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IL BOSCO DEL MAOMETTO
LE ENIGMATICHE MACINE E LE COPPELLE VERTICALI



articolo e fotografie di Gherardo Biolla - gherardo@biolla.eu
articolo "UFO nella Val di Susa?" di Isabella Dalla Vecchia -
info@luoghimisteriosi.it

Gli argomenti di questa scheda sono:
Un'antica area sacra
UFO nella Val di Susa?

Percorrendo l’autostrada che da Torino porta in Val Susa sento percorrere una antica Terra da sempre testimone di passaggi e migrazioni.

Da qui è passato Annibale nella sua campagna di conquista;  da qui è passato Carlo Magno lasciando nel “Sentiero dei Franchi”  (tutt’ora esistente)  un chiaro e tangibile segno della sua presenza…da qui sono passati migliaia e migliaia di pellegrini e viaggiatori lungo la via della preghiera e spiritualità che dai Monasteri del Nord (Mont Saint Michel) portavano a Roma.  Le tracce, lungo tutta la Valle sono moltissime… dalle cappelle votive presenti in tanti piccoli villaggi, alle Chiese, Santuari e Ospedali di Susa, al Monastero, imponente, della Sacra di San Michele che, dalla vetta del Monte Pirchiriano,  veglia su tutta la valle e la Pianura.
Da qui sono passati anche Templari, Saraceni  e tutti i Popoli che da millenni hanno raggiunto la nostra Terra.


questo luogo sacro è totalmente immerso nel bosco della Val di Susa

E’ in questa valle, dove Storia Leggenda e tradizione si mescolano da sempre, che mi sono recato alla ricerca di un piccolo angolo di storia e leggenda poco conosciuto se non dagli abitanti della valle.
Una calda giornata di agosto raggiungo il paese di Borgone e proseguo lungo una strada secondaria in direzione di San Didero.
Proprio qui,  in una isolata radura che si apre all’improvviso all’interno di un fitto bosco, addossata ad una parete di rocce in cui tante cavità custodiscono chiari segni di passaggi e stanziamenti umani si trova un luogo straordinario, il Bosco del Maometto.

Un'antica area sacra

Sono state innumerevoli le ipotesi avanzate sul luogo, la prima, quella più attendibile, è quella che lo vede come area sacra in cui venivano compiute cerimonie legate al ciclo delle stagioni.  Tutta la zona infatti è costellata da costruzioni a secco di forma irregolare e cavità in cui senz’altro hanno vissuto ed alloggiato i nostri antenati. Il luogo è stato datato all’inizio dell’età del Ferro (2000 avanti Cristo) periodo in cui l'area era già considerata sacra; tradizione e credenze protrattasi fino ad oggi con l'evoluzione in leggende ancora in essere della presenza di “masche” (streghe) nel bosco.


le ruote solari o "macine" sono riconducibili alla antica città di Rama
presente nelle culture celtiche

Il manufatto più misterioso sono i grossi massi scolpiti a "cerchio" chiamati "macine", forse incompiute  perchè ancora facenti parte della roccia. Sono state definite “Are Solari” riconducibili alle tradizioni dell’antica città di Rama, presente nelle culture celtiche. Tutta l’area in ogni caso è delimitata da muretti e costruzioni in pietra a secco  ed è ben protetta da visitatori occasionali.

Sul lato destro della radura,  su di una parete di roccia,  (probabilmente un masso franato  in tempi remoti) appare la figura antropomorfa del “Maometto”.  Alto 80 centimetri, si trova all'interno di un “tempietto” scolpito a circa 4 metri dal terreno. Purtroppo le incurie del tempo e delle persone hanno reso il bassorilievo appena distinguibile e le scritte annesse del tutto illeggibili.


le ruote solari o "macine" sono cerchi scolpiti nella pietra

Secondo una leggenda un gruppo di soldati Saraceni, (anno 1000 circa)  che avevano trovato riparo nella radura all’interno del bosco, avevano scolpito il bassorilievo alla loro partenza. Motivo questo che lo fa erroneamente indicare con l’immagine del profeta Maometto (da cui il nome). I Sareceni per tradizione non erano soliti illustrare le loro divinità, motivo questo che esclude che si possa davvero trattare del profeta. Inoltre altre tradizioni orali narrano della presenza dell'uomo ben prima dell’arrivo dei Saraceni.


l'uomo con le braccia rivolte al cielo
è erroneamente attribuito alla figura di Maometto

Alcuni recenti studi fanno risalire il bassorilievo al II - III secolo, l'uomo, di sesso  maschile, ha il busto sproporzionato rispetto a gambe e braccia ed è ricoperto da una tunica che si confonde con il mantello. Le braccia sono rivolte in alto in atto divinatorio, di invocazione verso qualche entità superiore. Sulla destra una piccola figura potrebbe ricordare un cane o un altro animale, comunque rivolto verso l’uomo. Un'altra ipotesi è stata quella di rappresentare un monumento funerario di qualche personaggio importante o semplicemente un ex voto.
Interessante la teoria riguardante l’immagine costruita lungo un sentiero di passaggio obbligato (Tesi anche avvalorata dalla presenza in tutta l’area di piccole monete sparse nel terreno).

UFO nella Val di Susa? di Isabella Dalla Vecchia

E' stato realizzato da poco un servizio del programma Mistero sulla teoria legata all'arrivo nella preistoria di visitatori estraterrestri. Molti sono gli elementi che potrebbero portare a questa sconcertante ipotesi, prima tra tutti la disposizione delle coppelle che sembrerebbero formare la costellazione di Cassiopea. La coppella era un piccolo vano scavato nella pietra che, a scopo cultuale, doveva ospitare olii che bruciavano creando delle luci particolari utilizzate per i rituali.
Il fatto che esse qui siano state create verticalmente è elemento in effetti inusuale (venivano sempre scolpite orizzontalmente).


le coppelle segnerebbero la costellazione di Cassiopea

Le macine sono inoltre un secondo elemento estremamente curioso, non le sole, ce ne sono diverse nei dintorni, tutte identiche perchè incomplete, mai estratte dalla roccia. In una grotta poco distantece ne sono alcune addirittura scolpite sul soffitto, perchè tanta fatica? L'unica spiegazione è il fatto che dovessero avere finalità divinatorie, forse a "riproduzione" di qualcosa di anomalo che avevano visto migliaia di anni fa.
La stessa figura del "Maometto" è un uomo con le braccia alzate forse un omaggio ai visitatori, o forse la riproduzione di questi esseri extraterrestri che tante testimonianze hanno lasciato nel mondo.

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