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Questo luogo appartiene al gruppo: ALCHIMIA - MIRACOLISTICA - PAGANESIMO/CRISTIANESIMO - PERSONAGGI

 
JESI (AN) - LA PIAZZA DEL MERCATO
QUI NACQUE IL PIU' GRANDE IMPERATORE ALCHIMISTA

La città è posizionata all’imbocco della Valle Esina da cui ha l’avvio la Strada Flaminia secondaria che collega l’Umbria a Roma, detta la “Via Flambenga”. Anticamente si chiamava Aesis, fu fondata dagli Umbri e popolata poi dai Galli per poi diventare colonia romana. Ebbe sempre una sua importanza essendo luogo di confine tra Longobardi e Bizantini, e negli anni non mancò di notevole prosperità ed espansione demografica. Purtroppo anche questo centro venne colpito dalla peste nel 1328 anno in cui fu anche saccheggiato e di conseguenza annientato dai Ghibellini. Rinacque sotto il potente aiuto ecclesiastico nel 1447 e rimase possesso della Chiesa vaticana avanti nei secoli.

Re Esio, il capostipite degli Etruschi
La leggenda di Jesi dice che fu fondata da Re Esio, re dei Pelagi, che qui giunse direttamente dalla Grecia nel 1500 a.C., questo mitologico sovrano fu considerato il capostipite degli Etruschi, dei Sabini e dei Piceni. Ecco che tutto ciò rende la città regale, lo stesso Federico non poteva nascere in una città qualsiasi...


ovunque è possibile trovare il leone rampante, simbolo di Federico II di Svevia

La nascita di Federico II di Svevia, grande imperatore alchimista
E l’episodio che rese Jesi di grande importanza fu infatti la nascita fortuita, nella sua piazza principale, di Federico II di Svevia, nipote del Barbarossa. Costanza d’Altavilla, sua madre, il 26 dicembre 1194 ebbe improvvisamente le doglie mentre passeggiava nella piazza durante il mercato.
Era in viaggio per raggiungere suo marito Enrico IV di Svevia in Sicilia.
Era una donna ormai vecchia per concepire un figlio, oltre al fatto che ormai soggiornava da tempo in un monastero.

Situazioni che sollecitarono molte perplessità e pettegolezzi, come il fatto che la gravidanza fosse finta e che il bimbo nato provenisse da chissà quale casta che desiderò inserirsi nell’albero genealogico imperiale.
Dopotutto Costanza partorì nascosta da un tendone che fu subito alzato per pudore e riservatezza.
Federico invece portò queste dicerie a suo completo vantaggio, esaltando la sua divina persona, innanzitutto per essere nato il giorno dopo di Gesù, il 26 dicembre, identificandosi come secondo Messia, in secondo luogo per essere stato concepito in modo “misterioso”, dato che la madre aveva ormai oltrepassato il periodo fertile. Ecco che, in questo modo, appariva al mondo come un essere ultraterreno, voluto da Dio in terra, una sorta di riscatto dello stesso Gesù.

Si rivelò un personaggio importante unificando l’Italia, fondendo tra di loro il Sacro Romano Impero e il regno di Sicilia. Ma ciò che incuriosisce della sua vita è un profondo e ossessivo interesse nei confronti delle scienze occulte, filosofia, alchimia, architettura, magia, a tal punto da circondarsi perennemente dai migliori scienziati, alchimisti ed architetti.
La costruzione più enigmatica d’Italia, Castel del Monte, ancora oggi non del tutto compresa, è stata commissionata proprio da lui. Ha voluto lasciare ai posteri una costruzione assurda, colma di simboli e significati, ancora non capiti nel complesso... ci ha lasciato un Castel del Monte senza “libretto delle istruzioni”  come fosse architettura divina, quale rappresentante di Dio lui stesso si considerava.

Il misterioso obelisco
Oggi in quella stessa piazza viene tenuto ogni sabato il mercato, proprio come mille anni prima e vi è, oltre ad una lapide che ricorda l’evento e il punto dove Federico sarebbe nato, al suo centro un obelisco, simbolo di appartenenza alle scienze occulte da parte dello stesso imperatore. Dove c’è un obelisco c’è magia, così è e così sarà sempre.


la piazza con lo "stesso" mercato di 1000 anni fa

Giordano Bruno, l'astronomo eretico che fu processato per aver creduto all'esistenza di mondi abitati
Nella piazza del mercato si ricorda con una lapide il grande scienziato Giordano Bruno, frate domenicano, da sempre affascianto dall'astronomia affermava un Universo infinito, con una presenza infinita di stelle identiche al nostro Sole, attorno al quale ruoterebbero altrettanto inifiniti pianeti abitati come la nostra Terra. Per questo fu considerato eretico, condotto a Roma e processato di fronte alla Santa Inquisizione che lo bruciò sul rogo in Campo dei Fiori, colpevole solo di aver pensato il giusto...

Lo ricordiamo così:

«…gli astri innumerabili, che son tanti mondi…».

["La Cena delle Ceneri"  (1584) ]

Solo a titolo di edificio curioso è da osservare la Chiesa dell'Adorazione o della Morte del XVII secolo con il simbolo del tempo costituito da una clessidra nell'atto di volare via...

Santa Maria del Piano
E’ una chiesa romanico-gotica che si trova fuori dalle mura di Jesi che va ricordata perché fondata su un antico tempio pagano romano.

Per Federico la città di Jesi fu sempre particolarmente cara, perché lì venne alla luce, lì, in quella piazza che un tempo era il foro romano, nacque sulla terra.
Questo luogo conserva in sé qualcosa di assolutamente magico che lo stesso Federico lo identificò come punto di contatto con l’aldilà, venuto al mondo, come spesso afferma, senza un vero e proprio concepimento. Una porta che si è aperta dal cielo per far passare un’anima eletta, predestinata.
Dopotutto tale non è il luogo anche dove noi stessi siamo nati? Quella furtiva apertura della parte dell’aldilà?

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