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MATER ET CAPUT E IL SANTO CALICE


 

Luogo: Basilica di San Giovanni in Laterano - Piazza di San Giovanni in Laterano 4 - Roma

Questo luogo appartiene al gruppo:
Graal

Enigmi sulla Maddalena

Simboli:
Lazio



Il potere del sangue
Noi esseri umani siamo gli unici al momento a predisporre di un corpo considerato una macchina perfetta, composta principalmente di acqua, di un sistema scheletrico articolato e soprattutto di sistema neuronale unico in natura. Ma c'è un elemento particolare, considerato fin dall'antichità come magico e intrinseco di mistero, sia per molte popolazioni antiche, sia per società iniziatiche che per le più importanti religioni abramitiche. Un elemento che si sposa benissimo con il culto di alcune reliquie: il sangue. Questo magnifico fluido di color rosso rubino, è il principio della vita, senza di esso non ci sarebbe alcuna esistenza, senza di esso non c'è religione che si rispetti. Il culto del sangue lo troviamo nel mitraismo, dove il dio Mitra uccide il toro facendo fuoriuscire sangue che si trasforma in vite. Un medesimo culto lo si trova nel mito di Cibele, dove il sangue di Agdistis ricopre il melograno facendo sì che torni rinvigorito e pieno di frutti. Per l'ebraismo il sangue ha invece una doppia valenza: i precetti della Torah vietano all'uomo di accostarsi al sangue, animale o umano che sia, un esempio riguarda la routine di una coppia di sposi, in cui viene rispettata la regola di dormire separati quando la donna ha il ciclo mestruale; mentre per quanto concerne i sacrifici del popolo ebraico rivolti al loro Dio Yahweh, la Bibbia ci fornisce ampia documentazione sull'utilizzo di tale sostanza, la quale veniva spruzzata sull'altare nell'arco dei rituali, condizioni narrate dal testo sacro. Troviamo molti esempi sull'importanza del sangue anche nella tradizione cattolica sia per quanto riguarda il significato salvifico del sangue di Gesù, che per il potere di varie reliquie.

Ed è proprio questo il tema di ciò che andremo a scoprire, quello delle reliquie e del Sangue, parlando della Reliquia per eccellenza, quella che ha fatto parlare di sé, tramite poemi medioevali come il Parzival di Wolfram von Eschenbach, fino ai racconti più moderni, una reliquia ancora oggi inafferrabile: il Graal. Non c'è tradizione che non ne abbia parlato, non vi è ricercatore che non lo abbia inseguito, è stato il protagonista in molte occasioni, come nel mistero di Rennes le Château, che sicuramente possiese un significato ben diverso dal contesto di questo articolo.


Di Sir Edward Burne-Jones, overall design and figures; William Morris, overall design and execution;
John Henry Dearle, flowers and decorative details. - sconosciuta, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=251121

Cos'è il Graal?
Intanto cos'è il Graal? Secondo la tradizione medievale il Graal ha subito nel tempo una metamorfosi del sacro, è stato una coppa, il contenitore dove fu raccolto il sangue di Cristo sulla croce, altre volte è stato identificato come una testa mozzata (si suppone quella di Giovanni Battista),  altre ancora come una pietra (lapis exxilis) per giungere poi, ai giorni nostri, alla fantasiosa ma interessante teoria del Graal come donna, precisamente Maria Maddalena e alla linea di sangue, la progenie derivata dalla sua sacra unione con il Redentore. Teoria affascinante, ma ahimè priva di prove concrete.

Sangue o Calice?
Ad oggi l'opinione pubblica si è focalizzata sulla natura del Graal come "calice" e, nonostante ce ne siano non pochi di Santi Calici papabili, pare che uno in particolare sia stato definito "autentico", quello che si trova a Valencia. E se ci sbagliassimo? Non molto tempo fa, nel 2016 (e sicuramente non è stato un caso), ho avuto modo di intervistare la dott.ssa Nicoletta de Mattheis, autrice del libro "Andar per miracoli. Guida al l'affascinante mondo delle reliquie romane", Edizioni Intra Moenia 2013, pubblicato sulla rivista Fenix n.92 (Di seguito potete leggere uno stralcio della suddetta intervista: (https://reliquiosamente.com/?s=Fenix&submit=Cerca).
Su Wikipedia, alla sezione reliquie cristiane, è espressamente scritto che il calice di Valencia sarebbe "il più accreditato per la sua probabile autenticità". Probabile, non certa, considerando che esistono altri contenitori definiti Graal, come il Sacro Catino conservato a Genova, il calice nel Duomo di Berceto, i calici di Mantova contenitori del sangue di Cristo portato dallo stesso Longino. Se poi prendiamo in considerazione quanto emerge dallo scritto della dottoressa De Matthaeis sul suo sito ( https://www.google.com/amp/s/reliquiosamente.com/2013/07/22/il-santo-calice-di-valencia/amp/) è chiaro che il Sacro Calice sia stato indubbiamente a Roma e ne possiamo avere una "probabile" prova se guardiamo la facciata della basilica di San Giovanni in Laterano.


Di Elisa Marianini - Opera propria, CC BY-SA 4.0,
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=71462372

 

La donna e il calice
La basilica di San Giovanni in Laterano fu realizzata da Alessandro Galilei nel 1732, parente di quel Galileo Galilei che fu processato per eresia dal Vaticano il 12 aprile del 1633, Alessandro divenne  allievo di Giovanni Gaetano Bottari, noto personaggio fiorentino del 1700 che ad un certo punto della sua vita e della sua carriera (oltre ad essere un uomo molto colto, era un archeologo e teologo, sembra che sia stato anche custode della biblioteca vaticana, vedasi https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Gaetano_Bottari)  si sarebbe avvicinato alla dottrina eretica Giansenista.

Sulla facciata di San Giovanni in Laterano, emergono protagoniste statue che affiancano Cristo di alcuni santi vescovi della chiesa d'oriente e di quella d'Occidente. C'è una statua in particolare che mostra qualcosa di estremamente importante. La figura che si trova alla sinistra di Cristo, non solo presenta tratti somatici femminili (potrebbe essere un uomo che ha abbracciato il Nazireato o una donna, in quanto anche alle donne era possibile tale voto) ma tiene in mano un calice. Il Santo Graal forse?




E' forse possibile che Alessandro Galilei fosse a conoscenza del passaggio della Santa Coppa in epoca passata e abbia voluto ricordarla con questo particolare? Se prendiamo atto che la basilica in questione viene definita "Mater et caput" di tutte le chiese del mondo essendo stata la prima sede papale, perché non collocare un chiaro riferimento al santo Graal come simbolo di potere?

La ricerca del Graal
Non só quanto il mio pensiero possa essere condiviso, ma penso che la ricerca di questa coppa, possa sostanzialemnte essere una perdita di tempo, in quanto non è la Coppa in sè ad essere speciale, ma è il sangue di Cristo che l'ha resa tale. Se per l'appunto a Mantova esistono due contenitori che pare raccolgano il sangue di Cristo portato da Longino, perchè non considerarli Graal a loro volta? Un Calice privo di Sangue Divino avrebbe più potere di un bicchiere in vetro moderno che lo contiene per davvero?



La coppa descritta nel sito della dott.sa De Matthaeis, sarebbe stata portata a Roma, per poi successivamente essere trasportata da San Lorenzo a Huesca che guarda caso si trova nei Pirenei, vicino ad una chiesa che divenne oggetto di studi per quanto riguarda proprio il Graal: Rennes Le Chateau. Ma questo luogo ha un’altra storia ben diversa, e non è mia intenzione parlarne qui per il semplice motivo che, visto che la Sacra Coppa sembra approdare a Valencia nel 1437, non può aver nulla a che fare con il mistero di Rennes, le cui vicende sembrano risalire più avanti nei secoli con tratti oscuri e non divini.

Ci sarebbe un altro tipo di Graal, se inteso come contenitore e lo troviamo sempre in un edificio situato a piazza San Giovanni, dove sorge un altro luogo di pellegrinaggio, la Scala Santa, dove su un gradino, si dice ci sia del sangue appartenuto a Cristo.

Insomma, non è di fondamentale importanza la ricerca del contenitore, ma il contenuto, il sangue di colui che ci ha redento. A sostegno di questo pensiero vorrei ricordare la presenza a Roma della Confraternita del preziosissimo sangue, citata nel mio precedente articolo riguardo la chiesa di San Gaspare del Bufalo. Molte società di stampo ultra cattolico e società iniziatiche che interessano il mistero Rennes le Château, hanno preferito identificare il Graal non con il calice, ma con il sangue, perchè il contenitore è il sacro cuore di Gesù, pensiero espresso dalla scrittrice Sabina Marineo nel suo libro intitolato "Il serpente rosso, le società segrete al potere in occidente" edito dalle edizioni Venexia 2013 (pagine 57, 58, 59).

Concludendo, la ricerca del Graal, a mio avviso, non è la ricerca di una coppa o di qualsiasi altro oggetto materiale, ma è la ricerca dell'Essere Divino che si è manifestato nel mondo, con spirito e potenza, redendo l'Umanità con il suo speciale sangue. Forse è questa la vera ricerca da effettuare, forse è questo ciò che ci condurrà all'immortalità.

 

 



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