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Luogo: Bassiano (LT), Grotta del Crocifisso, Località Selva Oscura

Questo luogo appartiene al gruppo:
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Luoghi:
Lazio


ESADATTILIA NEL SANTUARIO DELLA GROTTA DEL CROCIFISSO. E QUALCHE MISTERO TEMPLARE…


ARTICOLO DI LUCIO MASCETTI


"... vi era un uomo di grande statura che aveva sei dita per ogni mano e sei dita per ogni piede, in tutto ventiquattro; anch’egli discendeva da Rafa” (II Libro di Samuele (21,20).

Chi voglia effettuare una bella e interessante gita “fuori porta” e non si trovi ad eccessiva distanza dalla provincia di Latina, potrebbe recarsi a Bassiano – o, se volete, a Vassiàno, come dicono i simpatici bassianesi! – che qualcuno vorrebbe sia stato fondato addirittura dall’imperatore Caracalla (188 - 217 d.C.) in base ad alcuni documentati legami con l’area del castrum latino di Acquaputrida, appartenente di sicuro al folle Lucius Septimius Bassianus, successivamente noto come Marcus Aurelius Severus Antoninus Pius Augustus, per gli amici – pochissimi in verità… – solo e soltanto Caracalla.


Lo sguardo ben poco rassicurante di Lucius Septimius Bassianus, in seguito appellato soltanto con il nome di Caracalla. A lui sarebbero legate le lontanissime origini del bel borgo di Bassiano, nella provincia di Latina.

Anche a qualche folle imperatore che imperversava all’ombra del Colosseo forse piaceva possedere una sorta di “nome d’arte”, quasi il nom de plume che spesso uno scrittore assume quando pubblica una sua opera.
Così, Marcus Aurelius Severus Antoninus ecc. gradiva essere noto anche come Caracalla, nome che deriverebbe da un tipo di tunica munita di cappuccio, in uso nella Gallia, che egli indossava spesso e che aveva distribuito anche ai suoi soldati.
È quindi sufficientemente provato che il nome del paese derivi da quello dell’imperatore nato a  Lugdunum, nei pressi di Lione, anche se qualcuno lo avvicinerebbe ad un personaggio di tutt’altra statura morale, il pio San Bassiano,   patrono principale di Lodi, Bassano del Grappa, Pizzighettone e San Bassano.
Ma forse tutto ciò – per una curiosa assonanza – appartiene al variegato universo delle leggende agiografiche…
Aggiungerei che altri  hanno ipotizzato che il toponimo di Bassiano potrebbe derivare da Fundus Bassus, una gens romana che in queste zone aveva dei terreni e una villa rustica. Non dimenticando che altri ricercatori lo farebbero risalire direttamente a tale Tito Giulio Bassiano, un possidente di Terracina che nell’area del borgo aveva una villa  e fondi agricoli.


Un suggestivo scorcio del bel paese di Bassiano, a poca distanza dal quale si cela qualche “mistero” legato alla polidattilia in ambito religioso e anche qualche riferimento ai Poveri Cavalieri di Cristo…

Quel che è certo è che intorno al X secolo uno sparuto gruppo di contadini e di pastori, per sfuggire ai continui assalti dei predoni che imperversavano in quella e in altre zone, si rifugia sulla sommità di un colle situato in una valle interna dei Monti Lepini.
Passano gli anni, passano i secoli e nel 1240 papa Gregorio IX – Ugolino dei Conti di Segni, nato nel 1170 e deceduto nel 1241 – nomina Trasmondo Annibaldi signore dei Castelli di Bassiano e Sermoneta come atto di gratitudine per l’aiuto avuto nel difendersi dalle tentate invasioni di Federico II di Svevia.
Dopo poco meno di sessanta anni la proprietà dei castelli passa ai potenti Caetani e, per pochi anni alla fine del XV secolo, anche ai Borgia…
Saltiamo a piè pari altre pur interessanti notizie di carattere storico che conducono all’attuale borgo di poco meno di 1600 anime e rechiamoci a poca distanza dal centro abitato…

"mi ritrovai per una selva oscura…" (Dante, Inferno,I, v.2)

Niente paura cari lettori, non ci avventureremo dalle parti di qualche dantesca Bolgia ma ci recheremo a circa tre chilometri dal paese, nel verde delle montagne, proprio in località Selva Oscura, nel Romitorio conosciuto come Santuario del Crocifisso, nome che deriva da una bella scultura lignea opera del frate Vincenzo Pietrosanti che lì operò nel 1673.


Il frate laico Francesco Maria Pietrosanti, nato a Bassiano nel 1624 e deceduto a Roma  nel 1694 nel convento della basilica di Santa Maria in Aracoeli..


Il suo Crocifisso esposto a Bassiano

Nell’anno del Signore 1292 – anno più, anno meno… – ove oggi sorge il Romitorio un piccolo gruppo di frati francescani si separa dall’Ordine a causa di dispute di carattere teologico sulla povertà del Cristo. Erano nati i cosiddetti Fraticelli, decisi a seguire molto rigorosamente le primitive regole di povertà predicati da San Francesco. Essi ottengono da papa Celestino V – “…colui che fece il gran rifiuto…”– il permesso di costituirsi in gruppo separato e danno vita all’originario nucleo del Romitorio stesso, affrescando le pareti di una grotta ed edificando anche la cosiddetta Cappella delle Palme.
I Fraticelli, osteggiati da più parti anche in seno a Santa Madre Chiesa – in primis da papa Bonifacio VIII – e soprattutto colpiti dalla Inquisizione si dispersero e già dopo i primi anni del XV secolo scomparvero del tutto dalla scena religiosa.
Vuole una tradizione storica che insieme ai Fraticelli spirituali vivessero anche alcuni  Cavalieri Templari i quali – dopo le tragiche vicende subite dal loro Ordine a causa degli attacchi di Filippo il Bello, forse con la tacita connivenza del papa Clemente V – provenivano dalla poco distante Abbazia di Valvisciolo ove – è il caso di ricordarlo – esiste anche il curioso SATOR circolare…


Il SATOR circolare di Valvisciolo che, insieme a quello di Aosta, è un’inconsueta raffigurazione del misterioso, criptico, “messaggio” racchiuso nelle venticinque lettere dell’alfabeto…

Ma ciò che più ci interessa in questa purtroppo rapida visita all’interno della grotta, molto verosimilmente affrescata mirabilmente dai fraticelli, è l’immagine di Cristo benedicente, attorniato da altri santi personaggi – tra i quali San Francesco – in cui è ben visibile soprattutto il piede destro affetto  da esadattilia poiché non è difficile constatare che le dita dei piedi sono sei e non cinque come avviene nella quasi totalità degli esseri umani!


Il Crocifisso dipinto nella grotta di Bassiano


Un ingrandimento del piede destro in cui si vedono chiaramente sei dita

Il dottor Giancarlo Pavat – per inciso, coautore, con il dottor Roberto Volterri, del libro “A spada tratta!”, libro che a breve vedrà la luce presso Enigma Edizioni di Firenze – ha molto spesso trattato il fenomeno dell’esadattilia poiché esso appare ben presente in molte opere d’arte del periodo medievale e rinascimentale. Alcune immagini riportate in questo articolo sono opera sua e sia chi scrive che il dottor Volterri gliene sono estremamente grati.
Pavat fa giustamente notare che dipingere sei dita alle mani o ai piedi di certi personaggi è frutto di una ben deliberata scelta e non di una “distrazione” dell’artista. Probabilmente, egli aggiunge, il numero sei fa riferimento alla numerologia e a valenze di carattere esoterico.
Sei è il numero perfetto di per sé “ afferma Sant’Agostino nella sua opera “De civitate Dei, ci ricorda ancora Pavat aggiungendo “… Ma non perché Dio ha creato il mondo in 6 giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in 6 giorni perché questo è il numero perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei 6 giorni non fosse esistita”.
Quella che egli definisce “esadattilia cristica” è presente ad esempio nel dipinto di Raffaello Sanzio intitolato “La bella giardiniera” oggi conservato a Parigi, al Louvre.


Solo nelle dita dei piedi della Vergine e di San Giovanni Battista bambino – inginocchiato, sulla destra – sono ben visibili sei dita, inequivocabile segno di mistiche, eccelse, virtù…


Un particolare del piede della Madonna con sei dita

Da alcuni critici e storici dell’arte è stato però notato che nel dipinto “La bella giardiniera” soltanto la Vergine Maria e San Giovannino mostrano di avere ai piedi delle dita soprannumerarie, da alcuni ritenute indice di particolari facoltà mistiche (e non solo…) da parte di chi le possiede. Perché?
Forse Gesù, essendo egli stesso figlio di Dio, non avrebbe avuto necessità di una sorta di “sesto senso” poiché già depositario di infinita sapienza? Dispute teologiche a cui è ben difficile dare una razionale risposta. Certamente non in questa sede…


Un altro esempio, tra i tanti, della presenza di sei dita nell’iconografia di carattere religioso.San Sebastiano, raffigurato nella chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco di Acuto (Frosinone)


Un particolare del dipinto in cui è ben visibile il fenomeno dell’esadattilia

Esadattilia, perché?

Abbandoniamo per un momento il tema della polidattilia nel mondo dell’arte e, brevemente, affrontiamolo dal punto di vista medico…
Studi di carattere statistico hanno appurato che negli esseri umani – la polidattilia è presente anche in molte specie animali – la più comune anomalia riscontrata alla nascita è rappresentata dalla presenza di un dito soprannumerario alle mani o ai piedi. La polidattilia, e in particolare l’esadattilia, è una non rilevantissima malformazione che consiste nella crescita di un dito in più nei piedi o nelle mani. Essa sarebbe un fenomeno originato dalla mutazione del patrimonio genetico in grado di dar luogo a malformazioni morfologiche negli individui. Malformazioni che molto spesso sono di carattere spontaneo ma che possono aver origine anche a causa di agenti mutageni di carattere fisico – come le radiazioni nucleari – o chimico-biologico (alcuni virus).
La polidattilia può essere preassiale quando le dita in più nascono dal lato del pollice o dell’alluce.
Può invece essere postassiale quando le dita soprannumerarie spuntano dalla parte del mignolo o del dito più piccolo del piede.
Può infine essere centrale quando le dita nascono dalla parte centrale del piede o delle mani.


Tipico caso di esadattilia postassiale. Di solito questa particolare anomalia può essere chirurgicamente risolta senza eccessive difficoltà

In certi casi la polidattilia appare estremamente complessa poiché coinvolge tutta la struttura anatomica del piede, ad esempio con la presenza di ben tre dita soprannumerarie! E ciò, ovviamente, crea moltissime difficoltà nel caso si intenda risolvere chirurgicamente il problema…


Un caso molto complesso di polidattilia poiché sono  presenti  ben tre dita soprannumerarie!


Ma la polidattilia può colpire anche alcuni quadrupedi, come  mostra questo bel micio con sei dita per ogni zampa!

Torniamo a Bassiano…
Riguardo ai Templari si è scritto tutto e il contrario di tutto…
Ma credo non si possa del tutto escludere che proprio a Bassiano un piccolo gruppo trascorse alcuni anni prima di scomparire del tutto.


Il Sigillum Militum Christi dei Cavalieri Templari

Nel Romitorio della Selva Oscura, lontani dalle vessazioni della Chiesa imperante che li aveva accusati di sodomia, di tradimento, di idolatria e di adorare addirittura il Demonio, da identificarsi forse nel misterioso Baphomet, i Templari contribuirono ad affrescare le mura della grotta con immagini che ancor oggi ci parlano di loro, dei loro ideali, del loro complesso cammino iniziatico che un cavaliere doveva seguire per essere giudicato degno di essere al servizio del Signore, del Cristo,  e di combattere in suo nome.
L’autore di queste note ha con estremo piacere descritto il Romitorio e la Grotta della Selva Oscura perché la sua famiglia è originaria proprio di Bassiano e in questo caratteristico paese ha trascorso alcuni anni della propria fanciullezza quando ancora non conosceva le vicende dei Cavalieri del Tempio e le stranezze della esadattilia con cui Madre Natura a volte si sbizzarrisce!

 



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