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I CENTAURI E LE COLONNE ANNODATE


Luogo: Chiesa di Santa Sofia - Piazza S. Sofia - Benevento

Sito: www.santasofiabenevento.it - info@santasofiabenevento.it - Telefono: 0824.21206
Orario ingresso: Mattina: dalle 8.00 alle 12.00 - Pomeriggio: dalle 16.00 alle 19.00 (Invernale) - dalle 16.30 alle 20.00 (orario estivo). Durante le funzioni religiose non è ammessa la visita ai gruppi. Si prevede una maggiore flessibilità nelle giornate domenicali/festive e per i gruppi turistici, che potranno prenotare visite al sito longobardo contattando l'Ufficio Beni Culturali della Curia (tel. 0824.323311) o la Parrocchia

Articolo: Isabella Dalla Vecchia - info@luoghimisteriosi.it

Fotografie: Giuseppe Graziuso - giuseppegraziuso@tiscali.it

Questo luogo appartiene al gruppo dei luoghi:
Animali (cervo)
Animali fantastici (centauri)
Pene capitali (lussuria)

Questo luogo appartiene al gruppo dei simboli:
nodi (colonne annodate)

Regione:
Campania

I capitoli di questa pagina sono:
La chiesa di Santa Sofia
I centauri e le colonne annodate

A giugno 2011 la Chiesa di S. Sofia, con l'attiguo Chiostro, ha ottenuto il riconoscimento quale patrimonio dell'UNESCO nell'ambito del sito seriale "I Longobardi in Italia - I luoghi del potere (568-774 d.C.)", che comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano.


La chiesa di Santa Sofia

La chiesa di Santa Sofia è una delle testimonianze più importanti dell’architettura longobarda del sud Italia, anche se ha perso la sua struttura originale essendo stata, nel corso degli anni, ristrutturata più volte. E’ stata voluta dal duca longobardo Gisulfo II e dal duca di Benevento Arechi II nel 762. Divenne un importante punto di riferimento solo dopo la sconfitta di Re Desiderio ad opera di Carlo Magno in quanto i longobardi furono obbligati a rifugiarsi nel sud Italia. Arechi dopo la caduta di re Desiderio, cercò di aspirare alla corona, costruendo una chiesa degna del suo principato. La dedicò alla sapienza, ovvero alla Sofia, legandola al concetto di femminino sacro, non a caso infatti annesse un monastero femminile benedettino, gestito da Gariperga (un nome di derivazione longobarda).

E' particolare l’altare, dedicato a San Mercurio, nel quale erano conservate le reliquie recuperate dall’imperatore Costente che qui le abbandonò. Mercurio (in greco Ermes) è un nome molto evocativo e alchemico. Questo elemento insieme allo zolfo rappresentava un procedimento essenziale per la trasformazione della materia che veniva mescolata con questi elementi nel laboratorio (forno) alchemico per ottenere la pietra filosofale (l'obiettivo di ogni alchimista). Tre erano gli stadi della mutazione che riassumevano il “solve et coagula” (dividi e unisci): nigredo (nero) la putrefazione o dissoluzione, albedo (bianco) la purificazione, rubedo (rosso) la ricomposizione o fissazione finale. Lo zolfo e il mercurio erano due essenze primordiali la cui unione formava la materia: lo zolfo era l’elemento della fissazione e il mercurio era l’elemento volatile.


il chiostro

La chiesa di Santa Sofia subì danni gravissimi a causa di diversi terremoti che fecero perdere parti importantissime della sua struttura originaria. La particolare base stellata fu trasformata in circolare e fu mutato tutto l’aspetto architettonico. Anche gli affreschi sono andati irrimediabilmente perduti, si sono salvati solo alcuni frammenti della vita di Cristo e della Vergine Maria.

I centauri e le colonne annodate

Ma sono le simbologie del chiostro a rendere la chiesa particolarmente misteriosa. Nei capitelli sono raffigurati esseri antropomorfi, metà uomini e metà cavalli (centauri) oltre che una rara raffigurazione della lussuria, una donna i cui seni vengono morsi da un serpente e un toro.


la donna con i seni morsicati dal toro e dal serpente

Qui ci sono centauri ovunque, una presenza simbolica importante. La parte bassa del centauro è quella prettamente bestiale, mentre quella da uomo è la natura superiore dell’individuo, in cui è racchiusa la coscienza e la mente umana. Un essere considerato perfetto, intelligente e allo stesso tempo forte e veloce. I primi centauri non erano così “perfetti”, ma erano considerati mostri, scarti degli dèi, nati dall’unione tra l’umano Issione e la dea Giunone tramutatasi in nuvola. Tra di essi emerse però il famoso Chirone (il tutore di Achille), un centauro intelligente forte e dal cuore nobile.


il centauro con arco e frecce

In uno dei capitelli è rappresentato un centauro con arco e freccia, simbolo del sagittario, che altro non sarebbe che Chirone immortalato da Zeus tra le stelle. Per i cristiani il centauro lancia i dardi del male per colpire i fedeli, ma non sempre: egli viene considerato spesso sul confine tra il bene e il male, in quanto è metà uomo e metà bestia e a volte, lancia le sue frecce non contro i giusti ma contro belve e mostri feroci.


la colonna annodata

Si chiamano colonne annodate e rappresentano un vero e proprio mistero: la colonna lunga e slanciata si attorciglia in un vero e proprio “nodo”, come se il fusto fosse stato annodato su se stesso. Non è difficile trovarle nelle chiese, da sempre considerate come elemento decorativo, ma questo ripetersi porta a pensare che vi sia qualcosa di più, un messaggio nascosto che occorre “sciogliere”. Questa strana colonna era presente in chiese dallo stile romanico, in stretto legame con i Maestri Comacini e all’ordine cistercense. I Maestri Comacini erano un gruppo di costruttori attivi tra il VII e l’VIII secolo nella Lombardia, la loro misteriosa particolarità era quella di nascondere simbologie occulte dentro i loro edifici.

Ma a volte sono due o più colonne ad essere annodate tra loro ed in questo caso vengono chiamate “ofitiche”. Il nome “ofitico” deriva da “ofiuco” ovvero serpente, questo perché la colonna sembra prendere vita propria come un rettile girandosi su se stessa. Il nodo di due colonne ricorda infatti l’uroburo, il serpente che si morde la coda che rappresenta simbolicamente l’infinito e il ripetersi continuamente degli eventi per gli alchimisti, l’immortalità dell’anima per i cristiani.


chimere

La colonna, elemento portante di un edificio che rappresentava anche la materialità, annodandosi sarebbe divenuta "spirito", innaturale, perdendo il suo corpo di sostegno. Il nodo rappresenta il passaggio dalla materia allo spirito.

 


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