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Simboli: SIRENA A DUE CODE
TRIPLICE CINTA
elementi: TERRA

 
OSIMO (AN) - LE GROTTE
UN'INCREDIBILE CITTA' SOTTERRANEA


Grotta Buglioni

Sotto la città di Osimo esiste un'incredibile seconda oscura gemella.
Un mondo sotterraneo collega i palazzi principali, come Palazzo Campana, Riccioni, Simonetti e Palazzo Gallo, espandendosi per tutta la città in una sorta di labirinto.


Palazzo Gallo (in superficie)


Palazzo Campana (in superficie)

Questo luogo, ricco di antiche simbologie alchemiche, al quale ancora non è stata data spiegazione sulla sua nascita e sulla rispettiva funzione, fu di certo solcato e vissuto dai Cavalieri di Malta e Templari dove svolgevano le iniziazioni dell’ordine.
Dopotutto la simbologia del labirinto è stata da sempre considerata l’elemento principale per il cammino nell’oscurità del caos primordiale verso la luce, da semplice anima mortale e confusa ad anima immortale e “illuminata”. Non a caso il percorso era da farsi in un luogo sotterraneo, bisognava combattere e sconfiggere il buio, prima di trovare l’uscita verso la luce.


Grotta di P.zza Dante

Inoltre questo oscuro labirinto è popolato di strane statue di divinità pagane come Mitra e Dionisio, mostri fantastici e simboli da interpretare. Un vero e proprio palco iniziatico che un solo vero adepto molto preparato culturalmente e spiritualmente poteva superare, pena il buio eterno.
Osimo, città costruita sul tufo, materiale semplice da scavare e modellare, si rivelò un ottimo luogo dove celatamente realizzare un campo di prova per chi voleva entrare nell’ordine dei cavalieri templari. Chi mai lo direbbe, recandosi ad Osimo e passeggiando per le strade rumorose, che sotto ai propri piedi esiste un’identica via buia, silenziosa, profonda, dove forse ancora un’anima persa è intenta a risolvere qualche misterioso enigma per raggiungere l’agognata luce eterna.


Grotta Galliani

Sono state censite ben 88 grotte e nicchie che si estendono per ben 9000 metri. Quasi tutte hanno una disposizione a “doppio pettine”, ovvero sono simmetriche con nicchie di fronte l’una all’altra. Queste gallerie inoltre si troverebbero anche su diversi piani a volte collegate tra di loro da pozzi, la maggior parte dei quali ad oggi privi di acqua. Vi sono anche una decina di stretti cunicoli ancora più antichi, il cui dislivello andrebbe dai cinque ai quindici metri. I pozzi sarebbero un centinaio del diametro di 90 centimetri impiegati sia per l’acqua ma anche per il ricambio dell’aria e per il passaggio della luce. L’altezza di metri 2,50 e la larghezza di centimetri 140 accomuna tutte le gallerie, cosa che accerterebbe che tutte le grotte sono state create da un unico progetto. Non è indubbio che i cunicoli sotterranei nel passato fossero utilizzati per la fuga, la conservazione dei cibi o l’estrazione di materiali oppure per lo stesso passaggio dell'acqua. Ma non possono essere stati creati solo per questo. A parte le misteriose statue che conservano, fossero anche state vuote, la loro funzione doveva essere un’altra. Troppo particolare la loro complessità, troppo strani i loro intrecci. Per cosa venivano utilizzate? Perché sono state create? Che cosa hanno visto le loro pareti? Questo è il grande mistero di Osimo ancora ai giorni nostri.

Grotta Simonetti
Le grotte sono collegate a Palazzo Simonetti, edificio che apparteneva alla famiglia Sinibaldi nel XII secolo, una famiglia guelfa molto potente con privilegi direttamente da Carlo d’Angiò e con Cavalieri di Malta, vescovi e massoni nei famigliari. Gli succedette la famiglia Simonetti che ampliò il palazzo (da qui il nome), ma che ebbe anche lei cardinali, letterati e massoni nella propria cerchia. Nelle grotte, oltre che alle innumerevoli croci templari e di Malta incastonate nell’arenaria, vi è un simbolo di grande importanza simbolica, spesso usato in edifici templari, la triplice cinta. Viene anche chiamato “labirinto” ed ha un profondo significato iniziatico ed esoterico perché rappresenterebbe il percorso dell’iniziato verso il centro, la rivelazione.


Grotta Simonetti

E’ stata vista come simbolo di Atlantide, del Tempio di Salomone, della Gerusalemme celeste con dodici porte in questo caso tre per lato. Rappresenterebbe anche una piramide rovesciata, dove si comincia il corso da quattro lati per arrivare a un vertice, è simbolo della terra (quadrato) che conduce con una serie di gradini al cielo (vertice). Richiama il numero tre (caro ai templari) e ai tre gradi di iniziazione. Non a caso è possibile ritrovarlo sotto le vecchie scacchiere, il gioco che per eccellenza rappresenta l’esatta lotta tra il bene e il male. Inoltre è presente un’altre immagine sacra particolare, la sirena con due code anche questa ricca di simbolismi e spesso ritratta in edifici templari. Viene anche chiamata “Melusina”, una fata antica della quale famiglia che dicevano di discendere da Gesù (Merovingi e Plantageneti) dicevano di provenire. Un’antica divinità legata alla Dea Madre, contrapposta alla Madre Terra essendo essa legata all’acqua. E’ una dea molto antica di cui sappiamo poco ma compensa con l’elemento dell’acqua la terra della Madre Terra. Le antiche sirene erano donne con code al posto delle gambe.

Grotta Campana
Le gallerie di Palazzo Campana, per le innumerevoli figure scolpite nell’arenaria ancora oggi senza un preciso significato e connessione, sono tra i luoghi più misteriosi d’Italia. Chi sia stato a volerle e perché ci è ancora ignoto, anche se vi sono diverse opinioni al riguardo. L’archeologo M. Pincherle affermerebbe che risalirebbero al periodo della guerra gotica in cui Osimo subì due assedi che la costrinsero a rifugiarsi sottoterra (538 – 544 d.C.). Altri come R. Boscolo considera la possibilità che fossero stati realizzati da un popolo ancora più antico, celtico, e che in esse avessero utilizzato il linguaggio dei Druidi.
G. Petronilli, direttore del M.I.R. (Mistery Investigation and Research) presumerebbe che fosse opera direttamente dei Rosacroce. A supportare questa ipotesi è il fatto che nella ristrutturazione del Palazzo Campana partecipò un grande massone del passato, Andrea Vici, architetto degli “Illuminati di Baviera”, un gruppo che prediligeva decorare con motivi allegorici i luoghi in cui si tenevano le riunioni massoniche.


Grotta Campana

Le immagini che ritroviamo in successione sono davvero tante e misteriose. Sono state fatte molte supposizioni da parte di esperti che darebbero precise interpretazioni delle stesse.
Elencherò brevemente alcune figure riportando lo scritto del libro “I tarocchi di pietra del Palazzo Campana di Osimo” di F.Copparo e F.Filippetti che si rifanno all’iconologia di Cesare Ripa del 1593.
In sequenza si incontrano le seguenti figure:

  1. un Gallo
  2. due figure, una con le mani incrociate e una che sostiene un piccolo albero
  3. donna con cimiero che tiene nella mano sinistra una cornucopia  e nella destra uno scorpione
  4. un leone
  5. serpenti
  6. figura femminile  con una lancia in mano
  7. figura femminile con arco e frecce con ai piedi una testa e una lucertola
  8. figura femminile con un ramo in mano
  9. un uomo con una scure
  10. una donna con le ali agli omeri e ai piedi
  11. un giovane alato con un’aquila come cimiero e pronto a scagliare frecce
  12. una donna con uno strano copricapo
  13. due veneri nelle conchiglie
  14. un uomo robusto e una donna
  15. un personaggio vagante
  16. un uomo che apre le fauci di un leone
  17. una donna inginocchiata
  18. un toro
  19. una donna superba
  20. Bacco
  21. un gruppo di persone formato da tre donne, un uomo, un bambino
  22. una scena di caccia al cervo
  23. una donna con due teste
  24. una donna nuda su un carro trascinato da due fauni
  25. un uomo vestito con pelle di capra con due code di serpenti
  26. un satiro che suona il flauto
  27. una donna con lunghi capelli con la mano verso l’alto e l’indice disteso e la destra aperta verso il basso
  28. una figura umana e due teste
  29. un cavaliere che suona un corno
  30. un elefante con sopra una torre quadrata
  31. un uomo barbuto
  32. Mercurio con una donna con lunghi capelli
  33. un soldato romano
  34. un uomo che indossa un berretto grigio

A prima vista quanto trapela da tutte queste figure è il richiamo inconfondibile a culti di divinità pagane (Mitra, Bacco e Dionisio).

Queste immagini, per come sono disposte e per la loro strana natura, potrebbero quasi ricordare alla lontana il Libro dei Morti egizio, perchè sembrano quasi voler rappresentare personaggi da incontrare in un percorso preciso.
Non vi sono iscrizioni ma solo immagini, strani uomini e donne da incontrare, da affrontare (come nel Libro dei Morti) e da superarne gli enigmi prima di arrivare alla luce finale, al premio della conoscenza e dell’immortalità. A voi la prova e il superamento delle prove.

Ho riportato solamente i bassorilievi, per approfondimenti su una possibile lettura degli stessi, occorre leggere il libro “I tarocchi di pietra del Palazzo Campana di Osimo” di F.Copparo e F.Filippetti oppure "Le Grotte I Cavalieri Le Logge" di R. Mosca e A. Renna - Osimo Editore ordinabile presso il sito di "Osimo sotterranea"

Grotta Riccioni
Di particolare suggestione sono le grotte di Palazzo Riccioni, dove una galleria in particolare confluisce in una stanza preceduta all’entrata da una grande croce a otto braccia.


Grotta Riccioni

Questo antro è costituito da una pianta a forma di stella a cinque punte, dove, su ciascuna delle punte, si trovano cinque corrispettivi scanni scavati nel tufo. Gli iniziati dovevano qui sedere e potevano udirsi tra di loro senza però vedersi nel volto. Questo luogo veniva infatti sicuramente utilizzato a funzione rituale, ciò giustificherebbe la sua stranezza.

Grotta Matteotti
Un’altra stanza molto interessante, se non la più misteriosa dei sotterranei ad Osimo, è la cosiddetta “Grotta proibita”. Si trova sotto largo Matteotti e ha una pianta circolare con una colonna in mezzo e delle nicchie su tutta la circonferenza.


Grotta Matteotti

Assomiglia molto ad un antico mitreo romano dove anticamente si svolgevano i rituali dedicati al Dio Mitra, antica divinità persiana. La pianta è a forma di cavallo con volta a croce e cinque nicchie sopra una specie di sedile che corre lungo la circonferenza. La sensazione è di entrare in un luogo solenne, rituale, pulito, ma soprattutto misterioso. Vi è anche un mascherone rappresentante una testa di una donna. Questo tipo di sala è rara ma non unica in Italia, cosa importante perché il fatto di essere stata ripetuta in altri luoghi di appartenenza templare conferma l’ipotesi che aveva una particolare funzione esoterica e mistica. Un’altra sala – mitreo la troviamo infatti nel sotterraneo di Santa Croce di Sassoferrato e a Bardolino nella chiesa templare di San Giusto.

(c) Foto di Marco Scataglini/Mariano Galliani

Questo articolo è stato tratto dal libro:
"Le Grotte I Cavalieri Le Logge"
di R. Mosca e A. Renna
Osimo Editore
ordinabile presso il sito di "Osimo sotterranea"

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