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Luogo: Il Museo delle torture è a cura dell’Associazione “Napoli Storia e Cultura“ - Vico Santa Luciella ai Librai 18/B - 80138 Napoli

email info@museodelletorture.it
Tel. +39 081 5523756 cellulare +39 336749090

http://www.museodelletorture.it/

Questo luogo appartiene al gruppo:
Storie straordinarie
Torture

Luoghi:
Musei

Regione:
Campania


UN MUSEO DELLE TORTURE CONTRO L'INQUISIZIONE

La più bella e unica collezione di torture del Sud Italia al tempo dell’Inquisizione.

“Un museo che illustra quanto la fantasia umana non abbia avuto limiti nella ricerca di mezzi atti ad infliggere le più abominevoli torture, dimenticando ogni forma di umano rispetto”.

Napoli da viviere

Il museo

In questo museo è possibile trovare una raccolta di particolarissimi cimeli, fra gogne, cinture di contenzione e maschere d'infamia, oltre alle figure spettrali e alle scene di martiri che riportano indietro nel tempo.

La collezione comprende pezzi rari risalenti al XVI – XVII – XVIII secolo ma anche ricostruzioni filologiche del tardo Ottocento e inizi Novecento, di strumenti originali, antichi ed introvabili, alcuni molto conosciuti, altri meno noti e sofisticati, che dimostrano attraverso ricostruzioni, pannelli e didascalie, quanto la fantasia umana non aveva limiti nella ricerca di mezzi atti ad infliggere le più abominevoli torture, dimenticando ogni forma di rispetto per il genere umano.

Il Museo delle torture di Napoli è gestito dall’Associazione “Napoli Storia e Cultura“ e rappresenta uno dei musei più originali a Napoli con il principale scopo, oltre a quello di esporre una collezione unica di strumenti di tortura, di mostrare il coraggio con cui la città di Napoli si oppose all’insediamento dell’inquisizione.


E' l’unica realtà di un museo di questo genere presente nel Sud Italia. L’idea di concentrare in un unico luogo questa inedita raccolta è di Paolo Lupo che, spinto dal grande interesse per la storia di Napoli, nonché dall’amore per la sua città, e per una passione per oggetti sconosciuti legati alle torture, ha raccolto ben 60 oggetti in costante crescita collezionistica, come il museo.

Napoli è stata una delle poche città, in cui l’inquisizione non ha mai attecchito fino in fondo. E’ questo un argomento che da subito è stato a cuore al direttore del Museo.


Questo luogo infatti, vuole stupire senza far inorridire: la sua finalità principale è quella di illustrare uno dei periodi più bui della storia per stimolare una riflessione costruttiva.

Ma la storia di Napoli, che si è opposta, appunto, per ben due volte all’insediamento del tribunale dell’Inquisizione, vuole ricordare l’esempio di un popolo che si è fatto valere per la sua libertà!


Napoli, città ribelle all'Inquisizione Spagnola

Questo museo nasce il 20 febbraio 2016 dopo una lunga ricerca degli spazi più adeguati, fino alla sede attuale, vicina alla celebre San Gregorio Armeno, con il preciso scopo non soltanto di mostrare una collezione unica di strumenti di tortura, ma anche di colmare una lacuna culturale: Napoli fu la città che rifiuto l'insediamento dell'Inquisizione al Modo Spagnolo, quello più cruento ed efferato e che si sollevò e impedì il radicamento del Santo Uffizio.

Mentre l'Europa e l'Italia erano insanguinate dalla caccia alle streghe e ai loro complici, Napoli città vicereale e quindi sotto il diretto controllo della Spagna, è riuscita ad evitare che le atrocità si compissero sul suo suolo: un particolare patto tra i nobili e il popolo, è riuscito a far emergere la forza necessaria alla ribellione che ha messo la città in grado, durante sanguinose sollevazioni, di rifiutare i brutali metodi dell'Inquisizione. E' una storia che merita di essere narrata e che fa di Napoli una città unica.


L'Inquisizione per la sua efferatezza non era chiaramente accettata da tutte le città, seppur imposta, alcune autorità locali la accolsero alle coloro condizioni. Ad esempio Venezia e Lucca costituirono dei "Savi all'eresia" e l'"Offizio sopra la religione" con cui potevano avere un maggiore controllo su questa sconsiderata pratica ecclesiastica. Ma fu il Regno di Napoli ad opporsi con maggior veemenza nonostante fosse governato dal vicerè spagnolo. Ci furono nel 1509 e nel 1547 delle vere e proprie ribellioni cittadine contro il Sant'Uffizio, che ne fu intimorito al punto da dover patteggiare eleggendo un "commissario" che doveva inviare a Roma le denunce tramite vicari dell'arcivescovo. Insomma sul territorio non erano presenti inquisitori ma vescovi napoletani che ne facevano un po' le veci.


Purtroppo però nel tempo questi stessi commissari locali cercarono di prendere potere combattendo eresie e teorie cartesiane, ma il popolo napoletano, molto attento, sedava per tempo la presa di posizione del Sant'Uffizio qualora diventasse pericoloso.

Questo museo raccoglie insomma quelle torture che si sono "salvate" in una città in cui il popolo ha sempre fatto da re e padrone. Una città di tutti e non di uno solo. Una città che è sempre stata libera.

 

 



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