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Simbolo: CROCE PATENTE

 
ABBADIA SAN SALVATORE (SI) - CHIESA DI S. SALVATORE DELL'AMIATA
UN MISTERO NELLA PIETRA



articolo e fotografie di Claudio Contorni - claudio.contorni@tiscali.it

Il viaggiatore che percorre la Cassia a sud di Siena, abbandonato il dolce territorio della Val d’Orcia, vedra’ gradatamente ergersi sulla destra il Monte Amiata che grazie alla sua natura vulcanica e’ dispensatore di ricchezze naturali. Dalle sue viscere ancora oggi escono le acque calde ricche di zolfo o di altri minerali che sono state da sempre esaltate ed apprezzate per le loro capacita’ terapeutiche, come dalle sue viscere l’uomo, con immane fatica, ha estratto per decenni il mercurio  le cui ricadute sul territorio amiatino  in termini di strutture e di storia sono oggi raccolte nell’importante parco minerario di Abbadia San Salvatore. Monte sacro agli Etruschi tuttora e’ ricco di fascino per i suoi boschi di abete, di castagno e di faggio nei quali si incastonano blocchi di roccia trachitica e nei quali cresce un ricco sottobosco abbondante di funghi, more, lamponi oltre a fiori di specie rara e protetta come le orchidee. Il luogo che maggiormente segno’ la cultura di questo territorio fu l’Abbazia del San Salvatore che la storia vuole fondata nell’VIII secolo dal longobardo Erfone e rapidamente divenuta abbazia regia per la sua importanza culturale e strategica nel controllo della via Francigena. Fu probabilmente con l’avvento nel  1229 dei monaci cistercensi che l’Ordine Templare comincio’ a  lasciare i segni del proprio passaggio sia nei locali adiacenti all’Abbazia come nella cripta e nel borgo che si era sviluppato attorno al monastero. Nei locali adiacenti l’Abbazia e’ di particolare interesse una croce templare in arco gotico.


foto 1

Tale croce è assimilabile a quella ritrovata nella chiesa templare di san Jacopo, in San Gimignano: “[…] presenta una gradevole facciata in pietra e mattoni ornata da un bel rosone in cotto e da un portale di tipo pisano il cui architrave reca una croce templare in pietra con una punta al centro del braccio inferiore”. (Guida all’Italia dei Templari).
Ma e’ solo l’inizio di un viaggio simbolico volutamente lasciato nella pietra. La cripta sottostante la chiesa abbaziale e’ infatti un vero gioiello architettonico ricco di simbologie. Intanto le colonne sono così disposte:

  1. dodici nella parte ovest di ingresso alla cripta,    
  2. disposte in file di tre;
  3. dodici in senso orizzontale in fila di uno;
  4. dodici in senso verticale in fila di due;
  5. dodici ripartite a quattro a quattro nelle tre absidi.

In totale abbiamo trentadue colonne ed una mezza colonna che, pur rivestendo una grande importanza per il motivo in essa contenuto (vedi foto 3), è probabilmente fuori sede. Vediamo di fare attenzione alla simbologia dei numeri, in modo da poter comprendere ciò che i costruttori della cripta vollero nascondere nel simbolo. Trentadue colonne sono la somma delle ventidue lettere dell’alfabeto ebraico che simboleggiano la sapienza, alle quali corrispondono le ventidue lame dei tarocchi, e le dieci emanazioni della Cabala, i dieci Sefiroti. Sono le chiavi d’accesso, da sempre usate nell’esoterismo, al sapere; sono le tecniche di meditazione occidentale legate alle antiche tradizioni. Trentadue come le colonne della Cripta sono i Sentieri Mistici dell’Albero della Vita. Dodici poi è il numero perfetto, armonico. Di seguito ecco alcune interessanti rappresentazioni scolpite in alcune colonne:


foto 2

Il gallo è la parte attiva, volatile; ma per la Grande Opera deve assumere la fissità provvisoria indicata appunto dalla volpe. Il gallo è l’acqua secca degli alchimisti che fissata sul fuoco può diventare terra, il mercurio diventare zolfo; e lo zolfo deve rideventare mercurio, la volpe gallo. Dalla nuova fusione nascerà la prima pietra. La volpe, nella nostra colonna, tiene in bocca il gallo: il solve et coagula ha raggiunto la fusione.


Mezza colonna addossata con croce templare - foto 3


foto 4

“Questa interessantissima colonna, assai ricca di modanature, ci fa vedere, sotto l’abaco, una testa virile barbuta, tagliata alla sommità della fronte, per farla apparire cinta di corona, e posta nell’angolo del capitello prospiciente l’altare maggiore, entro ad un’aureola cuspidale, per indicare che essa appartiene ad un pio Sovrano; ha alla destra uno scettro, e, sotto la lunga barba, un segno che in scrittura etiopica vale re (Rex)”.  Una lettera etiope in suolo italiano? Niente di strano se consideriamo che i Templari possano entrare a fare parte della storia dell’abbazia amiatina, dato che la ricerca dell’Arca li aveva portati ad Axum e la storia della Sacra Reliquia girava attorno a personaggi che potevano essere benissimo identificati con quelli della “colonna storica”, il cui tema ha assonanze con motivi scultorei della parte settentrionale della cattedrale di Chartres. Infatti sul capitello della colonna sono riportate oltre alla gia’ detta testa virile barbuta (re Salomone) le figure di quelli che potrebbero essere benissimo Menelik, la regina di Saba ed un servo che tiene simbolicamente in mano l’Arca. Non manca fra le altre colonne quella con il nodo di Salomone, quella con il riferimento alla costellazione di Orione e tante altre le cui simbologie non possono essere oggetto di questa breve trattazione.

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INFO UTILI
Comune di Abbadia San Salvatore: Viale Roma, 2 - 53021 Abbadia San Salvatore (Siena)
Tel. 0577 7701 - Fax 0577 770325
http://www.comune.abbadia.siena.it

Ufficio turistico: Via Adua 25
53021 Abbadia San Salvatore (SI)
tel: 0577 775811
Pro Loco: P.le Renato Rossaro, 2 - ABBADIA SAN SALVATORE - tel.0577-778324 - fax 0577-775221

INFO CHIESA: Telefono/fax: +39 (0577) 778083
e-mail abbaziasansalvatore@virgilio.it - lorcist@tin.it
Visita: Guidata con offerta
http://www.cistercensi.info/abbazie/abbazie.asp?ab=22&lin=it

(c) articolo e fotografie di Claudio Contorni - claudio.contorni@tiscali.it
Fotografia esterno chiesa Wikipedia


di Claudio Contorni

L’articolo e’ tratto da “Un mistero nella pietra. Ipotesi templare per la cripta dell’Abbazia del San Salvatore al Monte Amiata” di Claudio Contorni.
Il libro puo’ essere richiesto direttamente all’autore
claudio.contorni@tiscali.it o tramite ilmiolibro.it
Sito dell'autore: https://sites.google.com/site/gruppomizar/


 



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