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Questo luogo appartiene al gruppo:
PREISTORIA
Simbolo: CENTRO SACRO
TRIPLICE CINTA
UOMO

 
CASTELLO DI PECUNIA - IL BOSCO
TRIPLICI CINTE, OMPHALOS E FIGURE ANTROPOMORFE

 


Luoghi Misteriosi su "La Nazione" del 4 novembre 2012


Luoghi Misterisosi su "Il Tirreno" del 25 ottobre 2012


Ripercorrendo le antiche vie medievali verso il castello di Pecunia sulla montagna pistoiese, Mirko Urso e Gianluca Cinquilli si sono imbattuti in alcune incisioni distribuite su una lastra di pietra all’interno dei boschi circostanti. Trattasi di una triplice cinta, tre rappresentazioni del centro sacro e due figure antropomorfe.

Secondo Roberto Mosca e Fabrizio Bartoli, un ricercatore osimano conoscitore della simbologia templare, la triplice cinta e i centri sacri avrebbero un'attinenza con quella rappresentata nel castello di Chinon in Francia, luogo in cui i templari più famosi lì imprigionati attendevano il duro verdetto.

Immagini che sembrerebbero essere una tipologia simbolica molto arcaica come il simbolo della triplice cinta e soprattutto quello del centro sacro (omphalos), mentre i personaggi umani raffigurati sono analoghi allo sciamano delle grotte di Lascaux, per cui potrebbero essere raffigurazioni che risalgono a diverse migliaia di anni fa. Le figure antropomorfe potrebbero essere rappresentazioni di cavalieri?

Di seguito un disegno effettuato sul posto da Mirko Urso e Gianluca Cinquilli:

Sulla pietra sono presenti anche diverse coppelle e un grosso foro per una presunta croce o per essere riempita di acqua. In questo luogo sono rimaste tracce di un lastricato di un'antica via che probabilmente collegava il Castello di Pecunia con Badia a Taona (luogo storicamente templare).

Le incisioni pistoiesi ipotesi di Carlo Capone
articolo di Carlo MF Capone - c.capone@rsadvnet.it
fotografie ed esplorazione di Mirko Urso e Gianluca Cinquilli - mirkovic7@virgilio.it

Valutazione degli elementi
La catalogazione degli elementi raffigurati nelle foto
(ammesso che questi siano gli unici presenti nel sito) è costituita da:
una Triplice Cinta
tre rappresentazioni distinte del Centro Sacro
due figure antropomorfe

La triplice cinta
La Triplice Cinta (TC) è del tipo senza foro centrale e senza diagonali.

La comparsa cronologica di tale simbolo si fa risalire ad un’epoca compresa tra la fine dell’età del ferro e quella medioevale; nella tavola sincronica delle maggiori concentrazioni alpine di arte rupestre (A. Priuli: Il linguaggio della preistoria).

L’arte preistorica in Italia. Ananke ed. 2006)  la comparsa della triplice cinta viene collocata tra l’anno 0 e il 500 d.C.

Perchè sono presenti tre centri sacri?
Rappresentato da un quadrato attraversato da otto raggi che si dipartono dal centro verso gli angoli e il punto medio dei lati.  Nella tavola sincronica di Priuli compare collocato temporalmente  verso la fine dell’età del ferro (II-I sec. a.C.)
Guenon, nei Simboli della Scienza Sacra, parla di questo graffito rinvenuto sul  ‘betilio’  di Kermaria presso Pont-l’Abbé Finistère.

Questa pietra di forma conica datata al IV sec. a.C.  è nota anche come Omphalos il simbolo che rappresenta il centro del mondo.  Pietre simili si trovavano in vari centri spirituali, il più noto è il Tempio di Apollo a Delfi.

Il simbolo del Centro Sacro si mostra spesso in associazione alla Triplice Cinta; Marisa Uberti  e Giulio Coluzzi nei “Luoghi delle Triplici Cinte in Italia” ed. Eremon 2008, riportano che molti autori recenti sostengono che questi due simboli possano essere stati utilizzati per identificare luoghi di particolare sacralità tellurica.
Nel sito in questione compaiono ben tre rappresentazioni di questo simbolo; una ridondanza apparentemente contraddittoria: perché rappresentare tre Centri Sacri?

Se si considera che questi elementi sono associati alla Triplice Cinta una spiegazione potrebbe essere che tre simboli di Centro Sacro fusi insieme darebbero luogo ad una Triplice Cinta, un’enfatizzazione usata per ribadire il concetto di Centro Spirituale di particolare interesse.

Le strane figure antropomorfe
La particolare rappresentazione di queste figure, non trova somiglianze con le catalogazioni delle figure antropomorfe nelle incisioni rupestri (guarda la lista);  non presentano caratterizzazione sessuale, non usano armi o attrezzi ma il corpo è  tratteggiato a lisca di pesce. Gli arti sono accennati  e gli elementi del volto sono costituiti da un’incisone cruciforme e gli incavi degli occhi che in una figura sono 4.

Nel complesso mostrano tratti elementari con scarsa differenzazione tra testa e corpo (richiamano lo schema corporeo a girino dei primi disegni infantili).
Il particolare del tratteggio del corpo, soprattutto nella figura con 4 occhi, è invece preciso e richiama il drappeggio di un vestito.

Una simile caratteristica ricorre in due rappresentazioni antropomorfe rinvenute su due steli della Valtellina: la stele di Valgella e quella di Caven entrambe riconosciute come figure femminili.

Potrebbero quindi rappresentare l’elemento femminile legato al Centro Sacro in una specie di rappresentazione del mito della Madre Terra.
Rimane anche in questo caso l’ipotesi della contraffazione.

La datazione degli elementi del sito è particolarmente ardua a meno di riuscire a documentare la natura delle incisioni: con selce, con punte di metallo? 

Il raffronto della tecnica di incisione tra i vari elementi potrebbe aiutare a capire se essi sono coevi oppure incisi in epoche differenti. Si tratta comunque di analisi molto tecniche effettuabili solo con strumenti in dotazione a laboratori  specializzati.

Catalogazione incisioni rupestri (per un eventuale confronto proposte da Carlo Capone)


Valcamonica

Catalogazione incisioni rupestri (per un eventuale confronto proposte da Roberto Mosca)


monte Baldo vicino Verona


Alpi biellesi vicino Oropa, dove guarda caso c'è una Madonna NERA


questa è un incisione rupestre medievale (Cavaliere Templare?)


incisione età del bronzo - Monteviasco

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articolo di Carlo MF Capone - c.capone@rsadvnet.it
fotografie ed esplorazione di Mirko Urso e Gianluca Cinquilli - mirkovic7@virgilio.it


 



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