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Questo luogo appartiene al gruppo:
GIUDIZI UNIVERSALI
E PAGANESIMO/CRISTIANESIMO
 
TUSCANIA (VT) - CHIESA DI S. MARIA MAGGIORE
UN'ANTICA GORGONE ETRUSCA

E’ situata ai piedi del colle di S. Pietro, costruita nel secolo XII, è una delle architetture romaniche più belle d'Italia, per la ricchezza di affreschi e bassorilievi.

Nella lunetta chiaramente... la Madonna con Bambino con l'agnello a destra. Poi possiamo vedere Baalam sull'asina e il sacrificio di Isacco.

Le teste di SS. Pietro e Paolo sono state ricostruite (è chiarissima la differenza di materiale) dopo essere state rubate. Sopra S. Pietro è raffigurata della vegetazione e sopra S. Paolo un drago.

Questo è il poco che era visibile all'interno, il resto è sotto restauro coperto completamente dai ponteggi, rappresentante un Giudizio Universale, in cui Lucifero scaglierebbe le povere anime dei defunti nelle grinfie di un famelico dragone. Opera di Gregorio e Donato d'Arezzo, viene raffiguarata una spaventosa figura del diavolo che divora i dannati incredibilmente simile ad una gorgone etrusca. Particolari infatti di queste zone le simbologie così legate alle tradizioni pagane etrusche, l'intento è sempre lo stesso, non distruggere una precedente religione, ma acquisirne i simboli e trasformarli in "cristiani", un po' per imporsi più facilemente, un po' per proseguire la sacralità del luogo.

I giudizi universali di un tempo erano davvero molto cruenti, a dire il vero mi spaventano ancora tutt’oggi con quel lorocrogiuolo di anime terrorizzate e questa presenza di demoni spaventosi. E’ davvero impossibile pensare che le genti di un tempo non si spaventassero di fronte a queste enormi scene di terrore. Non dico che sia educativo, ma dimostra ancora una volta che per “insegnare” spesso si spaventava la povera gente facendogli credere che nell’aldilà quello sarebbe stato il loro destino, e nonostante questo, briganti e assassini esistevano lo stesso. Vivere nel terrore di peccare spesso può disturbare la tranquillità interiore e non rendere serena l’anima.
Bisogna conquistare il paradiso non per fuggire l’inferno, ma consapevolmente per arrivare in un luogo di merito alla fine di un proprio cammino.