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Il primo atteso libro di Isabella Dalla Vecchia fondatrice di Luoghi Misteriosi: "Oggetti misteriosi, inspiegabili e magici in Italia" edito dalla Eremon edizioni con prefazione di Sabrina Pieragostini - un libro inedito e mai scritto in quanto tutti gli oggetti descritti sono ITALIANI! Aiutaci a far crescere il nostro portale: acquista il libro!

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Questo luogo appartiene al gruppo:
COSTRUZIONI ANOMALE

TEMPLARI
Simbolo: SATOR

 
ACQUAVIVA COLLECROCE (CB) - CHIESA DI S.MARIA ESTER
IL PALINDROMO DEL SATOR IN ACQUAVIVA COLLECROCE


di Arch. Davide Monaco - davide.monaco@tin.it - www.sanniti.info

I capitoli di questa scheda sono:
Acquaviva Collecroce, una città italiano-slava
La chiesa e l'appartenenza all'Ordine di Malta
L'anomalia delle 2 facciate
Cosa ci faceva un SATOR su di un lato della Chiesa?
Le più antiche testimonianze
L'appartenenza all'Ordine Templare
Un SATOR ...al contrario!


Acquaviva Collecroce vista dall'alto
(Foto di Patrizio P. tratta da Panoramio - ID: 11995784)

Acquaviva Collecroce, una città italiano-slava
Acquaviva Collecroce è un piccolo paese dell'entroterra molisano in provincia di Campobasso, ubicato nella parte mediana del territorio delimitato dai fiumi Trigno e Biferno ed a circa una ventina di chilometri di distanza, in linea d'aria, dalla costa adriatica di Termoli. Le sue origini non sono documentate in maniera determinante ma è significativo il ritrovamento di reperti di epoca romana, tra cui un'epigrafe sepolcrale, per testimoniarne una presenza arcaica sul territorio.
Sono invece attestate le frequentazioni del sito in epoca medioevale. Secondo il Ciarlanti (*), Acquaviva nel 1269 era tra i feudi di Odorisio di Sangro. Inoltre la località viene menzionata in una Bolla di Bonifacio VIII del 22 Settembre 1297 dove è confermata la donazione del cenobio di Sant’Angelo in Palazzo all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (Ordine Gerosolimitano che in seguito diventerà di Malta).


Chiesa di Santa Maria Ester lato Piazza Nicola Neri.


Si noti la croce maltese in rilievo sul finestrone centrale

Nella stessa Bolla si fa riferimento a vassalli "schiavoni", termine che indicava con certezza gente di provenienza slava che, a quanto pare, già popolava quelle terre all’epoca di Dante.
Ancora intorno ai primi decenni del XVI secolo si registra un'altra immigrazione di popolazioni di origine dalmata, come attesta un'epigrafe sull'architrave del portale della chiesa di Santa Maria La Nova a Palata, un paese vicino Acquaviva: "HOC PRIMUM DALMATIAE GENTES INCOLUERE CASTRUM AC A FONDAMENTIS EREXERE TEMPLUM ANNO 1531".
Da Palata, le popolazioni dalmate si spostarono nelle diverse aree limitrofe costituendo nuovi agglomerati insediativi e/o rafforzando demograficamente quelli già esistenti. In questo modo presero consistenza urbana i paesi di Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice Slavo (poi rinominato "del Molise") dove, ancora oggi, viene parlata correntemente la lingua croata oltre all’italiano.

La chiesa e l'appartenenza all'Ordine di Malta

L'unica chiesa all'interno del paese di Acquaviva Collecroce è Santa Maria Ester, ubicata in maniera baricentrica rispetto all’abitato ed in modo tale che il paese sembra essere stato edificato intorno ad essa.
La costruzione di questo edificio venne finanziata dall'Ordine di Malta che si avvalse del lavoro degli abitanti di Acquaviva, come viene ricordato dallo stemma dell'Ordine posto al centro del bel portale in pietra lavorata sormontato da un'epigrafe che recita:
D.O.M. AEDEM HANC PENE LABENTEM RUINAEOUE PROXIMAM POPULARIUM PIETAS A FUNDÀMENTIS A.D. MDCCXV
"L'affetto dei popolani ricostruì dalle fondamenta questa Chiesa, quasi cadente e prossima a rovina, nell'anno 1715".


a sinistra - Facciata principale della Chiesa di Santa Maria Ester
rivolta verso il borgo vecchio.
a destra - L'entrata principale di Santa Maria Ester
con il bel portale in pietra lavorata.

Questo edificio non fu altro che il rifacimento di una chiesa preesistente in loco ma di dimensioni più contenute, sempre di proprietà dell'Ordine di Malta, che all'epoca si presentava troppo malmessa ed in precarie condizioni statiche per essere ristrutturata.
L'antica chiesa era servita da riferimento per accentrare intorno ad essa le genti che un tempo vivevano sparse nel territorio, in particolare in cinque piccoli insediamenti rurali di nome Spina, Colle di Croce, Colle Schiavoni, Casal Cerreto (Cerritello) e Sant'Angelo in Palazzo.
Il borgo sviluppatosi intorno a Santa Maria Ester prese poi il nome di Acquaviva per merito delle abbondanti sorgenti d'acqua pura tuttora esistenti e che approvvigionano copiosamente le fontane del paese.

L'anomalia delle 2 facciate

La nuova chiesa in stile barocco presenta oggi alcune caratteristiche particolari. Ha conservato l'orientamento della costruzione originaria per cui la facciata principale è rivolta verso il borgo vecchio, quindi non è quella prospiciente la nuova piazza intitolata a Nicola Neri.


1° facciata


2° facciata

Di conseguenza, la chiesa presenta due facciate, uguali come forma ma simmetriche, con la facciata cieca rivolta verso la piazza, adornata da un finestrone nella parte superiore e due piccole finestre poste ai lati. Ambedue le facciate sono tripartite con paraste in pietra che corrispondono alle tre navate interne. Nella facciata principale si apre un bel portale sempre in stile con fregi ornamentali simmetrici in pietra sormontato nella parte alta da un finestrone cieco.

Cosa ci faceva un SATOR su di un lato della Chiesa?

Fino a poco tempo fa erano collocate sui muri esterni della chiesa alcune vestigia antiche, tra cui un'epigrafe con il palindromo SATOR in versione speculare. Attualmente queste antiche testimonianze si conservano all’interno dell’edificio.
Come sia finito "esposto" il SATOR su di un lato della chiesa di Santa Maria Ester ad Acquaviva Collecroce non è possibile appurarlo. Non si conosce la provenienza originaria, non si capisce il perchè di questa presenza e, tra l'altro, non si conosce l'effettivo significato di questo "Quadrato Magico". Inoltre la scultura appare grossolana, con un fregio che richiama alle forme di pesci ed il disegno a lato del quadrato infinito realizzato in maniera molto approssimativa. 


Il palindromo SATOR di Acquaviva Collecroce

Tra le interpretazioni del palindromo dalle cinque parole, SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, qualcuno allude ad un significato religioso conesso al Paternoster e quindi all'uso come simbolo identificativo da parte dei primi cristiani. E' da tener  presente che alcuni palindromi sono stati ritrovati nella dissepolta Pompei, giusto a testimoniarne l'antichità. 
Tralasciando quindi i vari studi interpretativi che per secoli hanno cercato un significato nelle cinque parole scolpite nella pietra e presenti in diversi luoghi disseminati in tutta Europa (Inghilterra, Francia, Spagna, Italia fino all'Ungheria), il "Quadrato Magico" doveva rappresentare un simbolo, un segnale particolare per manifestare una funzione svolta "in loco". Su questa base è possibile formulare un'ipotesi sulla presenza del palindromo ad Acquaviva che ci riporta indietro, in quei territori, all'epoca della dominazione normanna.

Le più antiche testimonianze

Una tradizione del posto vuole che una delle campane presenti sul campanile di Santa Maria Ester provenisse dal monastero di Sant'Angelo in Palazzo. Ricordiamo che attorno a questo monastero si era costituito un piccolo nucleo di abitazioni che, in seguito all'abbandono dei luoghi, contribuì con la sua popolazione alla fondazione del nucleo originario di Acquaviva.
Sulla campana è incisa la data "MII" (1002) che attesterebbe la vetustà del cenobio.


Il Pozzo Generale, riserva idrica di Sant'Angelo in Palazzo

Inoltre abbiamo la Bolla di Papa Bonifacio VIII in data 1297. In questo documento vengono elencati i beni immobili appartenenti al monastero tra cui edifici e terreni del circondario, un possedimento abbastanza sostanzioso a quei tempi.
Queste sono le due testimonianze più antiche su Sant'Angelo in Palazzo, non essendo stati ritrovati scritti e descrizioni nè tra i documenti delle maggiori abbazie dell'epoca, come Montecassino o San Vincenzo al Volturno, nè in qualsiasi altro monastero. Quindi si tratta di una struttura molto antica che con il tempo può essere passata sotto il controllo di un Ordine religioso diverso dal fondatore.

L'appartenenza all'Ordine Templare

Nella Bolla di Papa Bonifacio VIII viene sancita la cessione di Sant'Angelo in Palazzo e tutte le sue pertinenze all'ordine Gerosolimitano di Malta ed il cenobio aggregato alla Commenda di San Primiano di Larino. In effetti questo atto risulta essere un esprorio ed un declassamento vero e proprio, ma ai danni di chi? L’unico Ordine religioso che all’epoca di Bonifacio VIII stava attraversando un periodo di sfaldamento era l’Ordine dei Templari. Per la concomitanza delle date - nel 1297 gli "interrogatori" ai Templari preludevano l'auspicata soppressione dell'Ordine - e per il beneficiario finale di questi beni (l'Ordine di Malta derivò gran parte delle sue ricchezze dai beni templari avuti in concessione), appare verosimile ipotizzare un’antica presenza templare in Sant’Angelo in Palazzo. 
La sorte di questo cenobio ebbe poi dei risvolti alquanto strani. Già nel XVI secolo non esisteva che un rudere di questo antico edificio, quasi a sottolineare un abbandono voluto e perpetuato in favore della struttura ecclesiale costruita nel nuovo insediamento di Acquaviva Collecroce dall'Ordine di Malta.


Il simbolo dell'Ordine di Malta sulla chiave del portale

Eppure Sant'Angelo era distante poco più di un chilometro dal nuovo abitato. Attualmente il suo nome viene ricordato solo dal toponimo catastale e dall'antico "Pozzo Generale" che era la maggior fonte di approvvigionamento idrico del monastero. E' probabile che l'epigrafe del SATOR provenga proprio da Sant’Angelo in Palazzo e fosse stata utilizzata dai Templari quale insegna indicante che in quel luogo si svolgeva un'attività particolare, l'archiviazione di importanti documenti oppure qualcosa di più prosaico, forse la custodia di parte delle ingenti fortune dell'Ordine.
Quindi un simbolo puramente indicativo, un segnale attestante ai viandanti “informati” che in quel luogo era possibile reperire o depositare contanti. Oggi la chiameremmo “banca”.

Un SATOR ...al contrario!

E' da evidenziare il fatto che l'epigrafe del SATOR di Acquaviva appare nella sua forma inversa, cioè le cinque parole sono scolpite ad iniziare da ROTAS poi OPERA, TENET, AREPO  e SATOR. Il significato poteva indicare che l'attività svolta in quel luogo non fosse quella di depositare denaro ma di prestarlo, la funzione inversa. Ma il prestare denari, casomai con tassi alti, non era un’attività ben vista dalla Chiesa di Roma. E' probabile che, una volta ceduto Sant'Angelo in Palazzo all'Ordine di Malta, si sia voluto abbandonare e quindi cancellare qualsiasi ricordo di questa attività.


L'area dove sorgeva il monastero di Sant'Angelo in Palazzo

L'abbandono ha portato all'oblio e quindi alla scomparsa di un edificio pregevole che comunque avrà arrecato un danno economico sostanziale alle casse dell'Ordine maltese. Ma le "direttive" andavano comunque seguite fino in fondo. Alcuni secoli dopo qualcuno avrà trovato questa bella pietra tra i ruderi dell'antico cenobio e l'avrà portata in paese per contribuire alla costruzione della nuova chiesa di Santa Maria Ester. Ma è anche possibile che l'attività dei Templari, soppressa dalla Chiesa secoli prima, potè beneficiare di una nuova primavera.

(*) CIARLANTI V.G. – Memorie historiche del Sannio – Isernia 1644
Per un approfondimento sui temi trattati vedasi anche:
Neri P. – I paesi slavi del Molise – Edizioni Enne Campobasso 1987
Di Paola D’Ortona C. - Sulle tracce dei Templari. I Cavalieri del Tempio dalla Terrasanta al Molise – Musagete 2002

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INFO UTILI
• Indirizzo: Chiesa di Santa Maria Ester ad Acquaviva Collecroce
Piazza Nicola Neri
86030 Acquaviva Collecroce (CB)


(c) articolo e fotografie
di Arch. Davide Monaco
davide.monaco@tin.it
- www.sanniti.info


 



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