CHIESA DI SAN FEDELINO (LC) / L’interno conserva ancora diversi resti di affreschi soprattutto nell’abside dove emerge un bellissimo Cristo Pantocratore con ai lati due figure di angeli e sette sfere rosse ben visibili, con altre 2 più rovinate, metafora di qualche simbologia apocalittica. Sono sfere misteriose, senza una corrispondenza precisa e neppure una motivazione, 8 girano attorno a Gesù in maniera circolare, mentre una sfugge ai piedi di un angelo.

UNA CHIESETTA ISOLATA NEL BOSCO


ARTICOLO E FOTOGRAFIE
/ Isabella Dalla Vecchia

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CATEGORIE

Provincia di Lecco

ALCHIMIA
LEGGENDE
NUMEROLOGIA
PERSONAGGI
Simbolo: SFERA

I capitoli di questa scheda sono:
La storia di San Fedelino
Il Cristo, gli angeli e le 9 sfere rosse

INFO UTILI

• Come arrivare: info da
http://www.waltellina.com/dallastoria/sanfedelino/
Percorriamo la strada statale della Valchiavenna e stacchiamoci da essa all’altezza di Novate Mezzola svoltando a sinistra ad un sottopassaggio, seguendo le indicazioni per Gordona e Mese. Ben presto raggiungiamo un ponte che varca il Mera; subito dopo il ponte, lasciamo la strada principale per imboccarne una a sinistra, seguendo le indicazioni per San Fedelino ed attraversando la frazione di Casenda. Sempre seguendo tali indicazioni, dobbiamo staccarci a sinistra anche da questa strada asfaltata, per imboccarne una sterrata che in breve ci porta alla chiesa di san Giovanni, dove lasciamo l’automobile, per percorrere un sentiero che costeggia, a non grande distanza, il fiume Mera. Dopo aver attraversato due valloni ingombri di materiale alluvionale, ci troviamo ad un bivio, che ci pone di fronte alla doppia possibilità di salire all’alpe di Teolo (poco più di cento metri di dislivello) per poi scendere alla chiesetta (su un sentiero erto, che si stacca a sinistra dalla via Francisca e richiede attenzione, perché nell’ultima parte supera un corpo franoso), oppure di proseguire più tranquillamente quasi in piano fino alla chiesetta. Nel primo caso ci vuole un’ora ed un quarto circa, nel secondo un’ora o poco meno.

• Prezzi e orari: Il tempietto è aperto alle visite da Marzo ad Ottobre con orari:
– Sabato, Domenica e festivi: dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00.
La tariffa singola è fissata in euro 1,00 mentre quella ridotta per minorenni, scolaresche e comitive è di 0,50 euro. La tariffa fuori orario è invece fissata in euro 20,00.


La storia di San Fedelino

La chiesa di San Fedelino si trova ai piedi del Monte Berlinghera sulla riva del lago di Mezzola nel punto dove vi sfocia il fiume Mera. Sulla riva opposta ha luogo una vasta area dal nome di Pian di Spagna che si dirama fino a Colico.


Di Kibira – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41555894

E’ una zona di forte umidità che accoglie molte specie vegetali e animali, tra cui diverse razze di uccelli acquatici che rendono la zona particolarmente tutelata come Riserva Naturale Regionale. Questa chiesetta di ridottissime dimensioni conserva un fascino unico e misterioso; isolata in mezzo ai boschi, è raggiungibile solamente a piedi dopo aver percorso un sentiero partendo da Sorico per circa due ore di cammino. Si trova nei pressi della “linea della Strada Regina” che collegava Milano con la Rezia.

E’ stata costruita sul luogo del martirio di San Fedele, un soldato romano convertitosi al cristianesimo durante le feroci persecuzioni degli imperatori Massimiano e Diocleziano. Venne da loro imprigionato perché si rifiutò di partecipare ad un rituale di sacrifici in onore a Dei pagani. Rinchiuso nei sotterranei, conobbe altri uomini pagani che si erano convertiti e che divennero in seguito a loro volta dei martiri, ricordiamo Carpoforo, Esanzio, Licinio, Cassio, Severino e Secondo.

Organizzò un’evasione che riuscì pienamente, ma mentre fuggirono furono intercettati dai soldati romani e, circondati senza scampo, furono impietosamente uccisi, divenendo così i primi martiri della diocesi di Como. Tutto ciò accadeva nel IV secolo. Fedele scampò all’agguato riuscendo fortunatamente a trovare una barca nel vicino lago. Ma fu inseguito e, raggiunto sulla riva, venne decapitato in località Torretta nei pressi di Samolaco. In seguito in questo luogo fu mantenuto il suo sepolcro, accennato per la prima volta nel VI secolo dal vescovo di Pavia Sant’Ennodio. Ma solo nel 964 furono riesumate le ossa per essere portate nella chiesa di Sant’Eufemia a Como dedicandola così a San Fedele. Per non dimenticare il luogo del martirio venne edificato un tempietto in memoria dell’evento, è San Fedelino ed esiste ancora oggi.


Di Kibira – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41555992

E’ stato costruito a quell’epoca nel X secolo, ma come nacque così venne dimenticato in mezzo alle frasche di un bosco abbandonato e difficile da raggiungere. Riapparve solo nel XVII secolo quando fu utilizzato come fortino spagnolo, a causa di una intensa contesa tra Francia e Spagna che avveniva proprio in queste zone. In seguito alla fine del XVIII secolo fu utilizzato come stalla e magazzino di granito estratto nei dintorni. Solo nel XX secolo San Fedelino fu restaurato e rivalutato per la sua importanza storica e religiosa, con intensi lavori iniziati nel 1905 ad opera di Don Guanella. Quelli erano gli anni della riscoperta del romanico lombardo del quale San Fedelino è uno splendido esempio. Venne poi anche realizzato il suggestivo sentiero lungo il bosco, unico accesso alla chiesetta, percorrerlo ne vale la pena, perché si raggiunge un edificio unico nel suo genere, stagliato sulla riva nel silenzio più totale. Il tempo qui si è fermato perché gli alberi come le mura sono gli stessi di mille anni fa. Un vero ritorno al passato, impossibile non essere assorbiti dalla sua aurea di sacro che sa ancora trasmettere.

Ha dimensioni davvero ridotte, misura solo 3,5 metri per lato. E’ stata costruita con materiale di recupero quale granito, tufo, laterizio ma anche con ciottoli di fiume. L’abside, rivolta a est, mostra una decorazione rara per il romanico di questa zona, in quanto unico esempio: gruppi di lesene sono separate da coppie di archetti pensili. Sul muro esterno restano tracce di affreschi, forse San Fedelino o San Cristoforo, il santo protettore dei viandanti. Anche la copertura interna, a volta a crociera, è l’unico esempio della zona. Delle quattro vele della volta, solo quella a nord ovest ha alla base un mascherone in tufo, simbolo e presenza in qualche modo del male.


Il Cristo, gli angeli e le 9 sfere rosse

L’interno conserva ancora diversi resti di affreschi soprattutto nell’abside dove emerge un bellissimo Cristo Pantocratore con ai lati due figure di angeli e sette sfere rosse ben visibili, con altre 2 più rovinate, metafora di qualche simbologia apocalittica. Sono sfere misteriose, senza una corrispondenza precisa e neppure una motivazione, 8 girano attorno a Gesù in maniera circolare, mentre una sfugge ai piedi di un angelo.


Di superpainik studio, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8826206

Anche la mandorla che contiene l’immagine ha una geometria insolita, acquista infatti la forma della semicupola absidale. Nella mano sinistra Gesù porta un libro con scritto: EGO SUM VIA VERITAS ET VITA, con sotto i dodici Apostoli, purtroppo molto rovinati. Sulla parete nord vi sono cinque santi.

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