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Luogo: Val di Susa



Questo luogo appartiene al gruppo:
preistoria

Luoghi:
Città perdute

Simboli:
Croci celtiche

Regione:
Piemonte

I capitoli di questa pagina sono:
Storia e geografia
Alla scoperta di Ocelum


OCELUM, LA CITTA' PERDUTA

Articolo e fotografie di: Gherardo Biolla - gherardo@biolla.eu

Storia e geografia

La valle di Susa, fin dall’antichità, fu crocevia di popoli e culture. Dai suoi passi alpini transitarono armate e conquistatori ed innumerevoli sono ancora le tracce lasciate nei suoi boschi, visibili solo ad occhi attenti che riescono a scorgerle.
Fin dall’antichità tutta la valle fu abitata; nell’era precristiana molti erano i villaggi sparsi sulle sue pendici, abitati da popolazioni Celtiche. Inizialmente questi insediamenti erano rappresentate da Liguri fino all’I° secolo a.C. quando, popolazioni Galliche fecero irruzione nella valle mischiandosi con quelle autoctone. Le popolazioni Galliche, più sviluppate tecnicamente e culturalmente portarono il “ferro” e la tecnica per lavorarlo.
E’ in questo periodo che nacquero gli agglomerati urbani di maggiore consistenza. Uno di questi fu rappresentato dalla ormai scomparsa città di Ocelum. Una delle poche grandi città Celtiche che “andò perduta”. Ocelum è leggenda o realtà?
Senza dubbio la città fu reale e molti sono i resti che occhi attenti possono appunto trovare all’interno dei fitti boschi della bassa valle di Susa. Ed anche Giulio Cesare nel suo “De bello Gallico” ne parla.

«… ipse in Italiam magnis itineribus contendit duasque ibi legiones conscribit et tres, quae circum Aquileiam hiemabant, ex hibernis educit et, qua proximum iter in ulteriorem Galliam per Alpes erat, cum his quinque legionibus ire contendit. Ibi Ceutrones et Graioceli et Caturiges locis superioribus occupatis itinere exercitum prohibere conantur. Compluribus his proeliis pulsis ab Ocelo, quod est citerioris provinciae extremum, in fines Vocontiorum ulterioris provinciae die septimo pervenit; inde in Allobrogum fines, ab Allobrogibus in Segusiavos exercitum ducit».

Queste popolazioni, ben addestrate e armate, sfruttando le posizioni sopraelevate dei versanti montuosi della bassa valle resistettero a lungo dando non pochi pensieri alle legioni di Cesare.
Riassumendo, egli selezionò cinque legioni per combattere le popolazioni che gli sbarravano il passaggio e solamente dopo molte battaglie riuscì a vincere i Caturigi, i Graioceli e i Ceutroni scacciandoli dal territorio di Ocelum. Anzi, sembra che dovette fare un accordo con re Cozio (c.a 60 a.C. – c.a 10 d.C.) per una tregua che gli permettesse di transitare indisturbato nella valle.

Un altro interessante documento del IV secolo riporta le distanze in miglia romane da Cadice (in Spagna) a Roma.

Fatti i dovuti calcoli si può notare che Ocelum è posizionata a circa metà strada tra Susa e Torino per la precisione tra Caprie e la valle del Messa.
Da Susa (Segusionem) a Ocelum sono indicate XXIIII miglia ( vale a dire 24 x 1480 / 1000 circa 35 chilometri e mezzo); da Ocelum a Torino XXVII miglia (quasi 40 chilometri).

Alla scoperta di Ocelum

Veniamo ora ai giorni nostri. Ho la fortuna di vivere proprio a “Ocelum alta orientale” in una piccola casetta in mezzo ai boschi sulla sinistra orografica della valle di Susa.

E proprio durante le mie “scorribande” nei boschi che mi imbatto (per caso?) in un luogo particolare e “sacro”….un antico insediamento celtico posto su una balconata con esposizione est-ovest.

Il sito sembra totalmente sconosciuto, delimitato da una fila di Menhir di cui appaiono solo le parti terminali, ed è caratterizzato dalla presenza di alcuni massi riccamente incisi con coppelle, alcune delle quali di un’insolita forma rettangolare.

Alcune di queste collegate tra loro da canaletti incisi. Su altri massi invece compaiono croci Celtiche

e al centro del pianoro, in un avvallamento con accanto un masso riccamente inciso, compare quella che a tutti gli effetti sembra essere la parte alta dell’entrata di una tomba probabilmente ancora (e speriamo per molto tempo) inviolata e integra.

Le emozioni sono forti e la voglia di nuove scoperte è tanta.
Poco distante mi imbatto in muretti perfettamente allineati di forma rettangolare che rimangono a livello del terreno, cosa sono? Fondamenta di edifici?, chissà, la zona è talmente ricca che merita più approfondite ricerche e mi riprometto di dedicarci parte de mio tempo durante la prossima estate.


La città di Ocelum è in grado di regalare grandi scoperte rimanendo però celata all’ignaro viandante che non sa o non vuole leggere ”il libro delle Pietre”

Gherardo Biolla

 

 


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