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Luogo: Agriturismo Monaci Templari - Strada della Villa 11d
18012 Seborga
Tel. 328 866 7390
www.monacitemplari.it - info@monacitemplari.it

Questo luogo appartiene al gruppo:
alchimia (acqua)
fantasmi
luce
rigenerazione
rituali
storie straordinarie
templari

Luoghi:
Gallerie

Regione:
Liguria


IL REGNO IMMAGINARIO E IL BATTESIMO DEI TEMPLARI


Il più piccolo regno del mondo

Seborga è un piccolo comune della Liguria di cui si fa menzione in un documento del 954 nel quale il marchese Guido, conte imperiale di Ventimiglia, avrebbe donato alcune proprietà del territorio ai monaci benedettini dell’abbazia di Lerino, che erano legati ai Cavalieri Templari. Tra le varie vicissitudini storiche che videro Seborga passare nel tempo di proprietà in proprietà, si arrivò ai giorni nostri, quando accadde un fatto decisamente insolito: a partire dagli anni cinquanta del XX secolo, da un giorno con l’altro gli abitanti decisero di rivendicare l’indipendenza della cittadina dalla Repubblica Italiana. Seborga chiedeva di diventare uno Stato e sembrava ne avesse tutto il diritto.

La richiesta fu dovuta infatti in seguito alla scoperta di un cavillo burocratico in cui, al momento dell’annessione al regno di Sardegna nel 1815, Seborga si trovava nello status di Principato che avrebbe reso non valida tale annessione. Forti di questa posizione, i cittadini non persero tempo e elessero un principe, tale Giorgio Carbone (Giorgio I) che tenne la reggenza fino alla sua morte avvenuta il 25 novembre 2009, lasciando il trono in eredità a Marcello Menegatto (Marcello I) in carica dal 25 aprile 2010 sostenuto da 9 ministri. Venne perfino coniata la zecca della città: una moneta dal nome di “luigino” valevole solo all’interno del comune del valore di 6 dollari. Una vicenda fantastica degna di qualsiasi leggenda, peccato che il principato di Seborga non sia riconosciuto dallo stato italiano.

Una città con una simile storia non poteva non essere il preambolo di un luogo nascosto altrettanto leggendario, quasi ad avvalorare il suo status regale fuori dal comune.

Il battesimo dei Templari

Sotto a un edificio oggi adibito ad agriturismo che non a caso si chiama “Monaci Templari” si accede ad una lunga e  stretta galleria, nella quale Flavio Gorni ci ha condotto fino in fondo verso una sorgente di acqua purissima. Sul fondo ai due lati abbiamo toccato dei sedili scavati nella roccia, chiaro segno dell’utilizzo del luogo a scopi cultuali. Coronati dalle numerose stalattiti abbiamo avvertito la sacralità del luogo e compreso la profonda dedizione alla fede cristica.

Questo perché i nostri piedi sono immersi in una fonte battesimale, acqua che sgorga dalla profondità della terra, un ambiente scavato nella roccia e risalente al 1200. In questo luogo umido e protettivo avveniva un battesimo simbolico: uomini venivano investiti cavalieri templari, morivano metaforicamente dentro una grotta-utero e rinascevano dall’acqua della Madre Terra verso una vita nuova, in totale consacrazione a Cristo.

Nella città di Seborga si ricorda un antico transito dei cavalieri dell’Ordine che durante il cammino verso la Terrasanta, si fermavano in questo luogo coinvolti in questo importante rituale. Ed erano proprio i monaci benedettini di Lerino a svolgerlo, secondo le ricerche di Flavio Gorni, si chiamava “triplice battesimo” costituito da un triplice sacramento nel quale erano compresi quelli che in epoca successiva sarebbero stati distinti in battesimo e cresima e si teneva tra la notte del Sabato Santo e della Domenica di Pasqua, proprio in concomitanza con la resurrezione di Gesù.

Come Gesù risorgeva dal sepolcro, i templari qui uscivano dalla grotta-utero, rinnovati rinascevano alla luce.

Avveniva in questo luogo una lunga veglia, simile al rituale di incubazione che si svolgeva nell’antica Grecia, in cui si dormiva dentro gli asklepieia, grotte apposite per la guarigione e il rinnovamento cellulare, oltre che per entrare nel sonno in contatto con il divino.

Ma qui accade qualcosa di più. Alcuni testimoni dichiarano di aver visto piccole sfere di luce muoversi all’interno della grotta, orbs immortalati in alcuni scatti. Gli scettici avanzano l’ipotesi che possano trattarsi di granelli di polvere che rifletterebbero il flash, dando origine al fenomeno luminoso. Eppure in questo luogo e nelle grotte in generale, grazie al fenomeno dell’alta ionizzazione dell’aria dovuta agli ambienti umidi, che permette di ottenere un’aria purissima e priva di scorie di alcun tipo, è difficile trovare della “polvere”. E’ stata avvalorata l’ipotesi che possano essere particelle di acqua in sospensione, ma anche in questo caso sarebbero visibili in presenza di vapore, assente in questo ambiente. E’ dunque stata suggerita l’ipotesi che possano essere le anime dei cavalieri templari che sarebbero tornate nella grotta alla ricerca di una nuova rinascita in spirito. L’uomo tende a tornare nel luogo natale, ma il “super uomo” torna laddove è nato spiritualmente.

Dopotutto una città che di per sé è un reame anche solo immaginario, non può che richiamare le anime di coloro che sognano un piccolo regno fatato, nel quale, all’interno di una grotta-utero è possibile rinascere in un eden ideale di pace e giustizia.


 

 



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