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Simboli: ALBERO DELLA VITA
UOMO (GIANO BIFRONTE)

 
FERRARA - MUSEO DELLA CATTEDRALE
IL PERCORSO INIZIATICO DELLE FORMELLE

Nel Museo della Cattedrale è conservato l’organo le cui ante raffigurano da chiuse San Giorgio e il drago e da aperte l’Annunciazione. I dipinti sono opera di Cosmè Tura che li realizzò nel 1469.


Ante chiuse: San Giorgio e il drago (Cosmè Tura)


Ante aperte: Annunciazione (Cosmè Tura)

Ma gli elementi più interessanti sono le Formelle dei Mesi, eseguite dal Maestro dei Mesi nel XII secolo. Si trovavano anticamente sulla parete esterna della Cattedrale a metà del lato Sud.

Esse rappresentano i mesi:
Gennaio: vi è la figura di Giano Bifronte, un uomo con 2 volti, uno giovanile e l’altro anziano, come se l’uno guardasse al passato, senza dimenticarlo per l’esperienza e la saggezza che ha saputo dare e l’altro al futuro verso l’anno che verrà. Inoltre Giano Bifronte era considerato il “Dio delle Porte”, metafora del passaggio dal passato al futuro. Era colui che stava tra la porta degli uomini e la porta degli Dei e spesso veniva rappresentato con le chiavi in mano, esattamente come San Pietro, colui che sta tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti nell’ambito del cristianesimo. Ancora una volta cristianesimo e paganesimo hanno qualcosa in comune!
Inoltre veniva rappresentato non a caso di gennaio, perché il doppio volto significava lo sguardo al passato e quello al futuro, era il presente che conosceva trascorso e avvenire. Lo stesso nome Giano significa Ianus, Gennaio, ma anche Johannes, Giovanni. E non è un caso che Giovanni Battista si festeggi il 24 Giugno (in corrispondenza con la festa pagana del solstizio d’estate) e Giovanni Evangelista il 27 dicembre (in corrispondenza con il solstizio d’inverno).

Febbraio: Viene mostrata la potatura delle piante e la preparazione delle carni. Inizia il cammino dell’anno e il lavoro fisico per il nutrimento del corpo.

Marzo: vi è un uomo molto forte fisicamente che soffia dentro a un corno producendo un vento sostenuto. E’ la stagione di marzo quella dei venti che porta le piogge ma è anche raffigurato come il vento del destino che ci conduce sulla nostra via già preordinata, che conosciamo perché in principio noi siamo “Giano Bifronte”

Aprile: vi è un ragazzo giovane con corone di fiori e con in mano germogli a rappresentare il trionfo della primavera, della nascita della vita, sensazione che sul nostro cammino dobbiamo saper vivere. Come se il vento, il soffio della vita del mese precedente, fa nascere tutto quanto.
Finora l’interpretazione può essere questa: nasciamo come anima “Giano bifronte” in cui sappiamo tutto, siamo onniscienti come Dio, poi viene preparata la carne, il nostro corpo viene scolpito e infine gli viene data vita con il soffio che trasmette l’anima sulla terra.
In mezzo a marzo e aprile vi è il sole, il divino che rende possibile tutto questo.

Maggio: vi è il cavaliere ardente, un uomo a tutto tondo che sta partendo per le Crociate, un cavaliere templare. Ecco che l’anima consapevole si appresta a iniziare il cammino alla ricerca del Graal, del Cristo, della divinità perduta.


l'albero della vita
nella formella di giugno

Giugno: la raccolta della frutta, ovvero la raccolta della conoscenza. Vi è un uomo che raccoglie i frutti da un albero, in questo caso l’albero della vita. Alla base vi è una biforcazione della strada che indica che nonostante il nostro destino sia scritto noi dobbiamo saperlo interpretare per scegliere la via corretta, quella fondamentalmente scelta dal fato, che ci indicherà con una serie di segnali. Ma per "vederli", leggerli e saper scegliere la strada da lui suggerita dobbiamo essere ricolmi di conoscenza.

Luglio: La trebbiatura del grano. Vi è l’immagine del pane, il simbolo dell’eucarestia, del corpo di Gesù, della semplicità del cibo. Inizia il nostro approccio al Cristianesimo.

Agosto: l’accomodamento nella botte. Vi è la preparazione degli strumenti che servono per la produzione del vino, del sangue di Gesù, secondo ingrediente necessario all’anima e al suo nutrimento. Il contadino che prepara la botte si trova accanto ad un albero di fico che rappresenta l’abbondanza e la conoscenza (quando Adamo ed Eva “conobbero” si coprirono con foglie di fico). Continua la nostra assimilazione della religione cristiana.


Formella di settembre

Settembre: è naturalmente la raccolta dell’uva e quindi la produzione del vino sacro sia alle religioni pagane che a quelle cristiane.

Ottobre: un fanciullo viene allattato da una capra. Dopo il pane e il vino vi è il latte trasmesso da un essere vivente che spesso nelle mitologie antiche era la stessa divinità (Zeus o la lupa di Romolo e Remo)

Novembre: la raccolta delle rape. La rapa che in sè è una delle verdure più semplici, indica che in ciò che vi è di più umile si può trovare la stessa immortalità. La rapa come il melograno simboleggiava immortalità ed essa, il nostro premio, il nostro Graal lo possiamo ritrovare nei luoghi più semplici e umili, nella stessa nuda terra.

Dicembre: Figura di un arciere, colui che scocca la freccia verso il cielo rimanda la nostra anima a casa nel divino, in terra lontana dopo che essa ha passato una vita a nutrirsi di nuove conoscenze. Si torna sì al principio ma rinnovati proprio come ci insegna la stessa Madre Natura, che tutto rinasce più forte di prima, più consapevole.

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