LUOGHI DI FORZA

IL NOSTRO LIBRO UFFICIALE!

Aiutaci a crescere. Acquista il nostro libro!





Regioni D'Italia

Luoghi


 



Luogo: Piazza Rinascimento - Urbino

Questo luogo appartiene al gruppo:
Alchimia (aria)
Aldilà
Paganesimo Cristianesimo
Personaggi
Similitudini con altre civiltà

Regione:
Marche

IL PAPA E L'OBELISCO



Di obelischi originali egizi ce ne sono 12 in Italia (27 nel mondo), di cui ben 9 a Roma e uno a Urbino. Si trova in piazza Rinascimento di fronte alla chiesa di San Domenico e ad est del palazzo Ducale. Sulla cuspide si trova una lastra contenente lo stemma della famiglia Albani (fu infatti fatto erigere dal Cardinale Annibale Albani) e una croce di bronzo, a simbolo del potere del Cristianesimo sulla magica punta dell’obelisco, che un tempo era d’oro.     
L’obelisco è in granito rosso di Assuan, non molto alto rispetto allo standard degli altri, risale alla 26° Dinastia (558-568 a.C.) e venne eretto per celebrare il faraone Hofra o Apries. L’obelisco venne prelevato dalla terra egizia, per essere portato a Roma nel Tempio di Iside del Campo Marzio. Iside era una dea molto venerata dai romani in età Imperiale, al punto da decidere di portare (con fatica) obelischi originali dall’Egitto, per la fiducia che si dava all’oggetto come elemento sacro e magico, chiaramente non replicabile.
Gli obelischi sono sempre stati monumenti enigmatici, formati da un unico monoblocco e solitamente eretto all’ingresso dei templi, con funzione simbolica non ancora del tutto spiegata.


Foto di Angelo Paternò

Le ipotesi formulate sono molte. Innanzitutto l’obelisco richiama il menhir, principalmente perché era un monolite che anticamente simboleggiava il fallo maschile. Era un grande ago infilato nella Terra a stimolarne l’energia sessuale (la terra in questo caso sarebbe l’elemento femminile fecondante) e tellurica, assomiglia infatti ad un grande spillo di un’agopuntura (non è un caso che i primi aghi fossero di osso e di pietra). Rappresentava anche l’asse del mondo e il fusto di un albero, esattamente come Yggrasill, l’albero cosmico fonte della vita, del sapere e del destino. E’ metafora anche della nostra colonna vertebrale che sostiene il corpo, il tempio dell’anima, collegamento tra l’uomo e il divino. Ma l’obelisco porta con sé un altro significato più occulto, diffuso soprattutto nel Regno di Akhenaton ed è quello di rappresentare un raggio di luce, non il simbolo, ma il primo autentico raggio di luce apparso sulla Terra, che in quell’occasione si sarebbe “pietrificato”.
I significati insomma non si sprecano e ad oggi possiamo introdurne anche uno più scientifico che riguarda la grande somiglianza per forma e utilizzo come parafulmine, grazie alla quale assorbiva energia elettrica, naturalmente presente in aria.


Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=13182214

In effetti anche le piramidi vantano una punta aguzza che veniva ricoperta d’oro esattamente come la punta degli obelischi: si chiamava “pyramidion” e aveva la proprietà di attirare i fulmini. Piramidi ed obelischi avevano dunque la funzione di essere strumenti atti a convogliare e assorbire l’energia elettrica dell’aria, per caricare energeticamente il tempio e tutto ciò che lo circondava. Forse questa proprietà di attirare l’energia era paragonabile alla proprietà di attirare Dio, in quanto la divinità, vista come una forma di luce, veniva catturata da queste punte magnetiche. Dopotutto era facile notare quanto i fulmini toccassero facilmente forme appuntite, suscitando il pensiero che gli Dèi preferissero quelle direzioni.
Forse è proprio per questo che i Romani furono tanto affascinati dagli obelischi, da portarne più che potevano in Italia, sperando che mantenessero le stesse proprietà. Non per nulla Roma è la città che detiene il maggior numero di obelischi originali egizi del mondo, ben 9 su 27 sparsi in tutto il globo.
Anzi, un tempo erano perfino 10, ma il decimo nel 1737 fu trasportato fino a Urbino per commemorare Papa Clemente Albani XI, morto già da qualche anno, zio del Cardinale Annibale Albani che lo fece collocare in questa piazza. E’ lecito chiedersi perché un obelisco, con tutte le fatiche che ne comporta il trasporto, sarebbe stato portato fino a qui. E’ chiaro che non è stata una scelta casuale e se si indaga sulle vicende della famiglia Albani qualcosa di insolito emerge.
Lo spiega il dottor Marco Rocchi, esperto in storia di Urbino che evidenzia l’appartenenza di Papa Clemente Albani XI al circolo di alchimia di Villa Palombara.
Sull’obelisco ci sono alcuni geroglifici, il cui primo tentativo di tradurli fu ad opera del gesuita Padre Athanasius Kircher che insieme a Papa Clemente Albani frequentava lo stesso circolo alchemico.
Resta il mistero del perché sarebbe stato portato qui, per di più dopo la sua morte. Forse per innalzare l’anima, qui rimasta nonostante il corpo si trovi altrove, verso il cielo, in quanto gli obelischi avevano una funzione similare a quella delle piramidi?

Per approfondimenti:

 


Luoghi Misteriosi collabora con:

Interviste


Argomenti


Simboli


Il portale dei Luoghi Misteriosi
www.luoghimisteriosi.it - info@luoghimisteriosi.it

Il portale dei Luoghi Misteriosi (english version)
www.mysteriousplaces.it

® Luoghi Misteriosi
Luoghi Misteriosi è un marchio registrato
è vietato copiare il contenuto di questo sito senza l'approvazione dei relativi autori
per utilizzo di foto, testi, contenuti contattare info@luoghimisteriosi.it

I nostri libri

Negli ultimi anni siamo cresciuti molto contando sempre sulle nostre forze per dare visibilità a luoghi poco conosciuti del nostro bellissimo paese.

Adesso abbiamo bisogno del tuo aiuto affinchè possiamo crescere ancora di più.

Aiutaci a crescere! Acquista il nostro libro!

I nostri siti


Sito consigliato da

 

 

Centro regionale
Beni Culturali Abruzzo

Multimedia