingua spagnola un libro su Santa Giusta, dicendo di aver raccolto le notizie da un antichissimo manoscritto latino rinvenuto negli archivi della cattedrale di Oristano.


La strada che collega il paese alla Chiesa di Santa Giusta

Questa "biografia leggendaria" fu poi tradotta in italiano nel 1911 dal sacerdote Serafino Sanna. Questo è il testo (concessomi gentilmente dalla Biblioteca comunale di Chiaramonti) sul quale mi sono affidata per ricostruire la vita e le gesta di Santa Giusta.

Chi era Santa Giusta?
Santa Giusta nacque in una cittadina chiamata Eaden (Nella Zona di Oristano) nel periodo che va dal 117-138 dc. Figlia unica nata da mamma Cleodonia, signora molto ricca e ben nota alla comunità del paese. Il libro non accenna nulla circa l’identità del padre di Giusta, in un passaggio parla soltanto della vedova Cleodonia ma le circostanze sulla morte prematura del marito della donna sono tutt’ora un mistero. All'età di dodici anni cominciò a manifestare un profondo interesse per la Religione Cristiana. Sua madre però, fervente pagana, si oppose alla conversione della figlia Giusta e cercò di ostacolare con ogni mezzo la figlia arrivando addirittura a segregarla in un sotterraneo della sua casa, ricorrendo anche a inaudite violenze fisiche. Ma Giusta non cedette né alle violenze né alle lusinghe della madre e rimase ferma nell'adesione alla fede cristiana.

Incatenata al muro e costretta a subire percosse di ogni tipo, continuava a rivolgere le sue preghiere a Gesù, implorandolo di liberarla da quella prigionia. Dopo tre giorni, le catene si sganciarono e la porta della prigione si aprì miracolosamente. Quando Giusta salì di sopra e confidò alla madre di essere stata liberata grazie all’aiuto di Gesù, Cleodonia cadde in un pianto disperato che la portò a morire di crepacuore quella stessa notte.


Il campanile della Chiesa

Cominciò così il cammino di Santa Giusta, dedicato solamente ai poveri e a tutti i bisognosi che lei non esitava ad aiutare con grande forza e devozione. Molte furono le persone che grazie ai miracoli di Santa Giusta si convertirono al Cristianesimo. Purtroppo la tranquillità a Eaden venne minacciata quando un giovane pagano, nobile e ricco di nome Claudio, la volle in sposa. Egli si recò personalmente a casa della giovane Giusta convinto che lei sarebbe stata entusiasta all’idea di diventare sua moglie, ma Giusta rifiutò seccamente, perché si era consacrata totalmente a Cristo e non aveva la minima intenzione di prendere marito. Claudio, furioso per essere stato respinto, cominciò a perseguitarla e tentò anche di rapirla con l'aiuto di maghi e stregoni. Ma Dio era al suo fianco per proteggerla, e tutti i tentativi di Claudio non approdarono a nulla.


Chiesa di santa Giusta Esterno

A questo proposito la leggenda dice che gli stregoni di Claudio, già sulle tracce di Giusta, furono bloccati da una nebbia fittissima che arrivò improvvisamente, gli uomini, una volta perso l’orientamento furono costretti a tornare indietro e non riuscirono a portare a compimento il progetto del rapimento. In seguito, come punizione della loro idolatria, parte della città di Eaden fu sommersa dalle acque della laguna. Claudio e i suoi stregoni morirono annegati. Infine Giusta morì gloriosamente, invocando il nome del Signore. La città di Eaden in seguito venne ricostruita e ribattezzata con il nome di Santa Giusta.

La fonte miracolosa dell'altare
Attualmente si contano 11 Chiese in tutta la Sardegna dedicate a Santa Giusta, Le immagini presenti in questo articolo appartengono alla Chiesa di Chiaramonti (SS). Eretta nel 1210 questa suggestiva chiesetta nel corso dei secoli ha subito diversi restauri, conferendogli un aspetto non molto fedele allo stile medievale dei camaldolesi. Situata a circa 6 km dal centro abitato, la visita in questo luogo porta con se innumerevoli pensieri raccolti nel tragitto, e una volta arrivati, una pace insolita vi avvolgerà completamente.


Chiesa di santa Giusta Interno

Quando ho messo piede all’interno dell’edificio, non ho potuto fare a meno di notare le centinaia di fotografie e messaggi d’amore dei fedeli per le grazie ricevute da Santa Giusta. Ho percorso tutto il perimetro della Chiesa e sono arrivata all’altare per vedere la famosa sorgente naturale e perenne che sgorga sotto al presbiterio. Si dice che l’acqua di questa sorgente abbia proprietà curative miracolose.


Processione dei fedeli a piedi nudi anni 40

Numerosissimi erano i pellegrini che a piedi nudi percorrevano il lungo cammino dal paese fino alla Chiesa per onorare e festeggiare la loro Santa, la patrona delle acque miracolose. La processione di rito infatti, da molti decenni non è più percorsa a piedi, ma in auto. Per la tradizione popolare Santa Giusta è divenuta anche la protettrice degli automobilisti.


Particolare interno della Chiesa come appare oggi

I 4 teschi murati e il tesoro nascosto
Uscendo dalla Chiesa non ho potuto fare a meno di notare 4 teschi murati in corrispondenza della porta principale. Sfortunatamente non sono riuscita a reperire fonti scritte che potessero giustificarne la presenza. Facendo un’indagine orale tra gli abitanti del paese, ho trovato qualcuno che conosceva la leggenda, ve la riporto così come mi è stata raccontata:


1° teschio

Tantissimi erano i fedeli che avendo ricevuto la grazia da Santa Giusta, si recavano in Chiesa per donare qualcosa di prezioso in segno di gratitudine. Diversi anni dopo il valore complessivo delle offerte fatte dai fedeli era diventata una vera fortuna. Una notte di primavera, quattro banditi si introdussero nella Chiesa per rubare il tesoro.


2° teschio

La leggenda narra che mentre i ladri cercavano di caricare i sacchi sentirono la porta chiudersi e poco dopo la fontana sotto l’altare cominciò a far salire l’acqua molto velocemente. Erano in trappola, e il livello dell’acqua cresceva sempre di più. I quattro uomini terrorizzati e pentiti prima di lasciarsi cadere nel sonno eterno implorarono il perdono della Santa.


3° teschio

Da allora si dice che quei teschi appartengono ai quattro ladroni che morirono annegati, e che Santa Giusta gli salvò l’anima, ma come condizione avrebbero dovuto sorvegliare per sempre il tesoro. Una leggenda intrigante, molto ben costruita, eccetto un piccolo particolare: nel 1894 la chiesa subì scavi molto profondi per mano di alcuni uomini incaricati dal sindaco al fine di trovare il leggendario tesoro.


4° teschio

Distrussero gran parte della pavimentazione ma non trovarono altro che acqua e fango. Nel 1913 la Chiesa fu restaurata e da allora a nessuno ha più cercato il tesoro.

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INFO UTILI
COMUNE DI CHIARAMONTI
Via F.lli Cervi, 1 - 07030 Chiaramonti (SS)
C entralino: 079-569092 - Fax: 079-569631
E-mail: protocollo@comune.chiaramonti.ss.it

Fonti bibliografiche
-Biografia Leggendaria Santa Giusta , Serafino Sanna edito nel 1911
– I Camaldolesi in Sardegna,Ginevra
Zanetti edito nel 1974
– Chiaramonti, le cronache di Giorgio Falchi , Carlo Patatu edito nel 2004
– Un ringraziamento speciale va alla Biblioteca comunale di Chiaramonti che mi ha fornito i testi sopracitati
www.archeologosardos.it gestito da Mario Unali - Il sito della Famiglia Patatu

(c) articolo e fotografie
Megghy Mariani - megghy11@gmail.com


 



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