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INTERVISTA A MARCO COLUMBRO

A cura di Simone Leoni

“Dischi volanti? La gente ha indiscutibilmente visto qualcosa. (Albert Einstein) Quante volte è successo che scrutando il cielo, ci siamo domandati se siamo davvero soli nell’universo? E quante volte abbiamo sentito il desiderio una volta tanto nella vita, di assistere a qualcosa che va al di là della nostra umana comprensione? Il fenomeno Ufo e Alieni è un argomento molto discusso in questi ultimi tempi, e questo lo dobbiamo ad una serie di testimonianze e file desecretati, ma cosa ci spinge a cercare prove di vita extraterrestre? Mera curiosissimo, o (azzardatamente parlando) imporre la nostra supremazia a queste presunte forme di vita? In questa nuova intervista, avremo modo di conoscere il parere, su questo tema, di un noto volto della Televisione Italiana che non ha bisogno di presentazioni: Marco Columbro. Buona lettura.

 

Simone Leoni: Signor Columbro intanto la ringrazio a nome mio e del sito luoghi misteriosi per aver accettato questa intervista. Sappiamo che lei si interessa da anni di una tematica particolare: ufo e alieni. Come nasce questo suo interesse?


Marco Columbro: Io da oltre quarant’anni mi occupo di ricerca spirituale e quindi è inevitabile che interessandomi di tale argomento ci si imbatta anche su ciò che riguardano le nostre origini, al di la del credo religioso, io non sono fedele di nessuna religione, a me interessa solo trovare la verità, non mi interessano i dogmi, io seguo questo pensiero: “Chi crede non conosce, chi conosce non ha bisogno di credere”. Il mio interesse per i Fratelli dello Spazio è arrivato quasi naturalmente, e attraverso anche le conoscenze con vari contattati e giornalisti quali Pino Morelli, giornalista, saggista, direttore responsabile della rivista XTimes.

  

Simone Leoni: Ha mai avuto occasione di vedere un ufo? Perché crede alla loro esistenza?


Marco Columbro:
Come ho detto pocanzi la parola credere non esiste nel mio vocabolario, quindi parto dall’idea che non è necessario credere, ma conoscere. Ho avuto la possibilità nel 1999 di andare negli Stati Uniti ad assistere ad una conferenza di una contattista americana, in contato dall’età di nove anni con i fratelli Pleiadiani. All’uscita della conferenza, eravamo 150, 200 persone, ad un certo punto erano le 9/10 di sera, nel rettangolo di cielo visibile, alzo gli occhi al cielo e vedo una sfera di luce lattiginosa, sembrava veramente fatta di latte, non di luce, arrivare al centro del rettangolo, poi ne arriva un'altra, e un'altra ancora, si mettono a triangolo equilatero e ruotano per qualche secondo, io avevo chiesto ad Hana, di autografarmi il sul suo libro, le dico: Hana guarda. E lei senza alzare gli occhi al cielo dice: “si sono i fratelli che ci stanno salutando”. E poi ad uno ad uno sono spariti. Questo è stato un evento straordinario che abbiamo visto in 200 persone, io non avevo purtroppo la telecamera a disposizione per poter riprendere la scena, però è stata un’esperienza indubbiamente interessante.



Simone Leoni: Molti aspetti di questi avvistamenti devono ancora trovare delle risposte, ossia, perché ci visitano? Cosa vogliono? E soprattutto perché secondo lei, ancora non si palesano in modo definitivo? Cosa aspettano?

 

Marco Columbro: I contattati ci dicono che siamo visitati, o meglio osservati e siamo anche stati geneticamente manipolati più volte nel corso dei secoli. Basta leggere la Bibbia, se la si legge come dice Mauro Biglino, facendo finta che…, cioè letteralmente senza le invenzioni teologiche fuorvianti, si capisce bene che quelli che vengono chiamati Elohim, e nella Bibbia ce ne sono ben 22, non c’è solo Yahweh (considerato il nostro Dio biblico), non sono altro che fratelli dello spazio molto più evoluti tecnologicamente, che al popolo di allora apparivano come déi. Basta leggere i libri di Mauro Biglino per avere una comprensione chiara di quello che è scritto nella Bibbia. Loro ci visitano, ci osservano, ma esiste una legge cosmica che impedisce ad un popolo più evoluto di interferire nell’evoluzione di un altro popolo meno evoluto. Loro non possono risolvere i nostri problemi anche se potrebbero farlo facilmente e velocemente, poiché devono attenersi a tale legge, in quanto ogni popolo del cosmo deve imparare dai propri errori, perché altrimenti non esisterebbe una autentica evoluzione. Essi ci osservano per impedire un'auto distruzione nostra e del pianeta, attraverso l’utilizzo di armi nucleari, è questa la loro vera preoccupazione, Contattano persone comuni, ma anche Capi di Stato e politici per cercare di fermare la corsa agli armamenti nucleari e diffondere la loro filosofia di pace e fratellanza. Se dovesse ripetersi una triste vicenda come quella di Hiroshima e Nagasaki hanno detto ai contattati che interverranno in massa per impedirlo. Quindi la loro è una sorta di assistenza e ci forniscono degli insegnamenti di alto valore spirituale. Non si palesano completamente perché ancora non c’è da parte dell’umanità una completa fiducia nei loro confronti, non abbiamo ancora raggiunto quel livello spirituale necessario affinché ci si possa incontrare, anche se ci stiamo avvicinando sempre di più.

 

Simone Leoni: Lei ovviamente è uno studioso e ricercatore, e la sua opinione per noi è importante. Secondo lei, esiste la possibilità che vi siano lì fuori, anche razze di alieni meno pacifiche?

 

Marco Columbro: Beh certo, questo è stato detto più volte. Nell’universo che noi a mala pena conosciamo, perché le nostre conoscenze sono davvero limitate, per non parlare della fisica quantistica secondo cui esistono N universi che convivono l’uno accanto all’altro, stiamo quindi parlando di cose che la nostra mente riesce a mala pena a comprendere. Ebbene i contattati ci hanno detto più volte che esistono anche razze aliene, che non sono in grado di distinguere il bene dal male, motivo per cui possono essere pericolose nei confronti di altre popolazioni galattiche. Ecco perché, ci dicono ancora i contattati, è stata creata una Confederazione Galattica, formata da vari popoli galattici che sono a protezione del nostro Sistema Solare.

 

 

Simone Leoni: Perché siamo ossessionati dalla ricerca della vita al di fuori del nostro sistema solare? C’è un motivo?


Marco Columbro:
Perché fa parte del nostro DNA, noi siamo esseri extraterrestri, in un certo senso, nel nostro DNA portiamo la genetica di coloro che ci hanno creato, gli Annunaki, che ci hanno costruito e manipolato geneticamente. Nel nostro inconscio profondo portiamo questo sentimento di appartenenza al cosmo, magari non c’è ne rendiamo conto a livello conscio, ma in noi persiste il desiderio di ricongiungerci con i nostri genitori galattici. E poi se uno ha la mente e il cuore aperti e non si lascia condizionare da assurde credenze, è evidente che nella nostra galassia, essendoci centinaia di miliardi di soli e molti pianeti simili alla Terra, che ruotano attorno a questi soli, ci sia la vita, una vita intelligente. Non è irragionevole pensarlo, come lo fanno molti scienziati, dunque credere che siamo gli unici abitanti è come dire che in Europa ci vive una sola famiglia, un pensiero assurdo. Possibilie che sia stato creato un universo immenso, per poi far nascere la vita in un solo pianetino nel sud della nostra galassia? A parer mio è assurdo e stupido pensare una cosa del genere.

 

 

Simone Leoni: Negli ultimi anni sembra che il tema ufo e alieni abbia preso una strada diversa. Se prima c’era troppo “oscurantismo” sul tema, ora sembrano esserci molte più informazioni e molte più testimonianze, sia grazie i file desecretati dai governi sia da ex militari e agenti segreti. Cosa potrà mai significare secondo lei? Possibile che ci stiamo preparando gradualmente ad una grande rivelazione?


Marco Columbro: Basta vedere cosa è successo in questi ultimi anni nella Chiesa vaticana. Ad esempio Padre Guy Consolmagno, ha scritto con Paul Muller, un libro, non sulla metafisica dell’incarnazione di Cristo, no, ma più prosaicamente un libro dal titolo, “Battezzeresti un extraterrestre”, e lo ha presentato, nel settembre 2014 nientemeno che al simposio della NASA a Washington D.C..
Nel 2014  è stata riportata dai media italiani questa curiosa affermazione del capo supremo della Chiesa Cattolica, Papa Francesco avrebbe detto: “Se domanidice Bergoglio giungesse qui una spedizione di marziani, e alcuni di loro venissero da noi(…) Marziani, no? Verdi, con quel naso lungo e le orecchie grandi, come vengono dipinti dai bambini. “E uno dicesse: ‘Voglio il Battesimo!’. Cosa accadrebbe?” E poi ha continuato:Noi non siamo salvatori di nessuno, siamo trasmettitori di un “alieno” che ci salvò tutti e questo possiamo trasmetterlo soltanto se assumiamo nella nostra vita, nella nostra carne e nella nostra storia la vita di questo “alieno” che si chiama Gesù. (Da il Fatto Quotidiano, Blog di Vladimiro Bibolotti, del 27-12-2014).
Che io ricordi nessun Papa, ha mai parlato di Gesù,  in termini di alieno, la cosa lascia da pensare non credete?
Resta  il fatto, che d’un tratto tutto questo interesse, e questo amore per l’alieno, da parte dei vertici vaticani, puzza lontano un miglio. Penso proprio che se c’erano dei dubbi “su un primo fatidico contatto”, di cui si va  parlando da anni, beh, con tutto questo vociare all’alieno, anche dagli scranni più alti del potere vaticano, questo dubbio pare andare sempre più scemando, alla buona faccia di coloro che fino ad oggi alla parola alieno ridevano di gusto.
D’altra parte oramai le evidenze sono talmente tante, evidenze scientifiche e comprovate che ad un certo punto non ci resta che ammettere: “d’accordo, esiste questa realtà e dobbiamo prenderne atto, e penso che prima o poi ci sarà una rivelazione comune da parte dei capi di stato ai cittadini”.

 

 

Simone Leoni: Per quanto riguarda l’area 51 che ne pensa a riguardo? Secondo Edward Snowden, in un intervista di due anni fa sul sito dell’agi dichiara che nell’area 51 non ci sono ne alieni ne ufo, ma addirittura asserisce che non si hanno prove di un contatto diretto tra questi esseri e i servizi segreti americani. Lei che ne pensa?


Marco Columbro:
Esistono negli Stati Uniti personaggi che hanno il compito di creare a bella posta delle notizie che creino confusione su certe vertà, che destabilizzino l’opinione pubblica. Le dichiarazioni di Snowden non mi meravigliano affato, oramai da decenni si parla dell’area 51 come base segreta per esperimenti di retro ingegneria fatta con tecnologia aliena, e diversi personaggi tra cui il Colonello Corso hanno affermato che lì ci sono stati (non so oggi) corpi di alieni, extraterrestri vivi e anche aeromobili di origine aliena. Non è un luogo visitabile così d'emblée, come andare al bar, è un area molto protetta, una tra le varie degli Stati Uniti ed è interdetta persino al Presidente degli Stati Uniti. D’altra parte negli ultimi 100 anni, è avvenuta una tale evoluzione tecnologica che non c’è stata in duemila anni di storia umana. Questo fa pensare che l’uomo abbia avuto qualche aiutino da qualcuno che sta più in “Alto”!

 

Simone Leoni: Di diverso parere è la nipote del 34mo presidente degli Stati Uniti, Laura Eisenhower. Quindi? A chi dar credito tra le due versioni? Da una parte abbiamo un grande genio informatico che ha svelato alcuni segreti dell‘America, dall’altra la nipote di uno degli uomini più potenti della Terra.


Marco Columbro:
Era il 16 marzo 1957, quando Valiant Thor (il nome dell’alieno venusiano) sbarcó ad Alexandria (Virginia) assieme ad altri tre membri d’equipaggio per incontrare il Presidente Eisenhower, discutere con lui dei problemi del mondo, e per offrire spunti e consigli su come affrontarli ed eliminarli. Avvertì il Presidente Eisenhower che il mondo era in una situazione di precarietà, e se avesse continuato di quel passo ci sarebbe stato uno squilibrio economico troppo grande in ogni angolo del pianeta, ma la loro preoccupazione maggiore riguardava le armi nucleari. Disse al presidente che era indispensabile un disarmo mondiale totale per la salvaguardia del genere umano e del pianeta stesso, chiese agli gli Stati Uniti di fare il primo passo, il Presidente Eisenhower pregò Thor di attendere alcuni giorni per confrontarsi con i membri del Congresso, ma purtroppo poi la risposta fu negativa. Thor se ne tornò sul suo pianeta deluso e amareggiato. Questo ci hanno raccontato vari funzionari all’epoca e la stessa nipote del Presidente.

 

Simone Leoni: Secondo lei, cosa c’è di vero e di falso in tutto quello che sentiamo sugli alieni?


Marco Columbro:
E’ necessario informarsi dai personaggi attendibili, e non pensare alle storie di certi film o dell’uomo della strada che si improvvisa giudizi senza fondamento alcuno. È chiaro che ogni argomento deve essere vagliato e deve essere soprattutto convalidato da personaggi che da anni si occupano di questo argomento in modo serio, profondo e scientifico, altrimenti è facile cadere nel ridicolo.

 

Simone Leoni: C’è un luogo in particolare in Italia dove i loro avvistamenti sono più frequenti?


Marco Columbro:
All’inizio della Val di Susa, nelle Alpi Graie, si trova il monte più vicino alla città di Torino, il Monte Musiné. E’ celebre per numerose leggende e strane storie. Molte di queste riguardano avvistamenti UFO e strani fenomeni paranormali che alcuni collegano agli alieni. Il più famoso degli episodi legati alla credenza che esseri extraterrestri siano arrivati sul Monte Musiné risale all’8 Dicembre del 1978. Basti pensare al caso "Amicizia" di cui pochi italiani sono a conoscenza, un fatto raccontato in prima persona dai protagonisti che vissero a stretto contatto con esseri extraterrestri. Il caso Amicizia è la denominazione con cui vengono attualmente indicati una serie di incontri ravvicinati del terzo tipo, avvenuti in Italia, nella zona attorno a Pescara, sulla costa adriatica dell'Abruzzo, iniziando nell'anno 1956 fino a circa il 1978. Questi incontri sarebbero andati molto al di là del semplice avvistamento, dello scambio d'informazioni, esortazioni e messaggi, fino a sfociare nello scambio di beni, alcuni espressamente richiesti dagli stessi esseri extraterrestri "W56" (come frutta e il minerale cesio). C’è un libro che tratta di questo argomento, Contattismi di massa 1 gennaio 2009 di Stefano Breccia (Autore) che ha vissuto in prima persona le vicende narrate.

 

Simone Leoni: La teoria secondo la quale gli alieni sono in mezzo a noi, la reputa attendibile? Cioè sembra una cosa da Hollywood…


Marco Columbro:
No, io non la reputo una cosa da Hollywood, c’è un personaggio di grande credibilità che lotta assiduamente da anni affinché i governi svelino la verità sulla vita extraterrestre. Si tratta di Paul Hellyer ex ministro della difesa e dei trasporti del Canada, l’ha affermato diverse volte che fra noi ci sono i Fratelli dello Spazio che hanno deciso di convivere con noi terrestri per aiutarci nella nostra evoluzione.

 

Simone Leoni: Se ci donassero la loro conoscenza, pensa che l’uomo oggi potrebbe attingere per far del bene oppure no?


Marco Columbro:
Diciamo che sempre per la famosa legge cosmica di cui parlavo all’inizio dell’intervista, essi non possono fornire nozioni che non potremmo comprendere o controllare, è necessario sviluppare prima una profonda visione spirituale della vita, annullare la nostra violenza e arroganza che ci fa sentire padroni del nostro pianeta e del cosmo intero. Anche l’energia nucleare in fondo non è né negativa né positiva, dipende dall’uso che se ne fa e del potere di controllo che abbiamo su di essa, quindi la loro conoscenza ci verrà donata quando saremo pronti per accoglierla in modo appropriato e non da guerrafondai quali siamo adesso, insomma c’è ancora molta strada da fare.

 

Simone Leoni: Molte persone affermano di essere state rapite da questi esseri e che siano stati sottoposti a pratiche chirurgiche. Se fosse tutto vero, secondo lei, qual è lo scopo ultimo?


Marco Columbro:
Mah, ci sono varie teorie, alcuni dicono che in realtà questi rapimenti non verrebbero compiuti dai nostri Fratelli galattici ma sarebbero opera del governo stesso che vuole incutere nella popolazione il terrore negli extraterrestri. Un’altra teoria dice che in realtà a rapire gli umani sarebbero i Grigi che starebbero morendo e quindi avrebbero bisogno di avere una parte del nostro DNA per ristrutturare la loro civiltà. Io francamente non sono molto addentro a questo argomento, anche perché non è che mi interessi gran che, inoltre i Fratelli ci ripetono che loro non rapiscono nessuno per alcuno scopo.

 

Simone Leoni: Signor Columbro, la ringrazio infinite per averci dedicato il suo tempo per questa intervista. Vuole aggiungere qualcosa ai nostri lettori?


Marco Columbro:
Grazie a te Simone. Direi che l’unica cosa che vorrei aggiungere è che la conoscenza avviene nel momento in cui noi pensiamo come i bambini, con il cuore e la mente aperta, senza lasciarci condizionare dal potere nè della Chiesa, nè da quello laico. Dobbiamo riappropriarci della nostra libertà di pensiero senza paraocchi. La verità come afferma il Maestro Gesù, ci rende liberi, quindi è importante avere una mente aperta e non chiuderci in concezioni dogmatico-fideistiche.

 

 



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