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ROCCA DELLA VERRUCA (PI)
LE CAMERE SOTTERRANEE, IL PASSAGGIO SEGRETO E IL TESORO NASCOSTO


articolo di Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it
fotografie ed esplorazione di Mirko Urso e Gianluca Cinquilli - mirkovic7@virgilio.it

I capitoli di questa scheda sono:
Una rocca inespugnabile
Un castello in pietra verrucana
Le camere sotterranee, il passaggio segreto e il tesoro nascosto
Le macchine volanti di Leonardo da Vinci
Un castello in rovina

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Una rocca inespugnabile
Un primo insediamento è qui documentato nel 780, dato che questa collina dava la possibilità di monitorare una vasta area che comprendeva buona parte del fiume Arno e del territorio circostante. Il castello della Verruca fu edificato nel XII secolo e fu possedimento pisano per molto tempo, costituendo un'autentica roccaforte inespugnabile fino al 1402 quando Pisa fu passata in mano ai fiorentini che distrussero la Rocca che dovettero riconquistarla nel 1503 in seguito ad un’insurrezione di Pisa che coinvolse ancora la rocca che fu distrutta nuovamente.

In seguito a questo tragico episodio non fu abbandonato, ma ristrutturato sei anni più tardi nel 1509 da Antonio da Sangallo e da Luca del Caprina, anche se ormai aveva perso la sua importanza che lo vedeva come baluardo nella perenne guerra di Pisa contro Firenze.

Questo luogo era il centro di un complesso sistema di difesa sparso sul territorio circostante costituito da altre rocche e torri che comunicavano tra loro con lenzuola, funi, stendardi e fiocchi interlocuendo con un codice segreto che solo in pochi conoscevano.

Tali segnali venivano trasmessi da questa Rocca alla Torre dello Spuntone, al castello di Asciano, al castello di Agnano e al castello di San Giuliano. Ad oggi la Rocca è purtroppo in stato di abbandono perchè circondata e ricoperta dalla vegetazione che ne mina giorno dopo giorno l'antica solidità.

Dal novembre 2009 se ne prende cura la Compagnia di Calci, un’associazione che si occupa del mantenimento della rocca affinché si preservi il più a lungo possibile.

Un castello in pietra verrucana

Il castello si chiama “della verruca” per via del Monte Verruca così denominato per la forma che ricorda proprio una verruca. La stessa roccia con cui è costruito si chiama pietra verrucana.
Il complesso è in pietra e laterizi, ben visibile in cima ad una collina, a 537 metri sulla roccia viva. Ha pianta pentagonale con solo quattro lati fortificati. Si accede da un’unica entrata dopo aver percorso una ripida scalinata nella roccia. Alcune parti risultano crollate, ma altre sono ancora ben salde.

L’architettura risulta in più punti di stili e materiali diversi a causa di vari restauri effettuati in varie epoche. Ha alcune torri cilindriche di Luca del Caprina e all’estrema sinistra si apre il portone. Il bastione nord-ovest è di Antonio da Sangallo, mentre una pianta poligonale esce dal lato ovest. La vegetazione che la circonda e che ha preso possesso di ogni sua parte trasmette quell’aspetto affascinante di “tempio sepolto nei boschi” anche se le piante di certo non aiutano la conservazione.

All'interno del castello si trovava un’epigrafe con la prima traccia di vogare italiano e recita “DODICI DI G(I)UGNO MCIII”. Essa è oggi conservata a Pisa nel Museo di San Matteo.

Le camere sotterranee, il passaggio segreto e il tesoro nascosto

In essa sono tuttora presenti diverse stanze sotterranee raggiungibili percorrendo alcuni scalini ed aperture nel terreno. Vi sono i resti di un’antica cisterna costruita con due distinte tipologie di pietra, quella “verrucana” ed una differente pietra proveniente dalla “buca delle Fate", una cava da cui si estraeva materiale per la costruzione degli edifici dei dintorni.

Una curiosità, il mastio è stato smantellato in epoca in cui la polvere da sparo faceva da protagonista nelle battaglie, perché poteva rivelarsi un’arma a doppio taglio; se da una parte era possibile il ricovero interno, dall'altro vi si poteva restare intrappolati nel caso fosse crollato a causa dei cannoni.

Nei pressi del bastione Nord-Ovest è presente un’ampia stanza dove un tempo vi era un passaggio segreto che portava all’esterno del castello in caso di fuga d’emergenza. Secondo una leggenda, non verificata, questo stesso passaggio avrebbe portato addirittura ad un sorprendente tunnel che collegava Pisa con la Rocca.

Questa galleria rimane solo una leggenda perché un lavoro ciclopico di tal guisa sarebbe quantomeno rimasto nella storia come grande opera ingegneristica, fatto di cui non si ha notizia, perchè il collegamento sarebbe di ben dieci chilometri! Sarebbe unico al mondo e decisamente impossibile... anche se non amiamo utilizzare questa parola... di stanze sotterranee ce ne sarebbero innumerevoli e non tutte esplorate.

Riporto per intero la leggenda del passaggio segreto e del tesoro nascosto, conservata nel santuario di Sant'Agostino a Nicosia e riportandola dal sito Daltramontoallalba (sono presenti altre leggende legate al Castello e al vicino Santuario di Nicosia):

IL TESORO NASCOSTO
Non erano in molti a conoscere il passaggio segreto che dipartiva dalla Verruca. Si mormorava, si diceva, qualcuno asseriva che arrivasse fino a Pisa, scendendo sotto il monte e percorrendo la pianura, fino alla Fortezza di Levante. Questa si trovava vicino ad un ponte chiamato per l’appunto della Fortezza.

Altri invece vociferavano che il passaggio congiungesse la Verruca con la rocca di Caprona. Io lo sapevo che questo faceva parte delle tante leggende che circolavano sulla Verruca, ma lasciavo che il popolino ci credesse, così avrei mantenuto segreto il vero cunicolo. L’avevo fatto scavare, con molte difficoltà, dai miei soldati per raggiungere indisturbati Nicosia e si apriva nel fitto del bosco sopra il convento, dove le rocce affiorano sul costone del monte: serviva a far uscire qualche messo o a far entrare in Verruca eventuali rinforzi, non visti dai nemici assedianti sotto le mura. I soldati che l’avevano scavato, che erano quasi tutti morti per vecchiaia, per malattia o in combattimento, per nascondere il passaggio nel castello vi avevano appoggiato un grosso masso quadrangolare.


Durante il lungo periodo in cui ero stato lì come comandante avevo accumulato una vera fortuna e, per tenerla nascosta al resto della truppa, l’avevo seppellita in fondo alla galleria, in una delle tante grotte esistenti. Quando le cose si misero al peggio e capii che contro il nemico non c’era più niente da fare pensai solo a salvare la pelle. Insieme ai pochi soldati rimasti in vita spostammo il masso che ostruiva il passaggio… e poi via, giù, giù più in fretta possibile. Purtroppo le truppe fiorentine erano nel frattempo penetrate nella rocca e, vista la galleria, avevano preso ad inseguirci come lupi famelici. Stremati, fummo ben presto preda dei nemici, che ci raggiunsero quasi alla fine del passaggio e ci passarono a fil di spada.

Nessuno, per secoli, ha avuto più notizie di quel tesoro. Ma diversi anni fa, in quel di Montemagno, si diceva che qualcuno, girovagando tra le rocce che affioravano sul costone che dalla Verruca scende fino a Nicosia, avesse trovato un tesoro e alcune armature. Non si è mai saputo chi fosse il fortunato, che è riuscito a tenere nascosto anche lui il suo segreto.

La leggenda in cui si dice che uno dei sotterranei metteva in comunicazione la Verruca con la rocca di Caprona e l’altra leggenda più comune che narra invece di come questo viadotto, scendendo sotto il monte e percorrendo la pianura arrivava a Pisa, sono ricordate anche da Giorgio Del Guerra, nel suo "La Verruca - Badia - Montemagno"; sempre in questo scritto l’autore precisa che, mancando le basi storiche delle due leggende e di fronte alle difficoltà di costruzione di tali sotterranei, questo sotterraneo doveva aprirsi verso l’attuale Nicosia, servendo così a far uscire qualche messo, non visto dai nemici assedianti sotto le mura o a far entrare in Verruca eventuali rinforzi pisani.

Le macchine volanti di Leonardo da Vinci

Un’altra leggenda narra che lo stesso Leonardo Da Vinci avrebbe preso ispirazione proprio dall’altezza ripida in cui si trova la rocca per progettare le sue macchine per il volo.

Un castello in rovina

Che versa in rovina lo abbiamo detto varie volte ed è anche possibile vederlo dalle immagini, ma è proprio questo suo aspetto decadente che la rende tanto affascinante, questo suo stato di abbandono che trasmette a chi vi si reca quel senso di mistero conservato nelle mura a loro volta racchiuse nella vegetazione.

Una fortezza non del tutto esplorata nella quale ogni tanto emergono aperture dal suolo che conducono verso stanze nascoste, passaggi segreti luoghi mai solcati o ricoperti di terra franata  che conservano ancora chissà quali oggetti o segreti.

Una “verruca” sulla pelle della Toscana, dispregiativo che indica un difetto della pelle, forse dato dai fiorentini che dovettero faticare molto per ben due volte per conquistarla. La rocca si erge ancora lì con quell’aria di inespugnabilità ancora oggi non essendo semplice arrivarci ancora oggi e tanto meno visitarla, ma lei richiama lo studioso, il curioso e l'appassionato, convincendoli che recandovisi sicuramente lei saprà svelare qualche suo piccolo nuovo, intrigante mistero.

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INFO UTILI
• Rocca della Verruca - Calci Tel 050-796117
Come arrivare: La Fortezzasorge nel comune di Calci, sul monte omonimo, a circa 540 metri di altezza; si raggiunge dalla Superstrada Pisa - Firenze, uscita Navacchio, quindi dirigendosi in direzione Caprona. Qui si deve lasciare l’auto e proseguire a piedi su un sentiero che conduce fin sotto le mura della fortezza.
La si può anche raggiungere seguendo la Superstrada Firenze-Pisa, uscita Cascina, quindi proseguendo verso Vicopisano. Da qui si imbocca la strada della Verruca che parte dal cimitero del paese. Anche se in gran parte sterrata è percorribile in auto fino ai piedi del roccione dove sorge la Rocca (circa 20 minuti di cammino).
Visite guidate agli scavi nel mese di luglio con partenza da Vicopisano, su prenotazione presso la biblioteca di Vicopisano. Biblioteca: Referente: Morani Simona
Telefono: 050 79.61.17
E-mail: biblioteca@comune.vicopisano.pi.it
turismo@comune.vicopisano.pi.it

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Bibliografia/fonti
Portale Pisaonline
http://www.nicosianostra.it


 



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