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Simbolo: TRIPLICE CINTA

 
FIDENZA (PR) - IL DUOMO DI S. DONNINO
LA LEGGENDA DEL SANTO SENZA TESTA
E LA CHIESA COSTRUITA "SOTTO" LA PRECEDENTE



di Isabella Dalla Vecchia - luoghimisteriosi.it

I capitoli di questa scheda sono:
La cattedrale di Fidenza
La leggenda del Santo senza testa
La varietà simbolica delle mura esterne
I portali della Cattedrale
La triplice cinta
La chiesa costruita "sotto" la precedente
L'unico edifico a restare miracolosamente indenne
Un curioso cartello stradale

La cattedrale di Fidenza
La cattedrale di Fidenza, eccezionale dal punto per la ricchezza dei bassorilievi in stile romanico, è dedicata a S. Donnino Martire, patrono della stessa città. E’ stata progettata da Benedetto Antelami e realizzata dai suoi allievi tra il XI e il XII secolo. La facciata è un palcoscenico di sculture di grande livello esecutivo che, come piccole vignette di un immenso fumetto, raccontano la storia in maniera minuziosa. Di qui passava la via francigena detta anche “via Romea” che conduceva i pellegrini dall’Europa occidentale a Roma, attraverso un percorso obbligato per molti borghi che ospitavano edifici sacri di grande importanza. Questo perché il devoto, prima di arrivare alla Città Santa, doveva acquisire una sorta di “merito” ottenuto percorrendo la strada in totale pentimento e preghiera. Per questo motivo Fidenza da "praefectura", cioè centro di amministrazione di affari romani, divenne "municipium", città fiorente, come testimoniano i ritrovamenti di numerosissimi reperti preziosi, quali monete, mosaici, ceramiche.

La leggenda del Santo senza testa
Qui è vissuto ed è morto San Donnino, dopo essere stato martirizzato per il suo credo cristiano. Egli era un “cubiculario” dell’Imperatore Massimiano Erculeo, che altri non era che il suo personalissimo “maggiordomo”. Questo lavoro, che veniva conferito solo ai nobili, perché si accompagnava la personalità massima, era di grandissima importanza e responsabilità, perchè era compito arduo occuparsi di abiti, mobili e carrozze per la corona, che non ammetteva errori.

Ma il destino condusse Donnino a convertirsi al Cristianesimo contro il volere dell’Imperatore che non solo lo cacciò dalla sua funzione, ma lo inseguì fino al fiume Stirane per decapitarlo.


L'architrave del Santo con la storia del martirio

Sul portale della Cattedrale viene rappresentato il culmine della sua vita, il sacrificio per Gesù, il taglio della testa che avvenne nel 293 d.C. sulla riva sinistra del torrente Stirone, laddove oggi sorge un ponte romano. Quando il santo venne abbandonato ormai privo di vita accadde un miracolo che viene ben ricordato nei bassorilievi della facciata. Improvvisamente il corpo, con la propria testa in mano, si alzò e camminò attraversando il corso d'acqua!
Una volta giunto sull'altra riva si sarebbe coricato e, lasciato il corpo, l'anima sarebbe salita in cielo condotta dagli Angeli. La sua tomba venne ritrovata forse da Carlo Magno dopo una serie di coincidenze ed eventi inspiegabili che avrebbero confermato la santità delle reliquie.


Il ponte romano dove è stato decapitato S. Donnino

Il luogo divenne ben presto sacro e fu visitato da molti pellegrini giunti da tutta Italia. Questo obbligò la communità a dover edificare un santuario. Da sempre il turismo porta soldi e non passò molto tempo finchè lì attorno vi nacque un vero e proprio borgo, chiamato S. Donnino, che fu il vero nome di Fidenza fino al 1927, anno in cui la città divenne "Fidentia" solo perchè alcuni scavi archeologici avrebbero confermato che quella era l’ubicazione di un’antica città romana perduta. Oggi il corpo riposa in un’arca all’interno della cripta del Duomo, la parte più antica della Chiesa, probabilmente parte del primo santuario del borgo.

La varietà simbolica delle mura esterne
La chiesa ha pianta rettangolare, distribuita su tre navate. E' interamente edificata con marmo rosa. L’esterno è ricco di ogni sorta di immagini in stile romanico, dagli animali più mostruosi e fantastici ai personaggi più significativi. E’ impossibile non alzare lo sguardo alla ricerca di un’interpretazione. Infatti, oltre alla storia del nostro protagonista, la facciata è ricca anche delle storie dell’Antico e del Nuovo Testamento, con cavalieri, eroi mitologici, storie di Maria e degli altri Apostoli. Non mancano figure come Carlo Magno, lo scopritore del corpo del santo e Giovanni Pallavicino il benefattore della cattedrale.


lo zodiaco

I portali della Cattedrale
Sul portale vi sono due leoni, figure di animali nobili, di cui ci si può fidare, onesti, e soprattutto molto forti. E' la figura più diffusa all'entrata delle chiese.


I leoni alla porta della chiesa

Il leone dava un senso di protezione ed allo stesso tempo sapeva leggere nell’anima e poteva decidere se far entrare il pellegrino in un luogo sacro oppure no. Essi ricordano proprio le sfingi egizie che stavano a protezione delle tombe dei faraoni. Il leone è dunque un simbolo molto più antico dello stesso Cristianesimo. Nel duomo di Fidenza queste nobili fiere, oltre a non riposare, guardano l’uno in senso opposto all’altro, questa caratteristica li accomuna ancora di più alle sfingi, perché esse stesse venivano posizionate l’una con il volto opposto all’altra, l’una che guardava il sorgere del sole e l’altra che ne ammirava il tramonto. I leoni, sempre considerati metafora del sole ne osservano ogni giorno da secoli la sua nascita e la sua dipartita.

Gli altri due portali sono affiancati da due arieti e due figure umane o telamoni. L’ariete, anch’esso legato al culto egizio per il dio-ariete, è la figura di Marte, la guerra, la potenza assoluta, la forza sessuale, perfetta e sempre giovane. I telamoni, di cui spesso ne abbiamo uno giovane e l'altro anziano, sono la metafora del tempo, dell'anno che è passato che porta saggezza verso quello che verrà. Essi identificano anche l'umanità intera che con grande fatica sorreggono le colonne del mondo.


Gli uomini alla porta secondaria


Gli arieti alla porta secondaria

Leoni, arieti e uomini. Da che porta vorresti entrare? Quello dell’umiltà, quello della nobiltà o quello della forza? Tutto ciò a condizione che i guardiani delle porte ti permettano di entrare...

La triplice cinta


Foto Carlo M.F.Capone

Anche se poco visibile il lineamenti sono inconfondibili. Sulla facciata della chiesa è presente una triplice cinta, un simbolo enigmatico che ritroviamo in molte chiese.

Viene anche chiamato “labirinto” ed ha un profondo significato iniziatico ed esoterico perché rappresenterebbe il percorso dell’iniziato verso il centro, la rivelazione. E’ stata vista come simbolo di Atlantide, del Tempio di Salomone, della Gerusalemme celeste con dodici porte in questo caso tre per lato. Rappresenterebbe anche una piramide rovesciata, si comincia il corso da quattro lati per arrivare a un vertice, è simbolo della terra (quadrato) che conduce con una serie di gradini al cielo (vertice). Richiama il numero tre (caro ai templari) e i tre gradi di iniziazione. Non a caso è possibile ritrovarlo sotto le vecchie scacchiere, il gioco che per eccellenza rappresenta l’esatta lotta tra il bene e il male.

La chiesa costruita "sotto" la precedente
Esiste un altro mistero legato a questo edificio, ovvero che la parte sottostante sarebbe più moderna di quella superiore. Fatto strano dato che solitamente si edificava SOPRA una chiesa precedente e non SOTTO. La cattedrale è stata costruita da un famoso architetto, Benedetto Antelami, che decise di edificare il duomo sulla precedente chiesa che però era più alta del suo progetto. Lui mantenne il suo disegno sfruttandone la copertura e mantenendola inalterata, cosicchè potesse proteggerlo dai lavori, costruendo comunque una chiesa più bassa. Il risultato fu, e lo possiamo ammirare ancora oggi, che il duomo esternamente presenta una netta distinzione tra una parte superiore ed una inferiore. Perché si è voluto mantenere questa parte della precedente chiesa? Solo per averne la copertura durante i lavori? Nessuno conosce il motivo perché la zona superiore è stata chiusa e rimane tutt'oggi inaccessibile.


Qui è visibile il secondo tetto della chiesa appartenuto alla chiesa precedente

L'unico edifico a restare miracolosamente indenne
La chiesa è molto venerata anche perchè Fidenza è stata rasa al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale che l'hanno miracolosamente lasciata integra, mentre attorno a lei vi erano solo mucchi di macerie. L'urbanizzazione di Fidenza è ad oggi di calco moderno, mentre il duomo è l'unico elemento antico rimasto.

Si può dire che il borgo di S. Donnino questa volta abbia sì perso il corpo, ma non la testa!

Un curioso cartello stradale
Sul muro esterno della chiesa è presente la figura di San Pietro che indica la strada per Roma, come segnale per chi stava percorrendo la Via Francigena. A volte si utilizzava questo curioso "cartello stradale", riportato anche in altre chiese, in cui un pellegrino-San Pietro indicava, la strada per andare a Roma... era un messaggio sicuro e non ci si poteva sbagliare, dopotutto come non fidarsi delle indicazioni di San Pietro?


L'interno del Duomo


La cripta dove è conservato il corpo di S. Donnino


La statua moderna di S. Donnino


Il municipio di Fidenza


Antiche porte appartenute alle antiche mura ormai distrutte

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INFO UTILI
• Come arrivare: Autostrada A4 (da e per Venezia, Trieste)
• Sito ufficiale: http://www.palmanova.it/
• Pro Loco Palmanova: Tel. 0432920402
• Ufficio Turistico: Tel. 0432924815

(c) articolo e fotografie luoghimisteriosi.it
(c) fotografie triplice cinta Carlo M.F.Capone