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ANOMALIE SATELLITARI

PREISTORIA
Luogo: OSSERVATORI ASTRONOMICI

 
COMANO (MS) - CAMPORAGHENA
IL PRIMITIVO OSSERVATORIO SOLARE DI CAMPORAGHENA

di Rino Barbieri - barbieri.rino@virgilio.it
http//xoomer.virgilio.it/barbierino

I capitoli di questa scheda sono:
Una strana figura dall'alto
Lo studio satellitare
La ricerca sul posto

Una strana figura dall'alto
Ho iniziato ad utilizzare da poco Google Earth, visualizzando in primis il mio paese ove vivo, Fivizzano ed ancora, il paese dove sono nato, Agnino senza tralasciare altri luoghi della terra. Dopo essermi recato virtualmente sopra Luni (in Lunigiana – Toscana settentrionale) con la speranza di vedere qualche traccia nascosta di case o edifici, ritornai in Lunigiana sopra due paesini del comune di Comano di cui ho approfondita conoscenza, Torsana e la vicina Camporaghena.
Poi salii con il cursore lungo la costa che scende dal versante sud dell'Appennino Tosco Emiliano lungo la direttrice che porta all'Alpe di Succiso che ho scalato da giovane. Continuai dunque lungo la costa detta di Giannandrea, lungo il versante prativo, quando ad un certo momento scorsi incuriosito un’anomala forma geometrica.
A metà costa c'è un cerchio con al centro un punto.
(COORDINATE GEOGRAFICHE: 44.1.42 – 10.10.29 EST)

Osservai attentamente, il computer mi segnalava un'altezza di metri 200, e il cerchio mi sembrava fatto di massi, con la presenza esterna di altri massi ed in particolare di tre sassi che vedo allineati. La cosa mi destò una forte curiosità perché non mi sembravano resti di capanne, ma anzi dalla forma mi sembrava senza ombra di dubbio un “orologio” primitivo. Tutti ormai sono a conoscenza del fatto che le popolazioni preistoriche osservavano il cielo tramite dei punti molto precisi e matematicamente selezionati da cui calcolavano gli equinozi (20 marzo e 22 settembre) ed i solstizi (21 giugno e 21 dicembre) e così potevano calcolare le stagioni e fondamentalmente il tempo che passava: gli anni , i mesi ecc. oltre che i comportamenti degli astri stessi.


Circolo di sassi a Camporaghena

Lo studio satellitare
Continuai la ricerca in maniera più approfondita calcolando le varie misure della “figura”. Il cerchio che ha il masso al centro ha una diagonale di circa 12/14 metri. La distanza che va dal masso sulla circonferenza (Che chiamiamo B) a quel grosso masso posto a Nord Est (Che Chiamiamo A) risulta di circa 17 metri. La distanza sempre dal sasso sulla circonferenza B al sasso posto a Nord Ovest (Che chiamiamo C) è 28 metri.
La distanza fra i due sassi esterni al cerchio cioè la distanza fra C ed A è 35 metri.
Unendo i tre punti A B e C, risulta un triangolo retto alla cui base è perfettamente iscritto il cerchio composto di sassi. Inoltre la linea che congiunge i punti C e B passa perfettamente dal masso centrale.

La linea tracciata fra gli altri quattro sassi esterni al cerchio ed il sasso centrale del cerchio stesso sembra che sia orientata ad ovest verso il tramonto del Sole. Mi sorse spontanea la considerazione: non è che i quattro sassi corrispondevano alle diverse posizioni del Sole nei suoi 4 tempi dell'anno?
Possiamo quasi affermare che SIAMO DI FRONTE AD UNA INTERESSANTE SCOPERTA ARCHEOLOGICA: UN OSSERVATORIO SOLARE DI POPOLAZIONI PRIMITIVE.

La ricerca sul posto
Il giorno dopo avvisai il mio amico Roberto Oligeri, che redige articoli su vari quotidiani, e lo invitai a venire con me a Camporaghena Domenica 15 Marzo 2009 per verificare la mia tesi. Andai a vedere dalla strada della Caverdana che la costa fosse libera dalla neve e così chiedendo a un comanese scoprì che quel punto della costa viene chiamato “ Alla Rocca” perchè i vecchi del paese dicono che vi era un castello!
Ma anche dopo questa informazione la mia tesi rimane la stessa di prima.
Redigo la presente nota a memoria la sera del 12 Marzo 2009.


Cuneo nella roccia a Caporaghena

La mattina del 13 Marzo 2009 sono a Camporaghena con il mio amico Roberto Oligeri, giornalista appassionato di archeologia della Lunigiana e che redige articoli su vari quotidiani. Lasciamo l'auto al vecchio cimitero sconvolto da un sistema franoso. Ci avviamo a piedi lungo un largo sentiero che porta ai coltivi recintati sopra il paese.
Dopo che lasciamo le ultime pianelle, un tempo coltivate, proseguiamo sul crinale per circa 40 minuti. Il primo segno umano è un muro perpendicolare al pendio. Dopo intravediamo il sito in alto.
Sembrano mura di una capanna recintata, solo che al centro vi è un grosso masso naturale, così come un grosso masso insiste sul muro del circolo. Fuori a circa 15 metri dal cerchio c'è una ulteriore pietra naturale e da quel punto di osservazione si vedono le tre pietre allineate. Con la bussola scopriamo che l'allineamento è orientato ad Est verso il vallone della Nuda: là dove sorge il Sole.
Al di fuori del cerchio ci sono poi altri 3 o 4 massi che guardano verso il tramonto. Su uno di questi si notano 2 incavi di uguali dimensioni (forse la base di una palificazione?)
Osservando poi il sito troviamo attaccata al recinto una piccola tana fatta di sassi e una grossa pietra di copertura che che battezzo "la Cuccia del cane", che poi a ripensarci  ritengo possa essere una nicchia per le offerte votive al "Dio Sole" cioè un tabernacolo primitivo.


Tabernacolo a Camporaghena

Trovo un sasso scavato ma rotto a metà che sembra una tinozza o coppella. Un altro sasso dalle forme perfette e squadrate che sembra tagliato con il filo elicoidale. Vicino al recinto tondo che di fatto sorge in pendenza c' è un ulteriore recinto fatto ad U e un altro recinto rettangolare di parecchie decine di metri di lunghezza che sembra un recinto per animali. I sassi sono abbastanza grossi e accatastati senza malta così come il recinto circolare.


masso centrale

Dal sito la vista spazia a Nord- Est sul vallone della Nuda, a Sud- est sulle
Apuane con il suo monte Sagro, a Sud si vedono le propaggini del Monte Caprione sopra Bocca di Magra.

La certezza  assoluta della bontà della mia intuizione che si tratta di un OSSERVATORIO SOLARE l'ho avuta quando mi sono accorto che nel masso centrale al circolo di sassi  vi sono incise due losanghe (rombi schiacciati) che dalle epoche più remote sono i simboli della vulva della Terra che deve ricevere dal Sole il suo potere fecondante. Motivo a losanga=fecondità

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INFO UTILI
• Per info dettagliate sulla posizione del sito contattare Rino Barbieri
Cell 3281111287
Email: barbieri.rino@virgilio.it

(c) articolo e fotografie di Rino Barbieri
(c) fotografie satellitari Google Earth