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ABBAZIA DI PIONA (LC) UN NUOVO EDEN PARTICOLARMENTE "MASCHILISTA"! |
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Sulla punta dell’Olgiasca, una piccola penisola nei pressi di Colico sul lago di Como, si staglia isolata e dominante, l’abbazia di Piona. All’entrata, come un monito sul fatto che si accede ad un una zona sacra, si stagliano le statue severe di San Benedetto e San Bernardo, a protezione del monastero. La Chiesa di S. Nicolao è dell’XI secolo, ma sostituisce una precedente del VII secolo fondata dai monaci Cluniacensi nel Medioevo, a protezione di quella zona che era facile preda di banditi e pirati. Cadde successivamente in decadenza, ma venne solo da pochi anni restaurata e rivalutata. Ciò che ha colpito come al solito gli studiosi è il fatto che i ricchi quanto splendidi affreschi dell’interno siano stati completamente coperti da uno strato di stucco bianco, come accadeva un tempo, che ha distrutto tantissime opere d’arte italiane. Infatti gli affreschi dell’abside del XII secolo, sono ahimè quasi completamente perduti. Essi raffigurano un’immensa glorificazione di Cristo in stile bizantino, mentre ancora di salvano quelli del chiostro, sempre in stile romanico-bizantino e sempre dello stesso periodo. Nell’abside Gesù è inscritto in una mandorla e, ascendendo al cielo, giudica l’umanità con il Libro della Verità aperto; accanto a lui i 4 evangelisti visti ancora in forma apocalittica di animali. La Chiesa è a pianta irregolare e ha due bellissimi leoni marmorei a guardia dell’entrata, oggi un po’ tristemente trasformati in acquasantiere, ma un tempo veri e propri guardiani della struttura, perché reggevano due imponenti colonne. Lo strano quadro "in rilievo" A destra è possibile osservare un’urna cineraria pagana, contenente i resti della giovane Festina. La strana struttura del chiostro Nonostante abbia forma quadrangolare, presenta una pianta irregolare. Nel lato sud è presente il volto severo di un uomo, come se ogni mossa fosse continuamente osservata, mentre nel lato est viene descritto il diluvio universale, con l'acqua come simbolo di distruzione del male e di purificazione della terra verso un mondo nuovo, un’Eden redivivo (per i monaci senza donne?). Vi sono presenti innumerevoli aquile nei capitelli, questo rapace è di una simbologia fondamentale, perché ritenuto l’unico animale in grado di guardare il sole e dunque di conseguenza il volto di Dio, immagine che l’uomo non può ancora fissare a occhio nudo. Il primo affresco rappresenta l’incontro di Gesù risorto con Maria Maddalena (Noli me tangere). Alcuni altri affreschi, a parte le scene contadine, sono curiosi e di difficile interpretazione. Vi è per esempio un personaggio, probabilmente S. Giovanni battista che porge la testa a un S. Giovanni Evangelista, o forse a se stesso… poi vi è una santa Margherita che cavalca un drago che tiene stretto nelle fauci una fanciulla, liberandola o punendo l’ennesima figura femminile? Vi è poi santa Caterina d’Alessandria martirizzata sulla ruota (e non trionfante con la ruota distrutta come spesso si mostra); San Lorenzo bruciato per metà da una graticola. Inquietanti raffigurazioni. Infine un’immagine di San Benedetto, che fugge da una donna, l’ultima sua vera tentazione, alla quale riuscì a sfuggire solo gettandosi nudo tra i rovi e le ortiche! Insomma un Eden novello senza donne e serpenti, fatto su misura per i monaci, laddove la donna viene vista in cattiva luce ad ogni angolo di questo irregolare e quasi confuso chiostro. Altro non si poteva trasmettere nei confronti di coloro che avevano scelto la castità. Solo donne pure, solo sante, solo vergini partorienti. Ma è davvero la metafora del nuovo paradiso terrestre o forse rimane un giardino isolato dalla splendida feconda femminile natura circostante? Il campanile è moderno, anche se lo stile romanico è abbastanza rispettato, ricostruito sul precedente crollato per via di un fulmine nel XVII secolo. Chissà quale segno infausto gli si è attribuito a quei tempi…
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Il sito dei luoghi misteriosi |
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