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Luogo: Monastero Benedettino di Subiaco (RM), Cappella di San Gregorio

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Personaggi (San Francesco)

Regione:
Lazio

SUBIACO: LA STRANA “ISTANTANEA FOTOGRAFICA” DI SAN FRANCESCO NEL MONASTERO DI SAN BENEDETTO



“… Sendo una volta Santo Francesco gravemente infermo degli occhi messere Ugolino, cardinale protettore dell'Ordine, per grande tenerezza ch'avea di lui, sì gli iscrisse ch'egli andasse a lui a Rieti dov'erano ottimi medici d'occhi [...] San Francesco quindi, su sollecitazione dei confratelli e del Cardinale Ugolino Conte di Segni (futuro Papa Gregorio IX) fu convinto a sottoporsi ad una terribile operazione nella speranza di poter guarire dalla malattia. Fatto giungere appositamente a Fonte Colombo, il medico sottopose San Francesco alla cauterizzazione, utilizzando un ferro rovente, delle vene dall'orecchio al sopracciglio, credendo d'interrompere in tal modo il flusso di umori che si riversava dagli occhi del Santo…”

… così si narra nel Capitolo XIX dei Fioretti di San Francesco. florilegio sulla vita del Santo e dei suoi discepoli, attribuito a frate Giovanni dei Marignoli.
Ebbene, cosa c’è di strano in una difficile operazione di una chirurgia che forse ancora così non si chiama? Operazione a cui frate Elia l’ha convinto a sottoporsi per cercare di curare una malattia agli occhi da Francesco contratta in Terra Santa.

Cosa c’è di strano nel verificare che otto secoli fa, per spiegare la genesi delle varie malattie, si crede ancora nella improbabilissimo “flusso di umori” ipotizzato da Ippocrate di Coo (460 – 377 a.C), poi elaborato anche da Empedocle (V secolo a.C.)  e basato sull’idea del “Fuoco” caldo e secco, dell’”Acqua” fredda e umida, della “Terra” fredda e secca e infine dell’”Aria” calda e umida?

Forse di veramente “strano” non c’è nulla, ma non possiamo non considerare quasi miracolosa la straordinaria reazione del futuro Santo davanti ai terrorizzati confratelli, di fronte alla comprensibile titubanza del cerusico, il “chirurgo” di quei tempi andati che così veniva chiamato, armato di un preoccupante “ferro rovente”.

Come, forse,  è prossimo al miracolo il comportamento di Francesco il quale si limita a pregare e a chiedere a “fratello Foco” di non esercitare tutta la sua potenza, di essere gentile e comprensivo nei suoi confronti!

E così “fratello Foco” – con infinito stupore del “cerusico” e dei poveri confratelli che, terrorizzati, fuggono dalla stanza – lo ascolta e rende sopportabile il terribile dolore causato dalla cauterizzazione, dalla bruciatura del volto di San Francesco  “…dall'orecchio al sopracciglio…”, operazione questa che lascia nel Santo un’anomala, diversa dimensione dei bulbi oculari, degli occhi.

Come ben si nota osservando l’affresco conservato del Monastero Benedettino di Subiaco nella Cappella di San Gregorio, affresco realizzato “dal vivo” – per tale motivo lo potremmo definire… “istantanea fotografica! – da un fraticello che vede il “Poverello d’Assisi” appena giunto nel Monastero, fraticello che, quindi, lo ritrae con tutte le cicatrici derivate dalla recente operazione agli occhi.

Affresco che forse più di ogni altra testimonianza ci riporta a quei lontani giorni in cui il futuro Santo è ancora vivo, non ha, di conseguenza, l’aureola e non ha ancora ricevute le stimmate che risalgono al 1224.


Frate Francesco in quella che con un po’ di fantasia potremmo definire “istantanea fotografica” del Poverello di Assisi, poiché l’affresco è stato eseguito da un ignoto confratello appena Giovanni di Pietro Bernardone, il futuro San Francesco, è giunto nel Monastero Benedettino di Subiaco.

Gli occhi di San Francesco dopo la terribile operazione subita tramite la “… cauterizzazione, utilizzando un ferro rovente…”. Appare abbastanza evidente come abbiano dimensioni differenti.

L’operazione chirurgica è avvenuta nella provincia di Rieti, a Fonte Colombo…“ Il monte della Regola, monte Ranierio che è stato riempito dal Signore di divina dolcezza… Un altro monte Carmelo, dove l'anima di Francesco si intratteneva e conversava con il Signore. Fonte Colombo è il monte che dobbiamo salire a piedi scalzi,perché è un luogo veramente santo…” come si afferma con veemenza nell’Actus Beati Francisci in Valle Reatina, di un Anonimo Reatino.

Sul Monte Rainiero Francesco dimora insieme a frate Bonizio da Bologna, fra’ Leone e altri confratelli e lì, nel cosiddetto Sacro Speco, nel 1223 dà corpo alla Regola che i suoi frati dovranno seguire. Regola poi approvata da papa Onorio II e ancora in vigore.

Il Sacro Speco sul Monte Rainiero, a Fonte Colombo, dove Francesco compone la Regola che i suoi frati dovranno seguire, Regola poi approvata da papa Onorio II e ancora in vigore.

Nel reatino Francesco inizialmente è ospite dei pii monaci dell’Abbazia di Farfa, ma poi dimora a Fonte Colombo dove ancora esiste una piccola cappella detta della Maddalena e in cui egli si ritira in preghiera.


La suggestiva Cappella detta della Maddalena, luogo in cui San Francesco si rifugiava in preghiera.

Ma come si era ammalato Giovanni di Pietro Bernardone, il futuro San Francesco?
Narrano le antiche cronache che, pochi anni prima della tremenda operazione agli occhi, nel 1219, egli si reca nelle terre d’Oltremare e

“… Per lungo tempo e fino alla morte Francesco soffrì malattie di fegato, di milza e di stomaco, e dal tempo in cui si recò oltremare per predicare al Soldano di Babilonia e d'Egitto contrasse una gravissima malattia agli occhi, in seguito al molto lavoro causato dalle fatiche del viaggio, poiché all'andata e al ritorno dovette sopportare una grande calura. Non volle tuttavia avere alcuna sollecitudine per farsi curare da nessuna di queste malattie, per quanto ne fosse pregato dai suoi fratelli e da molti che ne sentivano pietà e compassione: e ciò per il fervore di spirito che dall'inizio della conversione egli portava a Cristo…”

Pur minato nel corpo ma non nello spirito, Francesco affronta stoicamente le febbri malariche che lo colpiscono ogni tanto e anche la tortura dell’operazione agli occhi da cui, miracolosamente, esce vittorioso…


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Historia magistra vitae est”? Qualche volta sì, qualche volta… essa dimentica di esserlo o ce ne dimentichiamo noi! Quel che appare indubitabile è la presenza – tra le sue “ombre” create dalla “Clessidra”, dall’inarrestabile fluire del Tempo – di eventi la cui spiegazione non appare subito evidente perché la documentazione disponibile non è certamente esaustiva, perché “la Storia la scrivono i vincitori”, perché gli eventi stessi sono collocati così lontani nel tempo che una buona parte di essi appare evanescente, indecifrabile, nascosta dalle nebbie… L’autore ha volutamente articolato questo libro sugli avvenimenti che non trovano sempre esaustive spiegazioni, alternandoli apparentemente… “a caso”. Così, insieme a qualche riflessione di matrice “religiosa” sull’Anticristo, motivata dal rinvenimento di uno strano tavolaccio ligneo ora conservato a Canossa e a alla strana, “sulfurea”, chiesa parigina di St. Merry, troverete un capitolo sulle esoteriche ricerche di personaggi quali Isaac Newton e Robert Fludd seguito da capitoli sui Lapidari astrologici, sul Graal e sugli eterni “misteri” di Rennes-le-Chateau e molto altro ancora… 

 



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