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IL MITO DI RENNES LE CHÂTEAU ALLA CHIESA DI SANT'EUSTACHIO


 

Luogo: Basilica di Sant'Eustachio,  piazza di S. Eustachio, 00186 Roma

Questo luogo appartiene al gruppo:
Dipinti misteriosi

Enigmi sulla Maddalena

Simboli:
Lazio


"Il mistero non è un muro, ma un orizzonte. Il mistero non è mortificazione dell'intelligenza, ma uno spazio immenso, che Dio offre alla nostra sete di verità". (Antonie de Saint'Exupery)

Sono passati 10 anni circa da quando sul sito www.terraincognitaweb.com e sulla rivista Lux Terrae dedicai un articolo su un possibile collegamento tra Rennes Le Château e Roma. Ora, rivalutando l'articolo, mi sono imbattuto in qualcosa che dieci anni fa non avevo approfondito. Vediamo di cosa si tratta.
Intanto per chi è la prima volta che sente nominare Rennes Le Château (ma ne dubito) cercherò di fare una sintesi di questo affascinante mistero.
Correva l'anno 1885 e a Rennes Le Château giunse un nuovo parroco, destinato alla chiesa di Santa Maria Maddalena. Il suo nome era Berengers Saunière. La chiesa aveva seri problemi strutturali, sembrava che a nessuno importasse di una piccolissima chiesa di un dimenticato paese, perciò l'abate cominciò a sistemarla con quel poco che aveva. La storia narrata in numerosi testi di saggistica hanno sempre confermato che, durante le sue omelie, Saunière attaccava duramente la Repubblica francese paragonandola a qualcosa di malevolo, attacchi grazie ai quali il curato si procurò la simpatia della marchesa di Chambord che, a quanto sembra, gli donò una cospicua somma di denaro per ristrutturare la chiesa. La leggenda vuole che, durante questi lavori, alcuni operai fecero cadere un pilastro visigoto dove vennero trovate quattro pergamene, due testi dell’Antico Testamento, e altre due contenenti genealogie. A quel punto il curato, coordinandosi con l'amico e protettore monsignor Billard, fu inviato al seminario di Saint Sulpice (chiesa dedicata a Santo Sulpicio, morto il 17 gennaio) per incontrare un giovane seminarista che lo avrebbe aiutato nella decifrazione, dal nome di Emile Hoffet.
Sono sempre le "cronache" a parlare e a raccontare dell’incredibile storia: non solo decifrarono quegli scritti, ma da allora il parroco ricevette una grande quantità di denaro, che sembrava non finisse mai. In seguito (e questo è riscontrabile in molti saggi, tra i quali il libro del dott. Baietti intitolato "L'enigma di Rennes le Château. I Rosacroce e il tesoro perduto del Graal" - Edizioni Mediterranee) l'abate ebbe comportamenti non del tutto normali. Scavò ossessivamente nel cimitero adiacente alla chiesa, supportato dalla sua giovane perpetua, Marie Dénarnaud, aprendo tombe e scambiando di posto le salme, trovando inoltre un'altra tomba all'interno della chiesa. Con tutto il denaro ricevuto, poté realizzare alcuni suoi progetti, come villa Bethania e la Torre Magdala, oltre ad una strada sterrata. Ma i suoi lavori non si fermarono solo a queste due strutture, spese i fondi anche per la restaurazione della sua parrocchia. Un edificio a prima vista “normale”, non fosse per la particolare simbologia custodita al suo interno. Un esempio è dato dal gruppo di statue di santi che formano la parola Graal, o alla raffigurazione di Giovanni Battista che battezza il Cristo con, al di sotto, una simbologia inversa, l’omega sotto Giovanni Battista e la lettera alpha ai piedi del Cristo. Stranezze che non finiscono qui. Lo status di Saunière cambiò radicalmente il giorno che il suo protettore venne a mancare, perché arrivò monsignor Paul Félix Beuvain de Beauséjour, un uomo non proprio affabile, che volle vederci chiaro su tutto quel denaro speso. Saunière non svelò mai alcun segreto, tant'è che fu sospeso a divinis per un periodo, ma in seguito, con un ricorso, vinse la causa. Nel suo ultimo periodo di vita, sempre sul correre di svariate voci di corridoio, sembra che sul letto di morte il parroco Saunière si confessò con un collega di un paese vicino il quale, terminata la confessione, non solo non gli diede l'estrema unzione, ma pare che da quel giorno cadde in forte stato di depressione. Che cosa avrà mai sentito, se fosse vero, per crollare in questo stato?


La vetrata misteriosa di Sant'Eustachio

Fotografia tratta da http://vetrateartistichefrassetto.blogspot.com/2009/
06/in-viaggio-tra-le-vetrate-del-passato.html

Il collegamento con la città eterna.

È il caso di addentrarci in un altro punto interrogativo molto interessante, la possibilità che Saunière, o chi per lui, abbia viaggiato e lasciato simboli legati a Rennes Le Château lungo la strada. C'è chi è convinto che non si sia mai mosso dal suo piccolo paese, chi invece è più propenso a credere che abbia viaggiato, con spostamenti sempre circoscritti lungo quell'area e chi invece suppone si sia spostato al di fuori dello Stato francese. Vorrei porre all’attenzione quanto ho scritto all'inizio di questo articolo, ovvero un possibile collegamento tra il paese di Rennes le Château e la città eterna. Ricordo come fosse ieri: passeggiavo in zona Pantheon, mentre pensavo a Rennes Le Château e alle tante teorie che girano intorno a questo mistero, fino a quando, sovrappensiero mi sono ritrovato davanti alla chiesa di Sant'Eustachio.
La basilica minore (così viene definita) è molto antica, sembra infatti risalire al 795, ingrandita fino ad assumere l’attuale aspetto solo successivamente, tra l'anno 1195 e il 1196.
Incuriosito (lo ammetto, ho una passione viscerale per le chiese, soprattutto antiche) sono entrato per ammirarne la bellezza. Una volta entrato, la visita di piacere si è trasformata in una nuova ricerca. Ho notato, sopra il portone d'ingresso, una bellissima vetrata che raffigura la Maddalena Penitente. La particolarità di quest’opera è l’incredibile somiglianza con la raffigurazione che si trova nel bassorilievo posto sotto l'altare di Rennes le Château. Un semplice caso? Direi di no per i seguenti motivi:

  1.  La vetrata è stata realizzata sul finire del decennio dell'Ottocento da due artisti di Tolosa (Gabriel e Louis Gesta), nello stesso periodo dei lavori di restauro a Rennes le Chateau.
  2. I due artisti sono di Tolosa, proprio come Giscard, colui che fornì i suoi "servigi" a Saunière con alcune opere nella chiesa di Santa Maria Maddalena.

Se questi elementi non bastassero per comprovare una teoria, potrebbero servire ulteriori coincidenze. La celebre frase di Agatha Christie mai come in quel momento, mi venne in aiuto: "Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova" ed è stato proprio recentemente che, esaminando nuovamente la vetrata di Sant'Eustachio, ma soprattutto la storia della chiesa, che ho notato una terza possibile "prova", se possiamo definirla così.
Ho cercato di fare questo piccolo ragionamento: se ammettiamo la remota possibilità che Saunière fosse giunto a Roma, in primo luogo occorre capire se poteva far realizzare la vetrata per sua scelta indipendente (ma ne dubito) oppure, trovandosi in un paese straniero, abbia dovuto chiedere il permesso al diacono di quella chiesa. Ebbene, il cardinale Luigi Trombetta fu diacono di Sant'Eustachio, anche se brevissimo tempo, fu investito cardinale dalla sua creazione,18 giugno 1899 fino al decesso avvenuto il 17 gennaio del 1900. Una data fin troppo ricorrente. Una fatalità? Possibile che, insieme agli altri indizi sopra elencati, il cardinale sia deceduto in un giorno così importante in tutto l'affare Sauniere? Il 17 gennaio morì non solo la marchesa Marié de Nègre, ma anche Santo Sulpicio.  Altra importante questione, è la presenza nella chiesa, tra le innumerevoli opere d'arte, anche di un dipinto di un parente di Nicolas Poussin, Ètienne de la Vallée-Poussin che, a quanto pare, durante la sua vita fece parte non solo dell'ordine degli Ospitalieri, ma fu anche membro della famosa Accademia dell'Arcadia (fonte wikipedia). Chiamiamola fatalità, eppure il Poussin pare sia stato "implicato" (e dico pare, in quanto oggettivamente non c'è nessuna prova tangibile del suo coinvolgimento) in questo articolato enigma con il suo dipinto "Pastori d'arcadia”. Può, anche il suo parente, celare curiosi indizi nelle sue opere d'arte? In conclusione, premetto di essere sempre nel dubbio con qualunque teoria o "rivelazione" messa su un piatto argenteo, mistero o non mistero, storia alterata o no, secondo me Berengers Saunière avrebbe trovato davvero qualcosa di importante (qualunque essa sia) e ha voluto lasciare tracce non solo a Roma, ma probabilmente anche in altri… Luoghi Misteriosi.

 

"Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose". (René Descartes)

 

 



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