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CAMERANO (AN) - LA CITTA' SOTTERRANEA
UN PERCORSO INIZIATICO SOTTERRANEO



articolo e fotografie di Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it

I capitoli di questa scheda sono:
Città al negativo e città al positivo
La frequentazione delle grotte durante la Seconda Guerra Mondiale

Qual'è la loro origine?

Il percorso iniziatico dei 7 Templi:

1° Tempio: Il “Camerone” e il culto del Dio Mitra
2° Tempio: La Grotta Trionfi
3° Tempio: La Grotta con il sole e la luna
4° Tempio Il Tempio Massonico della Grotta Corraducci
5° Tempio: La sala dell’Ankh egizio
6° Tempio: Le chiese “gemelle” e il pane e il vino
7° Tempio: La chiesa orientata ad est e la chiesa orientata a nord

Conclusioni
Il ventre rigonfio della “gradina”




10 maggio 2013 ITALIA 1
Servizio su Camerano Luoghi Misteriosi in collaborazione con
Extremamente - Rubrica di Studio Aperto - Italia 1 - Ore 18.30

QUESTO ARTICOLO E' STATO TRATTATO DA LUOGHI MISTERIOSI
SULLA RIVISTA FENIX N°40 DI FEBBRAIO 2012

Luoghi Misteriosi sulla rivista FENIX
Articolo di 6 pagine sulla rivista FENIX di febbraio 2012 di Isabella Dalla Vecchia (Luoghi Misteriosi) dal titolo "I segreti sotterranei di Camerano "

Camerano, su nostro suggerimento alla redazione, è stato approfondita in una puntata del programma "Mistero" di Italia 1

Città al negativo e città al positivo

"Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa-Una" ciò è quanto troviamo scritto nella Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto, frase che da sempre ha aperto numerosi interrogativi sul suo significato. Noi la citiamo per introdurre il discorso delle "città al negativo" presenti in molte zone d'Italia, con innumerevoli misteri. Questa volta ci troviamo a Camerano, nel cui nome è radicata la sua natura, perchè significherebbe "camerone", ovvero camera ampia, oscura. I suoi enigmi hanno forse inizio proprio dal nome?

Sotto questo borgo marchigiano si estende un dedalo di grotte, esplorate solo in parte, perché ogni tanto emergono sempre un nuovi cunicoli. Percorrendo le vie della città, si cammina sopra stanze sotterranee, ipogei, templi, gallerie ramificate anche su più livelli e comunicanti tra loro, scavati nell’arenaria e utilizzati in diverse epoche per funzioni abitative, difensive, alimentari, rituali.

Ambienti ricchi di nicchie, volte a cupola, a vela e a botte, colonne e sale circolari, oltre che simboli, bassorilievi e incisioni, una vera e propria città sotterranea. Un mondo nascosto ma che esiste, di cui è sconosciuto il perché, il quando e il come è stato creato.

Una prima spiegazione che viene data è sempre quella funzionale, essendo gli ipogei stati utilizzati come magazzini e ambienti difensivi, ma esistono veri e propri templi sotterranei, che fanno decadere questo impiego esclusivo. Apparentemente sembrano collocarsi in punti casuali, ma diversi ipogei si trovano sotto luoghi molto precisi, come nel caso dell’incredibile chiesa sotterranea di Grotta Ricotti che era collegata a Sant’Apollinare, esempio di perfetta simbiosi tra borgo di superficie e città sotterranea.

La frequentazione delle grotte durante la Seconda Guerra Mondiale

Secondo tradizioni orali le grotte “ci sono sempre state” e vennero ben sfruttate durante la seconda guerra mondiale come rifugio. Inconsapevolmente, vivendo al loro interno furono riscoperte le proprie oscure origini. Si viveva nel sottosuolo transitando nelle gallerie allo stesso modo in cui si percorrevano le vie del paese, anche perché sottoterra si poteva raggiungere con facilità ogni angolo del paese (come del resto facciamo prendendo la metropolitana).

Gli abitanti trasferirono i propri beni e gli oggetti di vita quotidiana nelle grotte, organizzandole come vere e proprie abitazioni, inoltre gli stessi templi antichi, scavati nel tufo, venivano riadattati per le celebrazioni eucaristiche e i grandi vani come il “Camerone” diventavano ospedali. Per un curioso gioco del destino la città sotterranea tornò magicamente a rivivere, coloro che la costruirono risorsero attraverso gli abitanti della prima metà del ‘900 che attivarono inconsapevolmente una memoria collettiva, invertendo le sorti: ora era la superficie ad essere disabitata.

A conclusione della guerra le grotte tornarono ad essere abbandonate, ma ormai nessuno le poteva più ignorare, perchè i loro interrogativi nei confronti dei templi ancestrali, delle nicchie perfette, simmetriche, dei loro misteri inspiegati si erano ormai aperti… “alla luce del sole”.

Qual'è la loro origine?

La città marchigiana di Camerano fu abitata fin dal secolo XI-IV a.C. dai Piceni (è stata rinvenuta una necropoli del XI-III secolo a.C.) per poi essere frequentata dai Romani e divenire parte della Pentapoli bizantina nel medioevo. Nel 1177 si ha notizia del Castello di Camerano e già nel 1198 figurava come libero comune. Nonostante il passato storico sia ben documentato, negli innumerevoli documenti non esistono fonti o citazioni che parlano delle grotte.

Il documento più antico risale al 1759 ed è una relazione di alcuni lavori di consolidamento di una grotta già esistente, un restauro che sa solo provare che l'ipogeo già era presente. Inoltre su un pilastro è riportata la data del 1327 altro fattore che non segna una nascita di questi luoghi.

In epoca preromana il Monte Conero era considerato un faro naturale per la sua verticalità sul mare e per il fatto che veniva visto da notevoli distanze, esso veniva utilizzato come punto di riferimento dai navigatori che seguivano la costa adriatica. Le colline attorno al monte furono riadattate dagli antichi abitanti del luogo, i Piceni, che spianandole alla sommità, le modellavano “a piramide”, pianificando l’abitato sull'apice.

Quando i livelli erano due, era perchè nel primo si espandeva il villaggio e nella parte più alta il luogo di culto. All’interno di questa “gradina” (termine slavo che significa “città fortificata” a riprova del legame con le terre oltremare) nascevano le prime grotte, larghe 50 cm e alte 1,60 m costruite in previsione di tre utilizzi principali, nascondiglio in caso di attacco, luogo di conservazione del cibo, e ambiente dove tumulare i morti.

Nel corso degli anni furono notevolmente rimodellate e ampliate, aprendo entrate, uscite e collegamenti laddove se ne aveva la necessità, in parallelo all’espansione della città soprastante. Esse sono infatti in alcuni punti molto lavorate, in altri più rovinate e in altri ancora più squadrate a riprova delle diverse epoche di intervento. Forse la zona più antica, è proprio quella in prossimità della torre d’angolo del castello, perché ricca di nicchie trapezoidali, irregolari e abbozzate, probabilmente utilizzate come tombe picene.

Ricordiamoci che realizzare un’opera così complessa ha richiesto fatica e rischio, senza possibilità d’errore seguendo precise disposizioni ingegneristiche per evitare crolli o cattiva distribuzione dell’aria. Ma è possibile che popolazioni che vivevano in capanne di paglia e fango potessero costruire simili gallerie?

Il ricercatore Alberto Recanatini, che sta portando avanti molti studi sulle grotte fin dagli anni '70, affermerebbe che questi popoli, avendo a disposizione una città sotterranea, non necessitavano di null’altro che una semplice capanna come disimpegno sull'ambiente esterno, mentre tutto ciò che gli occorreva si trovava nel sottosuolo, un perfetto rifugio dal caldo, gelo e dalle intemperie.

Recanatini ha pubblicato un interessante resoconto negli atti del convegno sull’evoluzione della storia del centro storico di Camerano, in essi, seguendo una precisa linea cronologica, avrebbe identificato ipogei già esistenti e ampliati a seconda delle necessità dell'epoca, se ad esempio era un periodo di guerre si ricercavano rifugi, se era un periodo di pace e benessere si ricercavano magazzini. Le grotte si espandevano all’interno della cinta muraria e durante l’evoluzione della città di superficie, parallelamente venivano anche ampliate le gallerie… “Così in alto come così in basso”.

Il percorso iniziatico dei 7 Templi

1° Tempio: Il “Camerone” e il culto del Dio Mitra

Il Camerone è una stanza molto ampia, di circa 100 mq, con copertura a volta a botte. Fu adibita a diversi utilizzi, tra cui quello di ospedale e, negli anni ’60, di “balera”.

Si trova all’interno del Sassone, sotto il castello e comunica con l’esterno attraverso un'apertura che si affaccia sul mare, utilizzata un tempo per osservare le incursioni dei nemici.

La parte enigmatica del Camerone è il fatto che culmini con una parete in cui si apre una nicchia e due colonne ai lati, elementi che ricorderebbero una zona sacra di un antico tempio (che senso avrebbe in un'ospedale una nicchia con due colonne ai lati?). Forse un antico tempio dedicato al Dio Mitra, i cui culti avvenivano sempre sottoterra o all’interno di ipogei.


la nicchia con le due colonne ai lati

Nelle grotte di Camerano sono presenti molti altri templi e questo è solo l'inizio di un cammino oscuro che chi lo sa ben intraprendere può condurre l'illuminazione.

2° Tempio: La Grotta Trionfi

Nella Grotta Trionfi è presente un tempietto con pianta circolare e 10 colonne, capitelli dorici e 9 nicchie all'interno delle quali è rimasto solo un sedile identificato come lo “scranno del Magister” in relazione alla tradizione che indica la sala come luogo di riunione dei membri di antichi ordini cavallereschi.

Al centro della cupola sono scolpiti due cerchi concentrici e ai lati dell'entrata due croci.

Viene chiamato come “Grotta dei Frati Guerrieri”, qui i pellegrini trascorrevano la notte in preghiera prima di recarsi all'alba del giorno dopo nella vicina Loreto.

Era l'ultima tappa della via lauretana, la cui “sede”, l’Ospizio dei pellegrini che si trovava a fianco dell’antica Pieve di San Pietro (di fronte all’ufficio IAT), sin dal XIV secolo, era gestita dai Cavalieri di Malta.

Nel caso si svolgessero effettivamente dei rituali a 12 metri sotto il livello della strada, nessuno forse, se ne sarebbe accorto.


lo scranno del Magister

Occorre ricordare che a Camerano viveva la nobile famiglia Corraducci legata alla massoneria, che raccoglieva attorno a sè e soprattutto nella segretezza delle grotte, dal periodo dell’occupazione francese all’unità d’Italia, i carbonari e i fratelli massoni della zona.

3° Tempio: La Grotta con il sole e la luna

Ben più affascinante è il tempio successivo in cui sulle notre teste ci appare un sole o una stella, scolpito a bassorilievo al centro della cupola, esso avrebbe 8 punte, dalle quali si propagano 8 raggi che scendono lungo le pareti.

All'interno del sole è inscritto un cerchio, identificato come la luna.

Questa sala presenta effetti acustici sorprendenti, sono stati effettuati esperimenti dal gruppo dello IAT, per capire la tecnica del suono che questa stanza è in grado di gestire.

Parlando al centro del pavimento, sotto al simbolo, si ottiene un'amplificazione della voce quasi artificiale, l’oscillazione del suono salirebbe verso il sole per ridiscendere attraverso i raggi trasformato in vibrazioni e investire le persone che si trovavano all’interno delle nicchie.


il sole e la luna

Alcune piccole mensole, alternate alle nicchie, contenevano candele che propagavano la luce attraverso i raggi scolpiti, illuminando meglio il sole dando l'impressione di brillare di luce propria.

Sulle pareti sono presenti incisioni di ulteriori croci con raggi, croci radianti, forse sono altre piccole stelle ad accompagnare il nostro sole?


le croci radianti

Il profondo valore simbolico del sole e dell'ambiente sotterraneo è da attribuire anche in questo caso al culto legato al Dio Mitra, che aveva in esso il principale simbolo legato ai propri misteri.

Questa sala è in comunicazione con una piccola stanza di 4 x 5 metri paragonabile alla sala dei passi perduti, la porta tra materia e spirito, dove ha inizio il cammino iniziatico massonico.

Ed ecco che tutto prende un senso e questi templi divengono tappe fondamentali del percorso che portava l’adepto alla scoperta di misteri sconosciuti quanto affascinanti.

4° Tempio Il Tempio Massonico della Grotta Corraducci

All’interno delle Grotte Corraducci è presente una grossa sala circolare con 12 nicchie e colonne e capitelli in stile neoclassico.

Le decorazioni a semilune e lesene risalgono probabilmente alla fine del 1700, purtroppo verso il 1970 la sala è stata fortemente deturpata dalla realizzazione della colonna centrale e dei relativi architravi, non presenti originariamente, cancellando una circonferenza decorata sul soffitto, da cui si intravvede uno strano disegno a semicerchi.

Questa sala, dalle grosse dimensioni, poteva essere il tempio massonico vero e proprio, purtroppo il pilastro ne ha cancellato il disegno, un intento voluto? Cosa era rappresentato al centro della stanza?

5° Tempio: La sala dell’Ankh egizio

La successiva Grotta Burchiani sarebbe incredibilmente a forma di croce ansata, di “ankh” egizio, antichissimo simbolo che richiama la vita perché presente sempre sul petto o nelle mani degli antichi dèi e faraoni.

Oltre ad avere un profondo rapporto simbolico spirituale con il percorso iniziatico massonico in stretto legame con i culti egizi, rappresenta anche il sole che sorge all’orizzonte, con la sezione orizzontale, mentre quella verticale sarebbe il suo percorso.

Ma la cosa più incredibile è che proprio nel cerchio, qui, nella sala che sarebbe in piantina la testa dell’ankh, c’è davvero presenza di acqua, raccolta per via del saliscendi strutturale della stanza, a riprova della valenza magico simbolica del luogo. Inoltre la “testa”, non a caso, è quasi rivolta ad est.

6° Tempio: Le chiese “gemelle” e il pane e il vino

Nelle Grotte Mancinforte è presente una sala a pianta ottagonale divisa da una colonna centrale in due ambienti assolutamente speculari.

Due altari in alabastro cinereo, la caratterizzano, materiale prezioso proveniente da Montepulciano, città natale della famiglia Mancinforte, l’ultima nobile casata che ancora vanta alcuni eredi a Camerano.

Sulla colonna sono scolpiti due bassorilievi danneggiati, che riportano da un lato l’immagine di un cerchio all’interno del quale è inciso “IHS”, al di sopra la croce e sotto tre chiodi della passione di Cristo; dall’altro vi era un calice, oggi scomparso perché scalpellato e profugato. Di profondo valore simbolico la dualità dell’ambiente, se da una parte c’era l’ostia, il pane, dall’altra era presente il calice, ossia il vino.


il bassorilievo dell'ostia con IHS

7° Tempio: La chiesa orientata ad est e la chiesa orientata a nord

Un tempo, nell’area più elevata della città, sorgeva la chiesa romanica di Sant’Apollinare, la cappella del Castello, tra le più antiche delle Marche, rasa al suolo per dare spazio al mercato, un autentico scempio che fa rabbrividire solo al pensiero (come a buttar giù il Colosseo per dar posto a un centro commerciale, quale folle realizzerebbe una simile opera?).

Purtroppo di questa pieve non è rimasto più nulla, se non la sua "gemella" sottoterra, orientata perpendicolarmente alla basilica scomparsa a formare, anche se non sovrapposta, quasi una croce.

Si trova nella Grotta Ricotti ed è una chiesa sotterranea databile 1000-1100 con abside formata da 9 nicchie e un’ulteriore piccola cripta semicircolare con 5 nicchie. E’ un luogo spettacolare e particolarmente suggestivo, a navata unica con 9 nicchie a destra e altre 9 a sinistra e con scolpita al centro, in prossimità del presbiterio, sulla volta una grossa croce patente templare.

La presenza dei cavalieri dell'Ordine è documentata per via delle commende templari presenti a Osimo, Loreto e in varie aree dell’entroterra. La particolarità di questa splendida chiesa sotterranea, che lascia senza fiato, rara se non unica, è l’orientamento.

Mentre la soprastante Sant’Apollinare era orientata verso est, com’è tipico delle chiese romaniche, questa basilica sotterranea è orientata verso nord, inusuale per un edificio religioso, dato che anche i Templi pagani “guardavano” verso oriente.


la cripta

Perché un ambiente sacro già di per sé immerso nell’oscurità dovrebbe ulteriormente rivolgersi a nord, verso l'aldilà oscuro e sconosciuto? Abbiamo iniziato il cammino con una serie di misteri per terminare con l’enigma più inspiegabile.

Il ventre rigonfio della “gradina”

"Il Sole ne è il padre, la Luna ne è la madre, il Vento l’ha portata nel suo ventre, la Terra è la sua nutrice." continua Ermete Trismegisto, ricordando l’importanza della cavità nella roccia come luogo sacro per le antiche civiltà. Il suo primitivo utilizzo quello del riparo, è simile alla protezione che può dare una mamma, una Madre Terra. La grotta come utero materno, diviene un'incubatrice naturale che faceva risorgere a nuova vita i corpi seppelliti.

Entrando nel suo utero l’uomo diviene figlio immortale, questo perché da sempre è circondato da questa macchina perfetta che è il pianeta si è sempre interrogato sul senso della vita.

Oggi costruiamo grattacieli ed esploriamo lo spazio perché vogliamo raggiungere fisicamente il divino, ma se solo per un momento camminassimo nel silenzio di questi cunicoli, capiremmo che Dio è sempre rimasto qui, nella tenebra di questo mondo dove anche un piccolo spiraglio di luce acquista importanza e diventa la giusta direzione da imboccare. Dobbiamo seguire la luce solo laddove c’è il buio e la possiamo chiaramente “vedere”.

INFO UTILI
Per visite guidate alle grotte contattare
Ufficio IAT - Informazioni e Accoglienza Turistica
Via Maratti 37 - 60021 Camerano - Tel./Fax +39 071 7304018 - info@turismocamerano.it
http://www.turismocamerano.it/ufficio_iat_orari.php
Si ringrazia il sostegno e la preziosa documentazione dell’Assessore al Turismo, Cultura, Sport e Beni culturali, Jacopo Facchi e del responsabile delle guide alla Città sotterranea, Angelo Monaldi

BIBLIOGRAFIA
Convegno di Studi “La memoria del sottosuolo”
Atti a cura di Marco Campagnoli e Alberto Recanatini

(c) articolo, fotografie, video di Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it
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