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ENERGIE E "FENOMENI RESIDUALI" NEI SOTTERRANEI DI ROMA


 

Luogo: Catacombe di Roma, sotterranei della Caffarella
Info:
Sotterranei di Roma - centro ricerche speleo archeologiche - http://www.sotterraneidiroma.it/

Questo luogo appartiene al gruppo:
Aldilà

Fantasmi

Luoghi:
Italia sotterranea

Simboli:
Lazio



Sul sito del messaggero si legge: “Una parete di antichi laterizi, con uno stretto pertugio seminascosto. E si sono insospettiti, «per quella conformazione muraria tutta diversa». Si sono infilati in un canale largo appena un metro, hanno strisciato fino a quando non si è spalancata una vasta camera quadrata. A quel punto, le luci sui caschetti dei ricercatori hanno restituito un grande ambiente segnato da una serie di nicchie coronate da archi e sepolture scavate in sequenza perfetta sulle pareti. Ed è così che ieri l’équipe del centro ricerche speleo archeologiche Sotterranei di Roma guidata da Marco Placidi ha rinvenuto un complesso catacombale fino ad oggi del tutto sconosciuto, estraneo alle carte archeologiche, che si sviluppa nelle viscere della Caffarella, ai margini del tracciato della Regina Viarum tra via della Caffarella e via Appia Pignatelli.
La datazione oscilla tra il IV e il V secolo. Le catacombe (ancora si indagano i materiali per decifrare il carattere cristiano o pagano), sono intatte nella struttura architettonica, che conserva in molte parti tracce di intonaco. Ma le tombe appaiono in larga parte profanate. Alcune sepolture rivelano ossa umane ormai scomposte.”
(Fonte:http://www.ilmessaggero.it/)

Il 18 maggio, grazie all’associazione sotterranei di Roma, gruppo speleologico della capitale è stato possibile visitare e studiare il sito ipogeo romano della Caffarella. La nostra presenza in questo luogo non è stata casuale, infatti il sito della Caffarella dimostra avere nel sottosuolo del materiale calcareo. Quest’ultimo e nello specifico le sue qualità, hanno catturato il nostro interesse. Precedentemente abbiamo parlato delle presunte capacità dei materiali calcarei. Questi avrebbero la caratteristica di assorbire energia. Esistono delle remote possibilità che possano essere state registrate le energie delle persone defunte e seppellite all’interno della catacomba?

Abbiamo deciso d’indagare e cercare di testare se la teoria paranormale dei fenomeni residui fosse veritiera. Spesso i minerali e le rocce basiche possono amplificare i campi elettromagnetici, immaginiamo quindi una grande calamita. Già nell’antichità era di dominio pubblico la capacità curativa di particolari corsi d’acqua e la loro efficacia era attribuita alla presenza di minerali o radiazioni acquisite nell’attraversamento del terreno o di alcuni tipi di rocce.

L’elettromagnetismo fornisce la chiave per capire come l’acqua si possa caricare di energia e dare benefici ai vari organi, questo è possibile solo ad alcune frequenze specifiche. Un esempio è la fonte di Lourdes che filtrando attraverso le rocce basiche ha proprietà salutari sull’essere umano. Un fattore importante nella magnetizzazione delle rocce è lo stesso campo magnetico terrestre che come sappiamo influenza qualsiasi cosa si trovi in natura.

Oltre al campo magnetico terrestre sono molte le cause che danno origine a questo processo di magnetizzazione, la forma geometrica della rocce e la struttura delle particelle magnetizzate ha un ruolo importantissimo e inoltre permette agli studiosi di stabilire da quanto tempo il materiale è in grado di trattenere energia. Alcune rocce posso essere magnetizzate per una manciata di secondi fino a diverse ere geologiche, questo fenomeno di trattenere energia avviene grazie ad una magnetizzazione omogenea sul quella zona della roccia che viene chiamata “dominio magnetico”.

Gli studi Austriaci degli anni 90 hanno dimostrato l’esistenza di geopatologie e cioè fattori di rischio creati dall’influsso di questi siti magnetizzati sull’organismo umano. Con questi studi si arrivò a stabilire che la permanenza in certe zone può determinare cambiamenti dello stato ormonale, con conseguenze sull’umore e la salute. Questa ricerca fu basata sull’analisi di molti parametri biologici, eseguendo 7000 esami su circa 1000 persone. L’esito dell’esperimento dimostrò una riduzione di seratonina e alti valori di triptofano. La serotonina è una triptamina, neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale ed ha un ruolo importante nella regolazione dell’umore.

Negli ultimi anni gli scienziati hanno spiegato che i livelli di particolari o minuscole fluttuazioni dei campi elettromagnetici possono leggermente stimolare una parte del nostro cervello che poi, a sua volta, può evocare in alcuni individui una reazione fisiologica o anche un’allucinazione sensoriale. Forti campi elettromagnetici creano un effetto collaterale creato da entrambi gli emisferi del nostro cervello che cercano di lavorare insieme. Semplificando, l’idea è questa: quando l’emisfero destro del cervello cioè la parte associata all’emozione è stimolata in una particolare parte della regione cerebrale l’emisfero sinistro (il lato del linguaggio) è chiamato a dare un senso a questi stimoli, la mente genera un “senso di presenza”.

Gli scienziati ritengono che questa sia la causa di quelle sensazioni che potremmo descrivere come paranormali, quali le apparizioni di fantasmi, luci, e così via. Soggetti sperimentali che sono stati esposti ad una serie specifica di impulsi da TMS (stimolazione magnetica transcranica) dichiarano di aver sentito una presenza invisibile vicino a loro. Molti ricercatori del paranormale non sono a conoscenza di queste informazioni ed interpretano erroneamente gli occasionali campi elettromagnetici “definiti anomali” come la manifestazione di un entità extracorporea. Tenendo presente quanto scritto in precedenza, possiamo giungere alla conclusione che molti fenomeni naturali possono influire sul valore registrato dagli strumenti.

Quasi ogni gruppo di ricerca paranormale utilizza un rilevatore di campi elettromagnetici conosciuto come “K2”, questo strumento è divenuto quasi obbligatorio per la fama ottenuta nelle trasmissioni americane dove è utilizzato esclusivamente per lo studio dei fantasmi. Differentemente dalla fama che lo precede, il k2 è un modello dalle funzionalità imprecise infatti è un rilevatore ad asse singolo. Poiché i campi magnetici sono orientati nello spazio, il sensore dello strumento rileva correttamente il campo magnetico solo se allineato con la fonte. Il rilevatore con un solo asse ha quindi un unico sensore e cambierà lettura a seconda di come questo verrà orientato (a meno che questo non venga puntato nella direzione giusta) rendendo letture ancora più problematiche. Uno strumento con il triplo asse è sicuramente migliore perché il valore del campo elettromagnetico registrato proverrà da tutte le direzioni, in modo tale che anche ruotandolo la lettura complessiva dovrebbe rimanere invariata. In ogni caso è fondamentale non spostare o maneggiare gli strumenti ad asse singolo per tutto il tempo necessario ad acquisire dati in quel determinato spazio. Se lo sposteremo anche di poco, non sarà possibile confrontare le letture effettuare durante quel periodo di tempo e inoltre ogni piccolo movimento può generare improvvisi cambiamenti dei valori registrati e ovviamente non sono da considerate un reale cambiamento fisico del valore magnetico. Inoltre i rilevatori di campi elettromagnetici non possono distinguere le singole frequenze dei campi emessi da più fonti, questi infatti vengono sommati e ciò che rileviamo sarà il valore totale. Avendo la lettura complessiva non sapremo mai i valori singoli e sarà difficile distinguere la fonte di provenienza. L’idea diffusa tra i ricercatori paranormali è che i fantasmi emettano un campo elettromagnetico e che la loro presenza possa essere rilevata tramite alcune attrezzature.

Se così fosse le entità avrebbero la capacità di disturbare il campo geo-magnetico ma non c’è nessuna prova a sostegno di questa teoria. Al contrario, il nostro gruppo nelle ricerche che ha affrontato in luoghi come l’acropoli di Alatri e la Caffarella, ha dimostrato quanto sia difficile determinare quali siano le fonti dei dati rilevati. Anche conoscendo la possibilità di essere in presenza di possibili fonti antropiche o naturali i dati raccolti difficilmente saranno oggettivi. Nei nostri esperimenti abbiamo scoperto come dopo aver lasciato lo strumento acceso ci siano state letture improvvise anche lasciando lo strumento lontano dalle apparecchiature elettroniche. In ogni caso dopo alcuni minuti oppure dopo di verse ore sicuramente registreremo dei valori anomali.

Grazie alle analisi effettuate nell’acropoli di Alatri e nella Caffarella con l’aiuto del team dei Sotterranei di Roma abbiamo scoperto quanto il fenomeno della “magnetizzazione rimanente” sia causa d’interpretazioni errate. Non è stato possibile testare la veridicità delle teorie sui fenomeni residuali ma i dati raccolti ci hanno permesso di smentire molti presunti fenomeni paranormali.

La “magnetizzazione rimanente” è un fenomeno che consiste nel trattenere dei campi magnetici all’interno delle rocce anche in assenza di campo esterno. Se un minerale magnetico subisce a temperatura ambiente l’azione di un forte campo magnetico che poi è ridotto a zero, determinati valori resteranno nel minerale. Questo accade ad ogni materiale magnetico, tuttavia la magnetizzazione rimanente non è in genere stabile ma quando accade il campo magnetico può mantenersi inalterato per tempi lunghissimi. Alcuni fattori possono contribuire alla formazione di questo fenomeno come ad esempio l’esposizione agli agenti ambientali come la temperatura, i fulmini, l’umidità che è un ottimo conduttore e permette alle cariche di disperdersi prima di creare un potenziale elettrico sensibile e in fine con il veloce movimento dell’aria, che dà luogo ad effetti d’attrito simili a quelli riscontrati nell’elettrizzazione per strofinio.

Questi risultati ci hanno permesso di smentire molte di quelle presunte fenomenologie paranormali, quando di paranormale c’è ben poco. Una corretta conoscenza dei fenomeni fisici indubbiamente ci permetterà di distinguere un evento naturale da ciò che è definito sovrannaturale. Sappiamo che la presenza di teorie implica uno studio specifico sulle proprie deduzioni, che devono essere poi convalidate con esperimenti riproducibili, che abbiano sempre la stessa risultante. Per tale motivo non è stato possibile confermare i fenomeni residuali come paranormali e tanto meno smentirli con il materiale raccolto poiché servirebbero delle statistiche molto più ampie. Importante è invece la possibilità di ampliare questo tipo di ricerca e in modo tale da poter confrontare i risultati ottenuti nella speranza di raggiungere statistiche attendibili e scoprire la verità.

 

 



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