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VEZIO (LC) - PERLEDO E IL CASTELLO DI VEZIO UNA STRADA VERSO L'EDEN |
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Tra i secoli II e IV a.C. qui vi era un insediamento prima ligure-celtico e poi etrusco. Questo luogo è da considerarsi talmente antico che la parola viene addirittura riportata nello stesso nome, Vezio che significa “vecchio”. Lo stesso nome latino “pagus vetus” significa “vecchio antico, preesistente”. Verso il 196 a.C. il luogo era abitazione dei galli, fino a che non furono annessi alla civiltà romana, grazie al commercio (vi era la cosiddetta “via del ferro”), alle strade che collegavano i vari siti e alla collaborazione “gallo-romana” contro la minaccia dei barbari del nord con le zone assoggettate. Vezio divenne un importantissimo luogo difensivo, sia per il punto strategico, con le cinte murarie che scendevano direttamente sul lago, sia per i prodotti siderurgici provenienti dalle fiorenti miniere di ferro. Circa nell’anno 600 divenne sito longobardo e dimora stessa della regina Teodolinda. La leggenda vuole che questo luogo fu una delle ultime dimore della regina, terreno su cui fece edificare la chiesa di S. Martino con il campanile a forma di torre e l’oratorio di S.Antonio unendolo al castello, come a voler cristianizzare una dimora finalizzata alla guerra. Morì a Monza dove fu anche seppellita, ma il suo cuore e la sua anima restarono nella cerchia di queste mura. Si dice infatti, che nelle notti prive di luna il suo spirito vaghi per i corridoi del castello. Esistono anche delle autentiche testimonianze come dimostrano i gessi di fantasmi in cartapesta realizzati dai gestori della rocca.
(c) articolo e fotografie luoghimisteriosi.it |
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