LA MADDALENA (OT) - MUSEO DIOCESIANO
IL TESORO DI MARIA MADDALENA



di Isabella Dalla Vecchia - luoghimisteriosi.it

I capitoli di questa scheda sono:
I favolosi candelabri dell'ammiraglio Nelson
Il tesoro di Maria Maddalena

Se passate nella città della Maddalena non mancate di visitare il museo diocesano, esso contiene tutta la storia dell'isola narrata da persone colte e appassionate. Solo visitandolo ci si può realmente interrogare sull'ipotesi che la santa abbia realmente solcato questa terra, solo ammirando la notevole quantità di doni a lei offerti si può capire l'importanza del culto a lei dedicato su questa misteriosa quanto affascinante isola.

Ringraziamo il museo diocesiano per le informazioni e la concessione dello scatto di alcune foto che riportiamo nell'articolo di questa pagina. Tutte le informazioni sono state recuperate direttamente sul posto, in quanto la visita al museo è guidata da persone competenti e soprattutto appassionate.

I favolosi candelabri dell'ammiraglio Nelson

L’Ammiraglio inglese Horatio Nelson, tra il 1803 e il 1805 sostò diverse volte con la sua flotta nelle acque di La Maddalena, da dove poteva controllare la flotta francese, all’ancora nel porto di Tolone. Nonostante non sia mai sceso a terra, egli intrattenne buoni rapporti con i personaggi più ragguardevoli dell’Isola specialmente con Agostino Millelire, all’epoca Comandante del Porto, che fu suo ospite a bordo della leggendaria Victory. Egli volle donare alla Chiesa di Santa Maria Maddalena due candelieri e una croce d’argento, che possono essere ammirati all'interno del museo diocesano de La Maddalena, come segno di riconoscenza per l’ospitalità ricevuta dagli abitanti dell'isola. All'interno del museo è conservata anche la lettera di accompagnamento al dono datata 18 ottobre 1804, che riporta le seguenti parole:

Reverendo Signore, tengo a chiedere che mi sia permesso donare alla Chiesa di Maddalena un pezzo d’argento di Chiesa come piccolo segno della ma stima peri degni abitanti e del mio ricordo per il trattamento ospitale ricevuto sempre da loro dalla flotta di Sua Maestà sotto il mio comando. Possa Dio benedirci tutti. Io rimango, reverendo Signore, vostro assai obbediente servitore. – Nelson & Bronte

Nelson incaricò della consegna il Reverendo Alexander Scott, cappellano anglicano della flotta, il quale tuttavia non potè salutare il parroco Don Antonio Biancareddu che s’era recato a Tempio. Questi, rientrato a La Maddalena, inviò all’Ammiraglio Nelson una deferente lettera di ringraziamento, datata 22 ottobre 1804 ed oggi conservata a Londra, al British Museum. Venne inoltre celebrata una Messa solenne, al termine della quale fu cantato il Te Deum.

La lettera è scritta con una pessima calligrafia ma ciò fu dovuto alla perdita dell’occhio e del braccio destro che costrinse l’ammiraglio a scrivere con la mano sinistra. E' datata 18 ottobre 1804, mentre la consegna del dono avvenne tre giorni dopo, il 21 ottobre 1804. E’ curioso notare che morì lo stesso giorno di un anno dopo, quasi fu un segno premonitore, un regalo, un’offerta particolare a Dio prima della dipartita. Il fatto che non scese mai dalla nave neppure per incontrare gli abitanti dell’isola non è da considerarsi un atto di scortesia nei confronti dell’isola, al contrario per ringraziare gli abitanti per la splendida ospitalità, gli fece questo splendido regalo.

Nessuno seppe esattamente perché restò sulla sua VICTORY ma probabilmente aveva segretamente tenuto un personale voto dato che erano già due anni che non toccava la terraferma, ne mancavano solo dieci giorni, passati i quali scese realmente a terra.
Molti affermano che il regalo fu un atto di fede ma la realtà storica e documentata ci dice che si trattò solo di un gesto diplomatico. Chissà forse anche lui, in fondo al cuore, non ha resistito nel fare uno splendido dono ad un'isola così misteriosa perchè portatrice del nome della santa più importante della storia dell'enigma di Cristo.

Il tesoro di Maria Maddalena

Tutto il tesoro presente nel museo Diocesano della chiesa della Maddalena deriva da ben due secoli di donazioni ed ex voto. Il tesoro conta 22 Kg. di oro  e altre pietre preziose, gioielli di ogni tipologia, anelli, orecchini, collane, spille, monili da festa, da matrimonio, da lutto. Vi sono presenti anche alcuni oggetti di vita quotidiana come un fischietto da Nostromo, oggetto legato al lavoro di tutti i giorni che per alcuni era più prezioso di qualsiasi gioiello portando il nutrimento alla propria famiglia. Tutto è stato offerto a Maria Maddalena.

Il culto per Maria Maddalena non è molto diffuso in Italia che consta di circa un centinaio di chiese a lei dedicate. Esistono figure più devote come San Nicola, Sant’Antonio e lo stesso Padre Pio. Ma Maria Maddalena come ben sappiamo è sempre rimasta in ombra nel nostro paese in cui è presente il papa e il Vaticano. Personaggio scomodo? Non così in Francia, stato in cui la figura della santa è veneratissima, in particolar modo nella Provenza e nei luoghi presso Marsiglia. Questo perché la leggenda narra che dopo la morte di Gesù, Maria Maddalena dovette abbandonare Gerusalemme e la Palestina per le persecuzioni dei romani.

Perché si sarebbero accaniti contro di lei? Devota di Gesù ma forse sua sposa e portatrice del suo seme perché incinta? Spesso viene illustrata proprio sopra una barca, in viaggio verso le coste francesi dove sarebbe poi sbarcata a S.MARIE LA MER, piccola cittadina sulla costa francese dove il culto della santa è al di sopra di ogni immaginazione.

Maria non sarebbe giunta nella provenza con un unico viaggio, si sarebbe rifugiata per un certo periodo a riposare nell’isola della Maddalena da cui il nome. Dopotutto l’isola era disabitata, con poche lontane colonie romane, accarezzata da un clima favoloso che poteva regalare un autentico riposo alla santa e a chi la accompagnava. In seguito avrebbe continuato a navigare fino in Francia, dato che rimanere qui, territorio comunque dell'Impero romano, poteva essere pericoloso. Il fatto che la santa si sia fermata sull'isola è argomento molto diffuso in Francia e questo ci fa capire molte cose. L’isola della Maddalena venne progressivamente abitata da gente del Sud della Corsica come testimoniato dagli antichi abiti tradizionali degli isolani identici a quelli corsi. Essi decisero di sbarcare sull'isola principalmente perchè erano alla ricerca di terre da colonizzare, ma più velatamente anche per ricercare il luogo in cui Maria Maddalena avrebbe soggiornato, diffondendo proprio questa leggenda ed edificando anche un piccolo tempio a lei dedicato.

I pastori fecero così sorgere una chiesetta visitabile ancora oggi percorrendo la strada panoramica e la dedicarono alla santa, in un punto preciso in cui si supponeva si fosse fermata. Successivamente gli abitanti si mossero verso la costa e da pastori divennero pescatori. Il nucleo si ingrandì, si necessitò di una chiesa più grande e così venne edificta la chiesa principale dell’isola, mentre la chiesetta mutò con il nome di Santissima Trinità. Alla luce di queste nuove considerazioni il nome di "La Maddalena" non risulta più tanto casuale. Ed ecco che una parrocchia non eccesivamente grande o importante vanta un tesoro particolarmente ricco costituito dall’insieme delle offerte alla santa, qui particolarmente devota e amata.

I gioielli sono innumerevoli. Vi è un bellissimo rosario dono ad una sposa per ricordare che oltre alla fedeltà nel matrimonio non si doveva mai dimenticare la fede a Dio. Vi è un prezioso tabernacolo donato alla chiesa dall’ammiraglio BARONE GIORGIO DES GENEYS nel 1800, sardo-piemontese che donò anche l’altare. Curioso il fatto che fosse contemporaneo a Nelson, che si conoscevano, che si incontrarono anche alla Maddalena, che entrambi fecero due regali prestigiosi, ma i loro rapporti erano stati molto freddi. Interessanti i gioielli del Sacro/profano consistenti in scacciapensieri in argento contenenti dei sonaglietti, cornini contro la malasorte, piccole maschere contro il malocchio e conchiglie per attirare la fertilità. Vi sono anche moltissime stampe tutte raffiguranti Maria Maddalena o momenti della sua vita descritti nei Vangeli canonici e apocrifi. Infatti vi è una bellissima stampa in cui Maria è illustrata sulla barca nel viaggio verso la provenza o chissà… forse nello stesso sbarco sull'isola sarda.


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INFO UTILI
• Come arrivare: Traghetto dal porto di Palau, sia per i pedoni che per le macchine. Si effettuano viaggi a tutte le ore.
• Museo Diocesano "La Maddalena"
via Baron Manno (lato Parrocchia Santa Maria Maddalena) - chiuso il lunedì
Orario: 10:00-13:00 / 15:00-20:00 /21:30-23:30

Parrocchia Tel. 0789 737400
Cinzia Bianco Tel. 0789 735484 - 349 1534391
http://www.santamariamaddalena.net/
http://www.santamariamaddalena.net/museo/museo.html



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