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PISTOIA - CHIESA DI SAN PIER MAGGIORE
IL MATRIMONIO MISTICO

articolo di Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it
fotografie ed esplorazione di Mirko Urso e Gianluca Cinquilli - mirkovic7@virgilio.it

I capitoli di questa scheda sono:
I Green Man e la scritta enigmatica
Il matrimonio mistico del Vescovo e della Badessa

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video realizzato dallo staff di Luoghi Misteriosi
 
riprese e fotografia: Mirko Urso e Gianluca Cinquilli
montaggio video: Isabella Dalla Vecchia
voce: Sergio Succu

QUESTO ARTICOLO E' STATO TRATTATO DA LUOGHI MISTERIOSI
SULLA RIVISTA FENIX N°44 DI GIUGNO 2012

Luoghi Misteriosi sulla rivista FENIX
Articolo sulla rivista FENIX di giugno 2012 di Isabella Dalla Vecchia e foto di Mirko Urso e Gianluca Cinquilli dal titolo "Il matrimonio mistico di Pistoia"

La chiesa di San Pier Maggiore a Pistoia risale all’epoca longobarda, è dedicata a SS. Pietro e Paolo e ha avuto nel passato una tale importanza da attribuire il suo nome alla Porta Meridionale (Porta Sancti Petri) e da ospitare un rituale decisamente insolito. Nel 1091 venne affiancato un monastero di monache benedettine che vi soggiornarono fino alla fine del Settecento.

I Green Man e la scritta enigmatica

La splendida facciata in marmo bianco e verde, ospita sull’architrave centrale Gesù mentre dona le chiavi a San Pietro, con accanto la Vergine e agli apostoli, opera dell’Officina dei Guidi in attivo tra Pistoia e Lucca.

Attorno alla rappresentazione, tra animali fantastici, emergono alcuni  “green man”, mascheroni dalla cui bocca fuoriescono piante e vegetali.

La presenza di questi strani personaggi, ritrovati anche in altri luoghi di culto, è tutt’oggi inspiegata, forse provenienti da un antico immaginario nordico irlandese, abitato da uomini dei boschi e figure pagane o comunque legate alla natura primordiale e magica.

La Cappella di Rosslyn ad esempio, uno dei luoghi templari più enigmatici, ospiterebbe al suo interno più di cento esemplari di “green man”. Il cristianesimo li ha riportati sui propri luoghi di culto per catturare l’attenzione verso i pericoli di divinità silvane, pagane e quindi malvagie, ma sono stati interpretati anche positivamente, come rinascita della natura immortale, dell’uomo che tornando fango può rinnovarsi in essa.


Si chiamano Green Man e sono strani personaggi, ritrovati anche in altri luoghi di culto, la cui funzione è tutt’oggi inspiegata, forse provenienti da un antico immaginario nordico irlandese, abitato da uomini dei boschi e figure pagane o comunque legate alla natura primordiale e magica.

Una nostra personale interpretazione li vede come rappresentazione della “natura intelligente” che può “parlare”, perché alberi e piante sono esseri vivi e senzienti, che possono coscientemente percepire la presenza dell’uomo tentando di assumerne la forma per poter comunicare con l’Umanità intera.


Secondo la nostra interpretazione i Green Man potrebbero essere un riferimento alla “natura intelligente” che può “parlare”, perché alberi e piante sono esseri vivi e senzienti, che possono coscientemente percepire la presenza dell’uomo tentando di assumerne la forma per poter comunicare con l’Umanità intera.

Sul muro esterno, a sinistra dell’entrata, è incisa una scritta enigmatica che ha suscitato da anni diverse interpretazioni da parte di innumerevoli studiosi. La stessa epigrafe si trova accanto all’entrata del duomo di Barga, all’esterno del battistero e di San Frediano a Pisa e su una cassa di piombo contenenete le reliquie di San Ponziano conservate a Lucca (originariamente a Roma).

Nel lontano 1544 fu organizzato un convegno di studiosi volto alla decifrazione di questa scritta, purtoppo senza alcuna soluzione.

Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti, coinvolgendo alcuni studiosi e le loro rispettive ipotesi, hanno pubblicato una ricerca approfondita pubblicata su Fenix n.41, la quale, tra le varie considerazioni, evidenzia la possibilità di essere letta come “Mihili mihili mihili”, invocazione all’Arcangelo Michele. Presente sempre all’esterno degli edifici religioni (non è ancora stata ritrovata all’interno), suggerirebbe di essere recitata come una formula per ben tre volte, contrassegnata da tre croci a sinistra e una croce conclusiva a destra.


Questa stessa epigrafe si trova accanto all’entrata del duomo di Barga, all’esterno del battistero e di San Frediano a Pisa e su una cassa di piombo contenenete le reliquie di San Ponziano conservate a Lucca (originariamente a Roma), ad oggi non è ancora stata decifrata.

Il matrimonio mistico del Vescovo e della Badessa

L’interno è stato purtroppo rifatto nel 1640 dall’architetto Tommaso Ramignani in stile barocco distruggendo così l’ambiente originario. Oggi, non aperta al pubblico, la chiesa è stata sconsacrata forse per abbandono del culto, o forse perché si è voluto “dimenticare” l’inusuale rituale cristiano che si svolgeva dentro queste mura.
Secondo un documento del 1561, in questa chiesa avveniva periodicamente il matrimonio mistico tra il nuovo vescovo della diocesi di Pistoia e la badessa del convento di San Pietro. Questo evento rimasto “in attivo” fino al XVI secolo, avrebbe dovuto rappresentare la simbolica unione tra il vescovo appena eletto e una donna che rappresentava la figura della Chiesa pistoiese, seguendo un rituale molto preciso, richiamando gli antichi culti pagani nei quali l’unione tra uomo e donna aveva il valore aggiunto dell’unione tra l’uomo e Dio. Lo “sposo” giungeva a Pistoia su un cavallo bianco, oltrepassando porta Lucchese si spostava lungo le vie della città, fino alla chiesa di San Pier Maggiore, scelta ad hoc per ospitare il matrimonio mistico. All’interno gli sposi si sarebbero incontrati accomodandosi su un letto addobbato accanto all’altare maggiore.

In tal modo avrebbero simboleggiato la consumazione (secondo la Bibbia non si era veramente sposati o “conosciuti” se non ci si univa carnalmente) conclusa con la consegna dell’anello alla badessa (il contrario di ciò che avviene oggi e cioè lo scambio degli anelli avviene prima dell’unione coniugale).

A questo punto lo sposo avrebbe abbandonato la chiesa per recarsi nella cattedrale, ciò a dimostrazione che San Pier Maggiore era quasi più importante dello stesso Duomo, perché era d’obbligo la sosta con il rito annesso. Ci restano alcuni atti delle nozze mistiche grazie alle Cronache del 1400 di Luca Dominici che narrano, a livello giornalistico, l’accoglienza tramite suddetto rituale del vescovo Matteo Diamanti: “poi si poseno a sedere insieme e fanno e ditto quello che è di usanza, si la sposò e dielli l'anello. Era fatto un bello letto e ivi si pose suso a sedere e stette un poco e la badessa donò esso letto a messer lo vescovo .”


Secondo un documento del 1561, in questa chiesa avveniva periodicamente il matrimonio mistico tra il nuovo vescovo della diocesi di Pistoia e la badessa del convento di San Pietro seguendo un rituale molto preciso, richiamando gli antichi culti pagani nei quali l’unione tra uomo e donna aveva il valore aggiunto dell’unione tra l’uomo e Dio.

Successivamente, forse per i cattivi pensieri che nel corso degli anni potevano dare adito, la cerimonia fu spostata all’esterno dell’edificio, sul sagrato e il letto fu sostituito con due scranni. Ad oggi abbiamo una raffigurazione di un quadro che la fantasia del pittore danese Kristian Zahrtmann, in seguito alla visita alla città nel 1893, ha rappresentato. Sicuramente se fosse vissuto all’epoca ne avrebbe scattato una personale fotografia mentale, ma la sua interpretazione è talmente fedele a ciò che poteva accadere, che è sufficiente contemplarlo per sentirci presenti anche noi, tra i fedeli, ad assistere alla giornata. Il quadro intitolato “Il matrimonio mistico di Pistoia” divenne molto famoso in Danimarca, l’evento stesso era forse più conosciuto nel nord europa che nella nostra stessa Italia, altrimenti la chiesa non si troverebbe certo in questo stato.


Questo quadro intitolato “Il matrimonio mistico di Pistoia”, opera del pittore danese Kristian Zahrtmann è divenuto molto famoso in Danimarca, l’evento del matrimonio mistico di Pistoia era forse più conosciuto nel nord Europa che nella nostra stessa Italia, altrimenti la chiesa di San Pier Maggiore, l'unico luogo in cui avveniva, non si troverebbe in uno stato di abbandono.


Perché una chiesa così ricca di simboli e misteri è stata sconsacrata e abbandonata a tal punto da aver avuto serie difficoltà nel visitarla e documentarla, nonostante all’estero sia così conosciuta? Un errore delle istituzioni dei beni culturali italiani o un intento voluto? Mette forse paura l’immagine dell’unione tra uomo e donna? Nulla di più semplice e naturale, questo è ciò che ha dato origine ad ogni forma di culto ed è ciò in cui crediamo ancora oggi e a cui diamo, per fortuna, ancora un valore sacro.

Di seguito altre foto della chiesa:

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