
I capitoli di questa scheda sono:
• Un'incredibile scoperta di Daniela Fogar
• Un Santo misterioso nella chiesa della Madonna delle Nevi a Santa Fiora
di Paolo Cervi Kervischer
Un'incredibile scoperta
scoperta, articolo e fotografie di Daniela Fogar - danypadma@yahoo.it
Due estati fa mi trovai, il 16 agosto dell'anno 2010 per un soggiorno in terre toscane, a visitare con alcuni amici il paese di Santa Fiora, in provincia di Grosseto, ai piedi del Monte Amiata.
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Il paese, di una bellezza straordinaria, come del resto i paesi circostanti, mi colpì moltissimo. Mia madre e mia nonna, casualità, hanno lo stesso nome delle due sante che vengono onorate nel paese, Flora e Lucilla. Mia madre si chiama Floria e mia nonna si chiamava Lucia. Ma a parte queste coincidenze, quel giorno andammo a far visita alla famosa Peschiera, dove all'entrata, usanza davvero simpatica, ti forniscono cibo da dare ai pesci, delle grandi trote, che si trovano nel fiume Fiora, attività che facemmo con grande gioia.
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l'affresco a confronto con la sanguigna di Leonardo
Presso la Peschiera, dove si può ammirare il bel fiume, c'è l'antica chiesetta della Madonna della Neve, chiamata anche "della Piscina", per la sua vicinanza con il fiume, dato che sotto scorre una vena d'acqua.
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Fummo colpiti dal rilievo sulla facciata, con le due Sante prima citate, Flora e Lucilla, di Andrea della Robbia.
Entrando, ben si avvertiva la presenza del fiume che scorre sotto l'edificio, anche se lo si può chiaramente vedere attraverso alcune grate, luogo suggestivo e sacro. All'interno si notavano alcune figure di santi, attribuiti a Francesco Nasini, un pittore famoso nella zona che li avrebbe dipinti nel 1640.
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nella foto Daniela Fogar
Osservando ammirata le pareti, il mio occhio si è fermato su un affresco ritraente San Girolamo, posto sulla sinistra all'entrata della chiesa, piuttosto mal conservato in confronto agli altri che invece erano stati restaurati.
Al primo sguardo non mi è sembrato essere stato dipinto dalla stessa mano degli altri e osservandolo attentamente ho scorto qualcosa di incredibile, il volto, il taglio degli occhi e lo sguardo era di una profondità straordinariamente simile a quello del maestro toscano, Leonardo da Vinci.
Ebbi un tuffo al cuore, tanto che non ne parlai con nessuno. Scattai diverse foto e purtroppo, essendo in compagnia e in gita, ce ne andammo troppo presto.
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Tornata a casa, il misterioso "volto di Leonardo", non mi dava tregua, mi confrontai con alcuni amici che mi confermarono la straordinaria somiglianza con il Maestro. Parlando con l'amica Isabella Dalla Vecchia, una delle prime persone che ho contattato, mi consigliò di rendere pubblica la scoperta. Dubbi ce ne erano tanti a riguardo, poteva essere stato creato da Leonardo Da Vinci, o da qualcuno che conosceva il suo viso? Era un suo autoritratto? L'affresco era stato dipinto da lui stesso?
La mia prima intuizione era reale o frutto di una suggestione?
Non essendo un'esperta di arte e non avendo certezza storica sulla presenza di Leonardo a Santa Fiora di cui esistono solo supposizioni, tutto è rimasto solo come ipotesi. Successivamente decisi di ritornare a Santa Fiora, assieme ad un amico, Francesco Marton, che mi accompagnò, curioso anch'egli della strana scoperta.
Pur potendo pubblicare un articolo a riguardo su una importante rivista nazionale e grazie, soprattutto all'amica Isabella Dalla Vecchia e Giancarlo Pavat, che mi suggerirono che in questi casi è doveroso rendere nota la scoperta, decisi per estrema correttezza di contattare il sindaco di Santa Fiora e fissare un incontro per renderlo noto del dipinto. Il sindaco in compagnia di altre persone, tra i quali il prof. Ennio Sensi, una persona moltop preparata sulla storia del paese, ci accolse incuriosito e discutemmo cordialmente a lungo della probabile connessione del volto con Leonardo Da Vinci, che a dir loro poteva essere passato nel borgo. Ci congedammo con la promessa che si sarebbe interessato alla scoperta.
Il paese ricco di storia e di cultura, fu ghibellino nel Medioevo, perchè sotto il dominio della famiglia Aldobrandeschi, motivo questo che la annovera tra i luoghi citati da Dante nella Divina Commedia. Inoltre, è posto sulla via Francigena, infatti il sindaco ci mostrò che esattamente sotto l'affresco, era presente un simbolo inciso su una roccia di chiara origine templare, identificato da Isabella Dalla Vecchia come una possibile croce di Caravaca.
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Santa Fiora citata nel Purgatorio della Divina Commedia
Divenne possedimento della famiglia Aldobrandeschi, ma in seguito al matrimonio di Cecilia, figlia dell'ultimo conte Guido, con Bosio Sforza nel 1439, passò sotto il governo della potente famiglia Sforza.
Bosio, alla sua morte lasciò al suo figlio primogenito Guido, il libero possesso della contea di S.Fiora e a Francesco tutti gli stati e i beni della Lombardia.
Guido Sforza conseguì una politica ferma volta alla stabilità dei suoi possedimenti evitando conflitti con gli Stati confinanti. Ebbe ottimi rapporti anche con la Curia Pontificia, amicizie già solide con il governo di Bosio I, a tal punto che lo stesso pontefice Papa Piccolomini nel 1464 fece visita ufficiale al giovane Guido divenuto signore di Santa Fiora.
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Questa forte presenza degli Sforza, famiglia con cui Leonardo fu particolarmente legato, potrebbe giustificare una possibile visita o commissione da parte loro nella contea di Santa Fiora. Ipotesi questa non troppo fantasiosa essendo anche coincidenti
i periodi storici.
Tornando alla vicenda personale, decisi di non divulgare la scoperta, anche su consiglio del sindaco Renzo Verdi, con il quale si sviluppò una buona amicizia, il quale mi confermò di aver avviato le ricerche. Ma, essendo trascorso più di un anno dalla scoperta, nel timore e con il sentore che qualcun altro poteva vantarsi della mia intuizione, avendo divulgato incautamente la foto, per motivi di ricerca e di confronto, ho deciso di pubblicarla.
Fermo restando che solo la valutazione di esperti competenti potranno risolvere il mistero, valutando attentamente l'affresco che ritrae il mezzo busto di "San Girolamo-Leonardo Da Vinci" si evince che non sia stato realizzato dalla stessa mano degli altri dipinti, fatto questo decisamente misterioso.
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La mano che l'ha dipinto è a tutt'oggi sconosciuta, è anche vero che, a parte l'eccezione dell'Ultima Cena, solitamente il Maestro non produceva affreschi, un dato che però potrebbe essere fuorviante alla ricerca.
Secondo il sindaco Renzo Verdi, esso sarebbe stato rinvenuto recentemente e per questo in cattivo stato, basti osservare la parte rovinata esattemente a livello delle mani, distruggendo per sempre ciò che reggeva. Sembra sia stato l'innesto di un palo a danneggiarlo, forse se qualcun altro avesse notato la somiglianza con il famoso autoritratto di Leonardo, la famosa sanguigna esposta a Torino, le cose sarebbero andate diversamente.
Il braccio di San Girolamo è molto simile agli studi anatomici di Leonardo.
Mi sembra doveroso rendere pubblica a mio nome la scoperta. Parlando con più persone e sotto consiglio, voglio con questo articolo tutelare la mia “intuizione” lasciando agli esperti in materia la soluzione dell'enigma di questo misterioso "San Girolamo", il santo con il volto fin troppo simile a quello di Leonardo da Vinci.
Ringrazio il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, Isabella Dalla Vecchia, Giancarlo Pavat e Francesco Marton per l'amicizia e la collaborazione.
Un Santo misterioso nella chiesa della Madonna delle Nevi a Santa Fiora
articolo di Paolo Cervi Kervischer - info@pck.it
Un gran bell'enigma, che probabilmente resterà senza una soluzione certa, quello individuato dalla mia amica Daniela Fogar : di chi è il bel volto raffigurato nell' affresco della chiesa della Madonna delle Nevi? E chi ne è l'autore?
Premetto che non essendo stato sul posto, ho potuto conoscere l'immagine soltanto dalle fotografie e quindi le mie "provocazioni" prescindono da uno studio tecnico accurato che sarà necessario svolgere. Dalle foto non ho nemmeno la certezza si tratti di “affresco” e non di una pittura su intonaco “a secco” come sovente si eseguiva per semplicità tecnica.
La pittura del volto, bella ed accurata, raffigurante certamente (desumendo dagli attributi che lo accompagnano), S. Girolamo, e la somiglianza cogente con l'autoritratto di Leonardo, mi permettono delle congetture che potrebbero dare una luce trasversale alle perfette notazioni degli esperti in materia.
Appurato quindi che di sicuro il ritratto non è eseguito da Leonardo e che nemmeno è di mano del Nasini,( vista la differenza stilistica con le altre opere a lui attribuite), ma è opera successiva, eseguita in tempo incerto ma da mano esperta e da cervello fino, mi va di pensare che l' autore si riferisse al Santo Girolamo Emiliani provando a sovrapporre il Santo della Controriforma al più noto “dottore della chiesa”, nato a Stridone nel IV secolo e vissuto nel deserto della Calcide, noto anche per il suo spirito inquieto, per la sua erudizione, per i suoi studi cristiani, per la corrispondenza con sant'Agostino e per la sua propensione alla vita monastica caratterizzata da studio e lavoro incessante.
San Girolamo Emiliani, vissuto nel primo '500 (1486-1537), è praticamente quasi coetaneo di Leonardo 1452-1519) e deve la sua santità anche alla fondazione della Congregazione dei Chierici Somaschi e alla sua attività al servizio degli orfani. Leggendo la sua storia scopro, non senza sorpresa, che fu a Milano e che anch'esso ebbe la fortuna di essere appoggiato nella sua opera dagli Sforza e precisamente da Francesco II che l' aiutò nell' organizzare una scuola di “ arti e mestieri” per favorire il salvataggio dei piccoli diseredati orfanelli a cui dedicò tutto il suo caritatevole prodigarsi. La caratteristica del suo metodo di insegnamento ed educativo era incentrato sul dialogo con l' allievo a cui veniva riconosciuto un ruolo attivo nell'apprendimento. A ciò si accompagnava il ruolo centrale del lavoro manuale di ispirazione benedettina: ora et labora... (dovremmo meditare ora, al giorno d'oggi, su codesta intuizione maieutica. n.d.a.:)
Orbene la mia ipotesi è che lo sconosciuto pittore si sia ispirato a Leonardo nel tratteggiare il volto del santo proprio con lo scopo di far confluire sull' iconografia tradizionale del santo il “nuovo” Girolamo e quindi proporre con ciò una specie di triade fondandola sulla caratteristica, a loro comune, dello studio, del lavoro incessante manuale e intellettuale, della ricerca della verità dell “essere”, speculando più sulla natura e sull' uomo che sulle caratteristiche “celesti”.
Leonardo, come è noto, non spiccava per essere un buon cristiano anzi: molti sono gli episodi in cui lo si tacciava di eretico, ma la sua “eresia” fu quella di aver guardato alla “natura” come specchio del creatore e di averla osservata e disegnata con una dedizione ed attenzione capaci di svelarne i segreti e degna di esser accostata (per l' anonimo pittore) alla vita dei Santi. In questa mia ipotetica e allucinata ricostruzione (me lo dico da solo per anticipare sicuri giudizi)...riscontro uno spirito “illuminista” nascosto nel pensiero dell' anonimo artista che me lo fa collocare quindi in un periodo ottocentesco anche pensando che probabilmente avesse avuto la possibilità di vedere l' autoritratto di Leonardo in uno dei suoi viaggi e quindi riportato come s' usava su un cachet du vojage... e quindi riprodotto nella chiesa.
Leonardo, qui è quindi trasformato, non senza ironia e con spirito di riscatto, in un supplice Santo, (raro o addirittura inesistente nell' iconografia di San Girolamo) con lo sguardo rivolto in alto, lui che invece era solito raffigurare gli sguardi complici e le dita alzate al cielo (vedi Monna Lisa o il San Giovanni Battista del Louvre), ma anche, come nella Vergine delle rocce, era solito inserire nel mistero religioso gli elementi della sua attenzione : le foglie, gli arbusti e le rocce appunto, in uno sguardo “basso”, rivolto ai gidiani “nutrimenti terrestri” , perfetti complici nel formare, con lui, il pensiero scientifico analitico moderno.
In conclusione quindi tre santi in uno! Perfetta Trinità. Il Girolamo studioso, quello dedito alla carità e dulcis in fundo...il laico osservatore attento del creato, specchio del cielo.
Ottimo lavoro concettuale, illustre sconosciuto collega!
Paolo Cervi Kervischer
Trieste, 2 febbraio 2012, (bora scura)
pittore, artista professionista,conferenziere, diplomato all'Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova, insegna pittura e storia dell' Arte Moderna e Contemporanea nel "Il Laboratorio". Visiting Professor di Storia dell'Arte Italiana presso la facoltà di filologia di Banja Luka (bic).
Lavora a Trieste, www.pck.it - info@pck.it
scoperta, articolo e fotografie di Daniela Fogar - danypadma@yahoo.it
autrice di:
Cacciatrici di Altrove
Di Daniela Fogar e Graziella Atzori
Bibliografia/fonti
Wikipedia
Rassegna Stampa
• http://viaggi.libero.it/news/39913821/il-ritratto-misterioso
• http://www.lanazione.it/grosseto/cultura/2012/01/27/659965-leonardo_nasini.shtml
• http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2012/01/25/scoperto-nuovo-ritratto-di-leonardo-da-vinci/
• http://www.amiataradio.com/santa-fiora-quel-san-girolamo-e-tale-quale-leonardo/
• http://www.epomeo.com/201201254142/ItaliaNews/Arte/In-esclusiva-su-luoghi-misteriosi-un-incredibile-somiglianza-con-Leonardo-Da-Vinci.html
• http://www.ognisette.it/news/santa-fiora.-leonardo-da-vinci-a-santa-fiora-il-mistero-in-un-affresco-1
• http://www.ticinolive.ch/cultura/a-santa-fiora-lenigma-dellautoritratto-di-leonardo-da-vinci-31614.html
• http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2012/01/28/news/il-leonardo-e-solo-un-nasini-il-genio-morto-70-anni-prima-1.3119831
• http://www.viaggiandofacile.it/2012/02/03/e-stato-scoperto-un-incredibile-ritratto-di-leonardo-da-vinci/
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