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IL PROGRAMMA DI RAI DUE “VOYAGER” DI ROBERTO GIACOBBO SULLE TRACCE DEI MISTERI DI ALATRI |
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“VOYAGER” AD ALATRI Ma il simbolo (“Triplice cinta” o “Cronografo solare”, come lo chiama Tofani) ha suscitato l’interesse anche degli autori del noto programma di Rai Due “Voyager” di Roberto Giacobbo.
Dopo alcuni sopralluoghi, svolti nei giorni precedenti, dagli autori di “Voyager” e dal regista della puntata alatrense Klaus Mayenza, giovedì 08 ottobre 2009, è arrivata ad Alatri la troupe del programma di Rai Due; il direttore della fotografia Massimo Gabrielli, con tutti i tecnici e gli specialisti, gli autori dottor Davide Fiorani, la dottoressa Valeria Botta e la dottoressa Francesca Conti, ed ovviamente il protagonista ed ideatore di “Voyager” Roberto Giacobbo.
A suscitate l’interesse della famosa trasmissione di rai due che si occupa di misteri insoluti, è stata la notizia della scoperta, lo scorso inverno, da parte del sottoscritto, che il labirinto con il Cristo al centro, affrescato in un cunicolo del Chiostro di S Francesco ad Alatri, è identico a quello che decora il pavimento della navata della cattedrale di Chartres in Francia. Chartres, la cattedrale del mistero per antonomasia.
Ma Alatri è pure la città dalle misteriose Mura Megalitiche, forse (io toglierei persino il “forse”) le meglio conservate di tutta l’Italia Centrale. Anche per questo motivo “Voyager” ha ritenuto opportuno recarsi ad Alatri e filmare le sue bellezze monumentali ed archeologiche, le sue opere d’arte e soprattutto i suoi enigmi. Si è cominciato con il dottor Giorgio Copiz e l’ing. Giulio Magli del Politecnico di Milano. Presso lo spigolo nordest dell’Acropoli, dove si trova il leone in pietra (medievale o più antico? La discussione è ancor aperta) è stato intervistato e filmato Copiz, che ha spiegato la propria ipotesi, basata su elementi oggettivi, “di una pianificazione del territorio ciociaro, tramite l’erezione di fortificazioni in opera poligonale da antiche popolazioni, collegata ad allineamenti astronomici”. Studi che hanno trovato vasta eco sulla stampa specialistica, come sul numero dello scorso aprile della nota rivista mensile “Fenix”.
Lasciando la parola allo stesso Tofani (vedere l’apposito articolo) per descriverci la scoperta, che vedremo in onda su Rai Due, mi preme, in questa sede, dire soltanto che se l’ipotesi del “cronografo” venisse confermata (ed al momento tutto sembra andare in tale direzione) si avrebbe una retrodatazione dell’età dell’Acropoli e della stessa Alatri.
Ho avuto il privilegio di assistervi, e posso garantire che è stata un’esperienza unica, commovente ed esaltante al tempo stesso, sentire con quale lucidità, sintesi espositiva, passione per lo studio ed amore per la propria Terra, Don Capone ha ripercorso le ricerche e le scoperte di una vita intera.
Tornando alla registrazione della puntata di “Voyager”, la posizione dell’ “Archeologia ufficiale” è stata illustrata dal dottor Luca Attenni, direttore del Civico Museo Archeologico di Alatri; il quale facendo il punto degli studi sulle “Mura Megalitiche”, ha dichiarato che potrebbero non essere state fatte dai Romani ma essere più antiche.
Se il “megalitismo” di Alatri ha avuto, ovviamente, la parte del leone nei giorni di riprese del programma, non è stato decisamente da meno l’enigmatico affresco con il “Cristo nel Labirinto”, che da un anno sta facendo letteralmente impazzire tutti. Con convegni, articoli su quotidiani e stampa specializzata, dibattiti, accese polemiche, e l’Amministrazione Comunale alatrense, in primis il sindaco dottor Costantino Magliocca, ma pure gli assessori Giulio Rossi e Sandro Vinci, lodevolmente impegnati a valorizzarlo ed a salvaguardarlo.
Si è cominciato venerdì notte, quando sotto l’occhio vigile delle telecamere, ho attraversato la splendida piazza Santa Maria Maggiore, ulteriormente abbellita da luci sapientemente disposte e dai palazzi e chiese che si riflettevano sulla pavimentazione bagnata, spiegando il significato del simbolo della “Triplice Cinta” per i Templari, il loro legame con il Tempio di Salomone a Gerusalemme e l’ipotesi, avanzata da alcuni studiosi di simbolismo, secondo la quale l’archetipo della TC va ricercato nel simbolo del Labirinto.
Sabato sera, invece, ho rievocato il ritrovamento dell’affresco, nel tardo dicembre del 1996 da parte dei tre ricercatori alatrensi Ennio Orgiti, Orestino Fanfarillo e Paride Quadrozzi e la mia scoperta dello scorso inverno, ovvero l’identicità tra i labirinti della Città Ciclopica e quello di Chartres. Inoltre ho esposto la convinzione dell’insediamento dei Cavalieri del “Valcento” anche ad Alatri. Come testimonierebbero, oltre ad una diffusa tradizione, alcuni elementi oggettivi. Ad esempio le “Croci patenti” affrescate nella Chiesa di S. Francesco ed in quella di S. Silvestro. Entrambe riprese da “Voyager”. Ma la giornata di sabato è stata caratterizzata soprattutto dall’arrivo del conduttore ed ideatore del programma, Roberto Giacobbo. Che con la sua carica di simpatia, capacità di comunicazione e preparazione professionale, ha prima catturato l’attenzione del pubblico del “IV Seminario sulle Mura Poligonali” a Palazzo Conti Gentili e poi si è concesso un vero e proprio bagno di folla. Con appassionati di misteri, fans della trasmissione e semplici cittadini, giovani e giovanissimi, a chiedergli autografi, dediche sui suoi libri e le classiche foto-ricordo. Dopo aver assaggiato le specialità locali in un noto ristorante di Alatri, nel tardo pomeriggio di sabato sono cominciate le riprese dentro e fuori il Chiostro di S Francesco. Momenti particolarmente più emozionanti si sono avuti quando Giacobbo è entrato nel cunicolo dove si trova il labirinto. Dopo alcune spiegazioni illustrate dal sottoscritto, è salito sopra una impalcatura, posizionata all’interno dagli operai comunali, in modo da trovarsi alla stessa altezza dell’affresco. Assieme alla storica dell’arte , pittrice, scultrice Laura Quatrini dell’Accademia delle belle Arti di Frosinone. La giovane ma preparata studiosa ha confermato la datazione medievale del dipinto, illustrandone alcuni aspetti. L’attribuzione Templare, pur non provata, allo stato attuale, da prove oggettive, è stata considerata la più probabile (come tra l’altro affermato anche dall’archeologo medievalista Giuseppe Fort e da Adriano Forgione durante il convegno del 24 aprile 2009). Da piazza Regina Margherita (davanti al Chiostro), Roberto Giacobbo e la troupe si sono spostati prima sulle gradinate dell’adiacente chiesa di S Francesco e poi, nuovamente, sull’Acropoli, per filmare immagini indimenticabili in notturna del monumento.
Immagini che verranno viste in tutta Italia da milioni di telespettatori. Un occasione, forse irripetibile, per la città di Alatri e tutta la cittadinanza, per farsi conoscere ed ammirare. Un ritorno di immagine difficilmente quantificabile, uno “spot” pubblicitario che certamente concorrerà ad iscrivere di diritto la meravigliosa località Ernica nel novero delle “Città d’Arte” della Penisola. Grazie “Voyager”. Grazie Alatri!!. Chiunque fosse interessato ad ulteriore materiale sull’affresco del “Cristo nel labirinto” di Alatri, compresa la pubblicazione edita dall’Amministrazione Comunale e distribuita gratuitamente al pubblico, durante il Convegno del 24 aprile, oppure a visitare il Chiostro di San Francesco, può contattare o il Comune di Alatri o la Biblioteca Comunale “Luigi Ceci”. biblioteca@comune.alatri.fr.it VAI A VEDERE LA RASSEGNA STAMPA!
(c) articolo e fotografie Giancarlo Pavat |
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