LUOGHI DI FORZA

IL NOSTRO LIBRO UFFICIALE!

Aiutaci a crescere. Acquista il nostro libro!


I NOSTRI SITI




VIDEO

REGIONI D'ITALIA

LUOGHI



 



Luogo: Parco Archeologico del Monte Cila (Piedimonte Matese CE)

Articolo e fotografie:

Antonio Palmieri e Giuseppe D’Abbraccio (Ass.ne Cuore SANNITA)

Questo luogo appartiene al gruppo dei luoghi:
costruzioni megalitiche
curiosità

Regione:
Campania

I capitoli di questa pagina sono:
Il Matese di antiche origini
Primi animali e primi uomini
Il popolo dei Sanniti
Le mura megalitiche


LE MURA MEGALITICHE DEL MATESE

Il Matese, il Tifernus Mons di liviana memoria, si staglia, quasi distinguendosi dal resto della catena appenninica sia perché isolato dai corsi d’acqua che ne hanno incise le valli e le gole (Volturno, Calore, Biferno e Tammaro) sia per una certa imponenza di pianta oltre che di altimetria.

Il Matese di antiche origini

Massiccio che riassume in acqua e pietra tutta la sua storia. Ricordo come Goethe lo definisse” un groviglio di pareti montuose, addossate le une alle altre, tanto che spesso è difficile distinguere la direzione delle acque”. Una montagna che pur giovane, avendo solo pochi milioni di anni, ed in quanto tale “irrequieta”, ha comunque vissuto abbastanza da vedere lo svolgersi di un lungo processo storico di trasformazione ed evoluzione. Questo massiccio calcareo-dolomitico ha assistito a trasformazioni geologiche ed alle prime tracce di insediamento antropico: una vera sentinella che, pur quasi sempre silente ed immobile, ha visto il passaggio dall’antro primordiale alla costruzione, dal recinto dei pastori al recinto sacro, dalle grotte al tempio, dalle coltivazioni degli uomini del neolitico al giardino orto medievale e rinascimentale col passaggio dalle rupi alla città. Proprio la ricchezza di acque e le prime piste seguite dagli animali (alla ricerca di vegetazione e cibo) causa i mutamenti climatici dettati dalle glaciazioni, hanno permesso il passaggio di uomini ed animali; tali piste, trasformatesi successivamente in tratturi, hanno segnato il paesaggio essendo perfettamente funzionali ad un territorio accidentato come quello appenninico.

 

Primi animali e primi uomini

Il Matese, quindi, dopo CIRO (scipionyx samniticus, piccolo di DINOSAURO teropode del Cretaceo ritrovato a PIETRARPJA) ha visto i primi insediamenti paleolitici di HOMO ERECTUS ad ISERNIA Pineta databili ad oltre 700.000 anni addietro con la fauna di elefanti, tigri, bisonti ed altro; ha osservato a distanza le eruzioni del Roccamonfina con le tracce impresse ivi dall’HERECTUS di Tora e Piccilli (meglio note come “Ciampate del Diavolo” circa 385/325.000 anni fa) e da vicino il sito neandertaliano di PRATA SANNITA (paleolitico di oltre 60.000 anni addietro). Silente ha vegliato il passaggio dei primi cacciatori-raccoglitori e, poi, lentamente soprattutto nelle aree interne, la rivoluzione neolitica ed il conseguente arrivo dell’agricoltura. Successivamente, il passaggio dall’età della pietra a quella dei metalli: il rame, il bronzo e quindi il ferro con le culture e le genti a tali minerali – ed alle relative tecnologie – collegate. In questo lunghissimo arco temporale il Matese ha visto il succedersi di una miriadi di popoli e culture. Dalla vetta del Miletto, infatti, il panorama spazia toccando i due mari e, con lo sguardo, si potevano vedere pure le colonie dei
primi greci poste sulle due opposte sponde, comunque unite attraverso le vie di transumanza, dai pastori che fino quasi ai nostri giorni hanno portato usi e costumi provenienti da Oriente.

Il popolo dei Sanniti

Tra tutti i popoli che hanno vissuto il Matese, ricordiamo con orgoglio i SANNITI. Le leggende relative all’origine delle popolazioni appenniniche e, quindi, anche di quelle del Matese, narrano come sempre e di viaggiatori e di avi locali. Genti provenienti da oltralpe (indoeuropei) oppure dal mare (illiri, micenei), guerrieri (spartani) oppure pastori-sacerdoti. Non tralasciando la romanizzazione, il mitico rito sacrale del VER SACRUM ci richiama alla mente le origini endogene e la parentela con i Sabini. Ci pare di vederli i 7.000 Sabini guidati da Comio Castronio, partire dalle acque sacre e cultuali di Cotilia, per rinnovare un’usanza che si perdeva nei tempi e, rispettato il voto fatto a Mamerte, giungere a BOIANO, capitale della tribù Pentra e centro politico di primaria importanza per i SANNITI. Il VER SACRUM pare richiamare quello svoltosi generazioni prima della fondazione di Roma (753 a.C.) e che, riporta alla mente la potente nazione italica che per lunghissimo tempo ha “vissuto” il Matese abitandolo costruendo villaggi ed imponenti fortificazioni, necropoli e santuari federali bellissimi (PIETRABBONDATE) ma, prima di ogni cosa, lasciando tracce che ancora oggi, pur inconsciamente, portiamo dentro di noi come bagaglio culturale e che neppure la colonizzazione romana degli antichi areali italici (ALLIFAE,, TELESIA, AESERNIA) ha potuto cancellare del tutto.

 

La conquista di ALLIFAE, CALLIFAE e RUFRAE, quella di BOVIANUM, la vittoria dei SANNITI a CAUDIUM - forche caudine - , la guerra sociale e la sconfitta finale di Porta Collina nell’82 a.C., sono solo alcuni degli episodi che hanno visto i Sanniti, soprattutto i PENTRI del MATESE, guerreggiare per quasi tre secoli con i Romani.  Tuttavia, i popoli delle nostre terre, dopo aver combattuto aspramente e lungamente si fondono con i romani ed in tal modo hanno dato origine alla nazione che ancora oggi porta il nome che venne impresso, probabilmente per la prima volta, a Corfinio su una moneta argentea coniata in occasione della guerra sociale ed indicante la nazione italica: tale nome era ITALIA. Da tale unione, di carattere soprattutto culturale e riferibile a modelli diffusi dall’Oriente in tutto il bacino mediterraneo, anticipatoria di una sorta di globalizzazione (pur di molto anteriore all’attuale) derivò infatti una osmosi tra gli usi delle molteplici popolazioni precedenti, dando loro una identità trasfusasi nella grandezza di Roma e dell’ITALIA intera. A tutto ciò ha assistito il Matese ed a tanto altro ancora. Speriamo, quindi, che il nostro Matese, ricordandoci delle mitiche Primavere Sacre, possa assistere ad un risveglio delle nostre genti nel rispetto dei valori che hanno caratterizzato i nostri valorosi antenati.


Le mura megalitiche

Tutto ciò, e tanto altro, è il Matese. In tale ottica questa breve relazione indicherà i siti di particolare interesse posti all’interno del Parco del Matese con riferimento al periodo di maggior presenza dei SANNITI. Solo alcuni brevi accenni saranno fatti all’età della PIETRA ed al simbolo del Parco, il dinosauro CIRO.
Il Matese, connotato da verde rigoglioso ed acque, viene ricordato da T. Livio per le asperità che tanto hanno impegnato i Romani. L’importante valore strategico delle alture presenti nel Massiccio del Matese fu ben presto compreso dai Sanniti che vi abitarono. Gli stessi, infatti, fortificarono le sommità collegandole otticamente anche a fini militari. Gli stessi siti vennero riutilizzati nel periodo del brigantaggio e, in tempi a noi vicini, i Tedeschi sfruttarono gli antichi siti fortificati dai Sanniti (vedi Monte Cassino, Monte Acero nel 43-44) per combattere l’avanzata degli Alleati nella seconda guerra mondiale.
I siti fortificati dei Sanniti PENTRI e le aree dei CAUDINI matesini verranno elencati unitamente alle emergenze di epoca romana.

 



Il portale dei Luoghi Misteriosi
www.luoghimisteriosi.it - info@luoghimisteriosi.it

Il portale dei Luoghi Misteriosi (english version)
www.mysteriousplaces.it

® Luoghi Misteriosi
Luoghi Misteriosi è un marchio registrato
è vietato copiare il contenuto di questo sito senza l'approvazione dei relativi autori
per utilizzo di foto, testi, contenuti contattare info@luoghimisteriosi.it

Trattamento dei dati personali e informativa sui cookie

I nostri libri

Negli ultimi anni siamo cresciuti molto contando sempre sulle nostre forze per dare visibilità a luoghi poco conosciuti del nostro bellissimo paese.

Adesso abbiamo bisogno del tuo aiuto affinchè possiamo crescere ancora di più.

GUARDA GLI ALTRI LIBRI

I nostri siti



Sito consigliato da

 

 

Centro regionale
Beni Culturali Abruzzo

Multimedia