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Un antico serpente di pietra lungo 3 metri


 

Luogo: Bosco della Saturnana, Pistoia

Articolo di: Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it
Fotografie e video: Mirko Urso e Gianluca Cinquilli

Questo luogo appartiene al gruppo:
Alchimia (terra)
Animali (serpenti)
Apocalisse
Preistoria
Rituali

Regione:
Toscana

I capitoli di questa pagina sono:
La simbologia del serpente
I culti dell'Ordalia
Un serpente per dominare i rettili
Il serpente e l'Apocalisse

 


La simbologia del serpente

Uno degli animali più completi e presenti in ambito simbolico in tutti i culti del mondo è il serpente. Bene e male, un simbolo ambiguo che ha incarnato ogni tipologia di essere mitologico, dal mostro distruttore del mondo, al guaritore, a colui che risorge. Spesso in relazione alle donne: Artemide, Ecate, sacerdotesse cretesi, Gorgone sono famose per essere accompagnate da serpenti. In alcune tradizioni italiane del nord si credeva che ogni donna avesse un’anima gorgone nei capelli e se li sotterrava in una notte di luna piena, si sarebbero trasformati in serpenti. L’Ouroboros o serpente che si morde la coda è una delle immagini più positive, identificando la capacità di auto generarsi in eterno, il cui risultato è la vittoria sul tempo e sullo spazio.

In mezzo al bosco, nei pressi di Saturnana, una zona popolata nell’antichità dagli etruschi ha mantenuto nel tempo molte incisioni rupestri. Ma ne esiste una molto particolare: è un serpente lungo 3 metri inciso alla sommità di un masso nei pressi di un torrente. Si chiama “Sasso di Masino” ed è stato scoperto per caso da alcuni soci del Circolo Mineralogico Geo-Paleontologico Pistoiese, durante alcune ricerche mineralogiche e in seguito avrebbero avvisato il ricercatore Giancarlo Sani.

Il corpo ha una forma sinuosa ed è possibile percorrerne le spire salendo alcuni gradini sulla coda. La testa termina in direzione est, al sorgere del sole e al suo interno è stata scolpita una croce e la data del 1905 o un “II905”. A destra è presente una grossa coppella, con sotto un’altra vaschetta da cui parte un canalino fino a un grande obelisco. Perché una rappresentazione così evidente? Quale poteva esserne la finalità?


I culti dell'Ordalia

Un rettile che potrebbe far riferimento alla terra ed essere testimone del culto dell’Ordalia, dove il serpente era legato al femminino sacro e alla Dea Madre. Dopotutto come animale ctonio è “Terra”, perchè vive strisciando nella polvere e “Luna” per il rinnovamento ciclico della pelle. Nessuno come il serpente vanta l’assoluta metafora della rigenerazione e della fecondità, nelle pitture indiane di Nagpur ad esempio, venivano mostrati accoppiamenti tra donne e serpenti. Una forte derivazione dalla lussuria la ritroviamo nella famosa melusina, o sirena bicaudata. In principio era la donna rettile che diveniva tale per un sortilegio ogni sabato. Subì l'incantesimo per il desiderio di diventare da fata a donna terrestre.

Figura medievale molto simile a quella citata da Esiodo a proposito di Echidna descritta come donna bellissima per metà serpente ma terribile e violenta, che viveva sotto terra ed era sempre giovane e bella. Tutto questo per ipotizzare il Sasso di Masino come altare di un’area di culto per rituali dedicati alla fecondità. Non è da escludere che su queste pareti lisce si sdraiassero donne nude, strisciando i propri corpi per ottenere rigenerazione, fecondità e la possibilità di generare la vita. Strisciare i genitali sulle pietre sacre non è fatto raro, in molti luoghi, tra cui la vicina Lunigiana, avvenivano rituali di questo tipo.

Non a caso il serpente è un simbolo fortemente fallico che, introducendosi nella Madre Terra, la feconderebbe. E’ possibile che nella Genesi il serpente denominato “tentatore” abbia sedotto sessualmente Eva che si ritrovò nuda e in vergogna.

Un serpente per dominare i rettili

Un’altra interessante ipotesi sulla presenza di un serpente di pietra così importante, è il desiderio di esorcizzare il luogo dagli stessi rettili, una vera calamità. Spesso il serpente è un mezzo utilizzato dalla divinità per punire l'uomo, un esempio è il serpente acerrimo nemico di Thor, un dio che nonostante la vittoria sul male, morirà per il terribile veleno. Un’incisione che potrebbe essere stata creata a scopo apotropaico, per allontanare il male e la morte. Realizzare un serpente per dominare i suoi simili non è fatto raro, in quanto situazione già nota nell’Esodo della Bibbia.

Si narra che Dio, stanco dei continui mormorii degli Israeliti liberò nella sabbia molti serpenti velenosi che avevano il morso del fuoco. Stremato ma conscio della giusta punizione, il popolo supplicò Mosè di intercedere e chiedere perdono. Mosè dopo aver pregato a lungo ricevette da Dio il comando di forgiare un serpente di bronzo che li avrebbe salvati dai terribili rettili che ormai non poteva più allontanare.

Un serpente che comanda gli altri serpenti. Una divinità rettile in grado, solo lei, di dominare sui suoi simili. Un potere simile a quello del Cristo, il serpente innalzato sul bastone è stato da sempre considerato come profezia di Gesù innalzato sulla croce, chi “guarda”, inteso come “segue” il Salvatore, guarisce dal morso letale del demonio e il giorno in cui Gesù scenderà da tutte le croci del mondo intero, giungerà l’Apocalisse. Non un serpente strisciante dunque, ma direzionato al cielo.

Non a caso in Italia sono molto diffuse le leggende di santi che liberano un luogo dai rettili, con la sola forza della persuasione. L’uccisione avviene durante una battaglia apocalittica, mentre in situazioni meno impegnative, vince il comando. E i santi che hanno allontanato serpenti sono stati davvero tanti: sant'Eldrado, san Romano, san Giulio, san Domenico, san Michele, san Germano, san Giorgio, san Teodulo e san Verano.

Tutti fanno riferimento all’episodio di san Paolo a Malta, morso da una vipera mentre preparava il fuoco, risultando immune tra lo stupore degli astanti. I suoi discendenti, di conseguenza, potevano guarire dal veleno dei serpenti oltre ad esserne immuni. Una sconfitta del serpente, come la croce incisa sulla testa del nostro rettile del Sasso di Masino, scolpita da qualche gruppo cristiano. La testa: il dominio mentale. Un controllo del serpente che dirige tutti gli altri. Ipotesi plausibile in quanto le leggende del luogo parlano della presenza del “Dio dei serpenti”, tutti ne avevano paura, motivo per cui difficilmente gli abitanti si addentravano soli in quei boschi.

Il serpente e l'Apocalisse

Ma ci sono alcuni gradini, percorrendoli si entra nel serpente o meglio, si cammina sul serpente. Un invito alla donna dell’Apocalisse a percorrerli e a trovarsi, senza nemmeno accorgersene a impersonificare colei che, con le stelle sulla testa (il cielo), vestita di sole (i raggi che provengono da est) non avrà la luna sotto i piedi, ma direttamente il serpente.


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