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CALIMERA (LE) - CHIESA DI SAN VITO
LA PIETRA DELLA FERTILITA'


articolo di Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it
fotografia della pietra di Pina Catino - pinacatino@fastwebnet.it

I capitoli di questa scheda sono:
La pietra della fertilità
Il rituale pagano
Menhir e monolite
L'assorbimento del culto pagano in quello cristiano
Storia della chiesetta
L'uomo e il dialogo con la natura

La pietra della fertilità
A Calimera, nei pressi dell’antico Bosco, ad est del cimitero, si trova la chiesetta rurale di San Vito che conserva al suo interno un oggetto particolarmente interessante. Si tratta di un grosso masso calcareo con un foro nel mezzo che emerge direttamente dal pavimento. Ogni lunedì di Pasqua è tradizione passarci attraverso, nonostante l'apertura sia molto piccola (solo 30 centimetri!) e solo persone molto magre o bambini possono riuscire nell’impresa. Colui che lo oltrepassa, secondo il culto cristiano, verrebbe purificato, rinascendo a nuova vita.

Il rituale pagano
Questo “monolite” appartiene ad epoca precristiana, quando attorno ad esso si svolgevano precisi rituali pagani legati a propiziare la fecondità, perchè oltrepassarlo avrebbe trasmesso alla persona il potere fertile della Terra, ricreando l’uscita dall’utero femminile al momento del parto. Esso è molto stretto, e non a caso, attraversarlo richiede un grande sforzo, impegno e  fatica, lo stesso che occorre nel momento della venuta al mondo dal parte di madre e figlio. Il nascituro viene spinto attraverso un piccolo passaggio perché in tal modo le pareti dell’utero massaggerebbero con forza tutti i muscoli del neonato, attivandoli. In natura nulla è per caso…


foto di Pina Catino

Menhir e monolite
Molte regioni italiane conservano ancora i preistorici menhir, pietre lunghe infisse in maniera verticale nel terreno. Ve ne sono molti in Piemonte, in Sardegna, in Liguria e nel sud Italia, in importanti luoghi di antichi culti che propiziavano la fecondità, perché la pietra di forma fallica che veniva toccata dai raggi solari, elemento maschile naturale del Sole, avrebbe così fecondato la Terra, elemento naturale femminile, rendendola rigogliosa. Ma questa volta , in questa chiesetta, ci troviamo di fronte alla pietra “complementare” del menhir, il monolite o “Men-ân-Tol”, ovvero la pietra forata. In questo caso la protagonista è la Dea Madre, che mostra il suo lato nascosto, l’organo genitale femminile che “affiora” dal suolo sottoforma di pietra. Menhir e Monolite, uomo e donna nella natura per moltiplicare la natura stessa.

L'assorbimento del culto pagano in quello cristiano
Anche per il Cristianesimo il significato è rimasto pressoché lo stesso, perché il fatto di “purificarsi” passando attraverso il monolite è metafora della resurrezione pasquale, e di rinascita a nuova vita, con l’anima rinnovata; non a caso il passaggio avviene il lunedì dell’Angelo. Questo è l’ennesimo segnale di assorbimento della religione cristiana nei confronti di quella pagana, infatti la chiesetta è stata costruita sopra la pietra forata, a coprirla perché precedentemente si trovava all’esterno, dentro il bosco sacro di Calimera. Dallo stretto foro è praticamente impossibile passare, ma il Cristianesimo è riuscito ad aggiungere anche una punta di “effetto miracoloso ” affermando che il buco si adatterebbe alla “stazza” della persona per permettere a chiunque di oltrepassarlo. Sul masso è presente una traccia di un affresco raffigurante San Vito Martire, il santo che protegge, secondo tradizione, dai morsi di animali feroci.

Storia della chiesetta
La chiesa compare per la prima volta in un documento datato 6 marzo 1468, attorno sono presenti diverse chiese rurali e rupestri,  San Biagio, San Vito e San Nicola. Ha un orientamento est-ovest, all’esterno a sinistra riporta un campanile a vela. Inizialmente la chiesetta di San Vito aveva 3 porte, due delle quali oggi murate, vi si svolgeva il rito greco cattolico e l’altare si trovava sotto la cupola dipinta dentro la navata unica. Il custode che si prendeva cura dell'edificio possedeva alcuni terreni concessi dalla Chiesa sotto l'obbligo però di coltivare olivi e darne la metà del ricavato alla Curia. Una sorta di affitto con la tassa annessa.

L'uomo e il dialogo con la natura
L’uomo ha cercato fin dall’inizio dei tempi di dare una spiegazione alla vita, alla morte e alla rinascita osservando la natura e i meccanismi del creato, dopotutto egli, unico essere intelligente, si è sempre posto innumerevoli domande, nonostante non fosse in grado di usare il linguaggio, di cui oggi ne siamo padroni. L'uomo preistorico sapeva osservare e anche se non sapeva ben dialogare con i suoi simili, lo sapeva fare con la natura stessa, parlandoci attraverso questi affascinanti rituali. Si "autocercava” negli animali, negli alberi, nella terra per sentirsi parte del creato e per somigliare alla Natura. Scolpiva nella pietra il suo bene più prezioso, la capacità di donare la vita, fatto che ci rende vivi e simili a Dio. L’uomo questo lo aveva capito cercando di suggerircelo anche a noi, attraverso queste testimonianze, affinchè non ci dimenticassimo chi realmente siamo.

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INFO UTILI
• Come arrivare:
La chiesetta è ad est del cimitero, nel fondo Malaxcrito, alle porte del bosco di Calimera
INFO: PRO LOCO - Via San Giovanni Bosco 3, 73021 Calimera (LE) - Tel/Fax 0832/872412
prolococalimera@libero.it - www.prolocopuglia.it

articolo di Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it
fotografia della pietra di Pina Catino - pinacatino@fastwebnet.it

in collaborazione con Centro Culturale e di Studi Storici "Brigantino
il Portale del Sud" - Napoli e Palermo

Fonti/bibliografia
http://www.ilportaledelsud.org/misteri.htm
http://www.comune.calimera.le.it/?q=chiesa_san_vito
http://www.archeoclubportobadisco.it/CMS/
modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=26

http://www.prolocopuglia.it/pro_loco.asp?id=62
http://salento5sensi.danthea.eu/index.php?id=100


 



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