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TRIESTE - CATTEDRALE DI S. GIUSTO MARTIRE
UN'ALABARDA CADUTA DAL CIELO

La basilica di San Giusto fu edificata nel primo secolo d.C. sopra un propileo di pietra di Aurisina, un edificio pagano, del quale è rimasto qualcosa all’interno del campanile, riportando all'attenzione un altro esempio di chiesa cristiana costruita su un luogo pagano. Ha facciata irregolare sulla quale spicca un  bellissimo rosone. L’interno è caratterizzato da magnifici mosaici del XII° secolo che raffigurano Maria Vergine in trono tra San Michele, San Gabriele e i dodici apostoli.
Nel Tesoro della Cattedrale, dietro una cancellata in ferro battuto, è conservata l’alabarda di S. Sergio, un oggetto sacro e miracoloso, oltre che stemma della stessa città di Trieste.

San Giusto
Nacque a Trieste e divenne soldato sotto l’impero romano. Uomo di gran cuore gli venne sempre arduo uccidere anche un proprio nemico, figurarsi poi quando gli venne ordinato di far strage dei cristiani! Diocleziano, insospettito da questa strana clemenza da parte di un centurione romano, si adirò e gli pose dinnanzi alcuni dei romani per vedere se li adorasse come si conveniva. Ma Giusto, che aveva avuto modo di conoscere quella povera gente che non uccise, ebbe anche modo di entrare in contatto con la religione cristiana e, trovandola molto giusta, l’abbracciò completamente. Ecco perché rifiutò di inchinarsi di fronte agli idoli pagani. Questo gli costò molto caro perché fu subito arrestato e gettato in fondo al mare con un peso ai piedi. Le corde si sciolsero e il suo corpo fu portato dalle onde fin sulla riva nei pressi di Trieste. Nella stessa notte a un cristiano apparve in sogno proprio San Giusto che gli chiese di dargli sepoltura. Il credente, il mattino dopo, si recò subito nel luogo indicato nel sogno e, trovando il corpo, lo imbalsamò, lo avvolse in un lenzuolo di lino e gli diede finalmente sepoltura.


Alabarda di S.Sergio


La leggenda dell'alabarda di San Sergio
Sergio da Roma fu un tribuno militare che apparteneva alla quindicesima Legione Apollinare ma per un periodo si trovò a Trieste dove conobbe il cristianesimo grazie a molti credenti che divennero suoi grandi amici. Come immaginò venne richiamato a Roma, ma, mentre i suoi amici piangevano, lui li rassicurava dicendo che se  anche fosse stato condannato a morte, avrebbe comunque positivamente affrontato il suo destino, perché pregando Dio avrebbe fatto accadere un miracolo come dimostrazione che la religione cristiana era l’unica vera fede. Venne processato dal crudele Antioco che nella sua efferatezza lo obbligò ad indossare dei calzoni con i chiodi rivolti all’interno e con essi lo fece correre a lungo. Soffrì molto ma la notte accorse in suo aiuto una schiera di angeli che lo risanò completamente. Antioco furioso decise allora di farla finita e lo condannò a morte il   7 ottobre 303, ma nella piazza cadde dal cielo un’alabarda ancora oggi conservata nella cattedrale.

L’alabarda non arrugginisce mai!

I motivi della caduta di questo oggetto possono essere innumerevoli, sia la coincidenza del caso, che il lancio di un fedele, fatto è che il gesto provocò molte credenze perdurate fino ad oggi.

(c) Foto di Alessandro Mlach

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