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Questo luogo appartiene al gruppo:
ANIMALI (aquila, cavalli, felini, pavoni, uccelli)
ANIMALI MITOLOGICI (bestiario medievale, grifone)
MASSONERIA
PERSONAGGI
(grandi donne - Matilde di Canossa)
TEMPLARI
Simbolo: CROCE PATENTE
MELUSINA

QUADRATO DI SATOR

 
PIEVE TERZAGNI (CR) - CHIESA DI SAN GIOVANNI DECOLLATO
IL SATOR E LA MELUSINA



articolo di Paolo Panni - pannipaolo@gmail.com
fotografie di Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it

Luoghi Misteriosi torna nuovamente alla trasmissione Mistero di Italia 1
La nuova inviata Nicole Pellizzari intervista Isabella Dalla Vecchia e Paolo Panni sull'enigmatico Quadrato palindromo del Sator alla chiesa di San Giovanni Decollato a Pieve Terzagni (CR).

Guarda l'ufficio stampa di Luoghi Misteriosi

I capitoli di questa scheda sono:
La simbologia del pavimento
Il quadrato di Sator
Le origini dell'abbazia e Matilde di Canossa
Presenza massonica e templare?

Secoli di storia e di misteri si susseguono nella suggestiva chiesa parrocchiale di San Giovanni Decollato in Pieve Terzagni, piccolo centro immerso nella pianura cremonese, frazione del Comune di Pescarolo ed Uniti. Si tratta, senza dubbio, di una delle pievi volute da Matilde di Canossa nel secolo XI, ma interessata da profonde e radicali trasformazioni tra i secoli XVII e XVIII.

La simbologia del pavimento

Tracce della sua ultracentenaria storia sono rappresentate, internamente, da una colonna rimasta a testimoniare l’originaria struttura, e dal grande mosaico che ricopre larga parte del presbiterio ed anche una porzione della navata centrale.


la colonna originale

Il pavimento datato intorno al 1100, è composto da figure con contorni neri su fondo bianco, in mezzo si intravvedono alcuni inserti colorati nei volti del diacono Stefano e della sirena. Le tessere misurano circa un centimetro di lato e hanno un taglio regolare. Il mosaico sviluppa temi iconografici sacri e profani.

Gli evangelisti:

Il coro:

I primi sono esclusivamente riservati all’area del presbiterio; vi sono raffigurati i simboli dei quattro Evangelisti, il diacono Stefano e un felino che tiene la testa china in segno di sottomissione.

Subito sotto abbiamo San Luca e San Marco. I simboli del Tetramorfo reggono ciascuno il libro del Santo Vangelo e sono accompagnati dal titulus, il nome che li identifica.

Il diacono Stefano (questa parola è scritta in greco mentre tutto il nome è in latino) è raffigurato tra due colonne e un arco.

Vi sono poi sei croci greche ed è evidente che questo diacono Stefano doveva essere molto importante, per questa Pieve.

I temi profani della navata, invece, sono ispirati al bestiario medievale. Essi sono compresi entro cerchi disposti in un reticolo di dodici quadrati.

Il mosaico è in questo punto particolarmente frammentato, si distinguono chiaramente un cervo, dei felini o lupi, una sirena bicaudata ed un gallo o tacchino.

Ricostruzione del pavimento prima dello "scempio":

Il quadrato di Sator

I lavori di restauro effettuati negli anni, purtroppo, hanno portato ad evidenti trasformazioni del mosaico e, soprattutto, hanno causato la perdita di gran parte del misterioso Sator, il cosiddetto “Quadrato Magico” le cui lettere sono ora disposte, in modo molto disordinato, nell’area dell’altare maggiore. La particolarità di questa opera di genio enigmatico, occorre ricordarlo, sta nel fatto che le parole inserite nel reticolo, possono essere lette sia da sinistra a destra e viceversa, come dall’alto in basso e dal basso in alto, mantenendo invariata la frase. L’interpretazione della formula del quadrato magico, da sempre appassiona e divide storici, studiosi e cultori del mistero. La sua origine è senza dubbio remota, tant’è che bisogna risalire al IX secolo per trovare una delle prime testimonianza cristiana: una Bibbia carolingia dell’822.

Lo stesso enigma è documentato nientemeno che a Pompei, nel I sec. d. C., spazia in seguito dalle sponde dell’Eufrate all’Inghilterra per incastonarsi nel VII secolo in un rituale etiopico e in un’iscrizione copta, forse retaggio di vangeli apocrifi. Nell’822, come evidenziato, compare nel fregio di fondo di una bibbia Carolingia per poi intrecciarsi alle vicende dell’ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone (Templari). Uno degli aspetti che più colpisce nel quadrato magico è la croce formata dalla parola TENET, che inizia e finisce con la lettera T anch’essa identificabile con la croce, il simbolo per eccellenza delle fede cristiana.

Le cinque parole da cui è formato erano e sono un arcano sfruttato, nell’interpretazione, per le più svariate situazioni ed il mistero dell’ubicazione sacrale di un elemento che a prima vista  può essere giudicato come pagano, si svela capovolgendo i canoni consueti, scorrendo con gli occhi i segni della scrittura da destra a sinistra, da sinistra a destra, ottenendo la frase Sator Opera Tenet, Tenet Opera Sator.

E' stato tradotto con: “Il grande seminatore tiene nella sua mano le opere, le opere tiene nella sua mano il grande seminatore”. Purtroppo, come evidenziato, del palindromo non resta molto; inutile dire che i restauri che hanno interessato il pavimento del presbiterio in passato possono essere considerati, quantomeno, discutibili dal momento che, in modo del tutto evidente, è stato cancellato un pezzo di storia di particolare rilevanza.

Ma già il fatto che, almeno in parte, il SATOR sia rimasto, benché frammentato, non può che essere considerato importante e degno di interesse. E va senza dubbio aggiunto che l’importanza del mosaico di San Giovanni di Pieve Terzagni va anche ben oltre il “Quadrato Magico” (che, per altro, deve aver condizionato e non poco gli amministratori locali, dal momento che compare anche nello stemma comunale). Una sequenza di animali, nati da leggende popolari e da interpretazioni di descrizioni letterarie antiche, quali la lupa e il grifo alternati dalla sirena bicaudata, come già sottolineato, incorniciano l’edicola centinata dalle allegorie degli evangelisti.

Le origini dell'abbazia e Matilde di Canossa

Per quanto concerne le origini di Pieve Terzagni, è certo che l’area fu abitata già nella preistoria e che i romani vi avevano posto un insediamento di particolare rilevanza. Per tradizione si fa risalire la costruzione della misteriosa pieve all’epoca di Matilde di Canossa.


rifacimenti pittorici ad imitazione del pavimento presenti sull'abside

Un po’ tutti gli studiosi ritengono il mosaico coevo alla prima pieve, quella del XII secolo. Pressoché impossibile invece stabilirne gli esecutori, anche se opere musive simili sono presenti nel territorio lombardo-emiliano.

E purtroppo, va evidenziato ancora una volta, i lavori che nel tempo sono stati realizzati, non favoriscono certo gli studi. Molti tondi in cui si vedono delle fiere sono stati capovolti, vi sono frammenti di altri soggetti illeggibili, interrotti, altri frammenti sono stati ricomposti alla rinfusa, facendo disperdere l’armonica ed omogenea lettura che in origine l’autore doveva avere impresso al proprio lavoro.

Presenza massonica e presenza templare?


Ed anche esternamente, la chiesa di San Giovanni Decollato, si presenta con la sua “carica” di misteri. Da evidenziare il timpano, nel quale campeggia un triangolo attorniato da fiamme rosse con, al centro, l’occhio che tutto vede. Il triangolo equilatero, lo ricordiamo, è considerato simbolo di perfezione. Il triangolo nel quale è inscritto un occhio è uno dei simboli più noti associati alla rappresentazione della divinità, comune al cristianesimo ed alla iconografia esoterica, come ricorda anche René Guénon. A seconda delle rappresentazioni può essere associato a Dio o a Lucifero.

Accostato alla colomba ed al Cristo simboleggia la Trinità; accompagnato invece dalla stella a cinque punte, dalla piramide o dal compasso fa invece riferimento alla tradizione esoterica luciferiana, fatta propria dalla Massoneria. E degna d’interesse, sullo stipite del portale d’ingresso della chiesa, è la croce patente vermiglia che richiama, in modo chiaro ed evidente, all’antico ordine dei Templari.

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Simbolo: CROCE PATENTE
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gruppo Luoghi in Lombardia

INFO UTILI
La chiesa si trova in P.zza Martiri -
Pieve Terzagni, Pescarolo ed Uniti (CR)

(c) articolo di Paolo Panni - pannipaolo@gmail.com
(c) fotografie di Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it


 



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